lunedì 24 settembre 2018

LA NUOVA TRATTA DI ESSERI UMANI : UTERO IN AFFITTO, LA FIERA IN CUI POTER COMPRARE UN BAMBINO




Una deriva sconcertante quella dell’utero in affitto portato ai suoi estremi nella fiera organizzata da  “Men Having Babies” (organizzazione no profit, che significa letteralmente "maschi che hanno figli") che si è tenuta il 22 e 23 settembre ed è arrivata al suo quarto anno consecutivo a Bruxelles, nel cuore dell’Unione Europea.
Si tratta  di una vera e propria fiera dedica alle coppie omosessuali che in questo luogo possono letteralmente acquistare il loro bambino con l’utero in affitto, con tanto di stand, sponsorizzazioni e con l’organizzazione che offre consulenze specializzate 365 giorni l’anno. Tantissime le coppie gay che hanno affollato le sale dell’Hilton intenti a sfogliare cataloghi e guardando fotografie scegliendo quale sia la madre ideale per mettere al mondo, dietro un più che lauto pagamento, il loro bambino.
 In base a quanto riporta “Tempi” l’offerta prevede il soddisfatti o rimborsati e i costi vanno da un minimo di 95 mila dollari a un massimo di 160 mila. Ci sono anche pacchetti completi, quelli più costosi, che prevedono accompagnamento psicologico, assistenza legale, voli e hotel oltre a tutti gli aspetti sanitari della vicenda compresa la ricerca della madre e il suo pagamento.
COMPRAVENDITA DEI BAMBINI. La compravendita dei bambini si fa alla luce del sole l’importante è avere il portafoglio alla mano, in barba a leggi locali e convenzioni internazionali. Nel 2015, infatti, il Parlamento europeo ha condannato l’utero in affitto come forma di sfruttamento delle donne. E allora perché nessun parlamentare se ne esce dall’aula e va a verificare che cosa succede a pochi chilometri di distanza? FIGLI SENZA MADRI. Nel 2015, la Commissione affari istituzionali del Senato belga si è  pronunciata all’unanimità contro la “gestazione per altri”. E allora perché nessun senatore, per non parlare delle senatrici, protesta contro una fiera che si svolge per il quarto anno consecutivo? E nel 1989 il Belgio non ha firmato la Convenzione internazionale dei diritti del bambino, secondo la quale «ogni bambino ha diritto a conoscere i suoi genitori ed essere cresciuto da loro»? E allora perché il governo non si oppone alla pubblicizzazione di una pratica che vende bambini senza madre? E LA LEGGE? E sempre la stessa Convenzione non prevede che gli Stati firmatari «prendano tutte le misure appropriate sul piano nazionale, bilaterale e multilaterale per impedire il rapimento, la vendita o la tratta dei bambini a qualunque fine e sotto qualunque forma»? Ma che cosa si fa all’hotel Hilton se non vendere bambini al miglior offerente? Se per il quarto anno consecutivo “Men Having Babies” si prende la briga di riunire i migliori esperti del settore e portarli in Belgio, significa che gli affari vanno bene. Significa che la gente compra. Avanti così dunque.    
Ma l’Unione Europea non ci venga più a parlare di diritti.
Se comprare bambini come fossero giocattoli è considerato un diritto, un segno di progresso ritengo che ci siano idee confuse e una deviazione profonda nel concetto di FAMIGLIA. I bambini non sono giocattoli e non sono un diritto, ma un dono, questo andrebbe ricordato sempre.

di S.Z