sabato 22 settembre 2018

EQUINOZIO D'AUTUNNO. TRA MITO E TRADIZIONE


Domenica 23 Settembre si verificherà l'equinozio d'autunno, l'attimo in cui il sole si presenterà all'intersezione tra eclittica ed equatore terrestre. La mattina del 23, alle 3,54 del mattino,  il sole si sposterà dall'emisfero settentrionale a quello meridionale, sorgendo precisamente ed Est e tramontando precisamente ad Ovest, al punto che la durata tra giorno e notte saranno praticamente identiche; la stagione estiva sarà così definitivamente chiusa e comincerà il periodo in cui la natura si tinge di colori caldi e profondi.
Il termine EQUINOZIO, che deriva dal latino e va a significare proprio il fatto che notte e giorno abbiano la stessa lunghezza,  si riassume con l'immagine della bilancia perfettamente in equilibrio;
non a caso infatti , il segno zodiacale della Bilancia entra in concomitanza con l'equinozio autunnale
e l'idea di perfetto equilibrio compare persino nella carta dei tarocchi della Giustizia, con un primo piano della bilancia equinoziale.
Un evento che, tra storia e religione, ha sempre affascinato i popoli di tutto il mondo sin dai tempi dei Celti e dei Romani.
In Grecia tutte le cerimonie più note venivano tenute durante il mese di Settembre, ad esempio Atene celebrava le  Tesmoforie, ad Elusi i Grandi Misteri Eleusini, in entrambe le città questi riti erano in onore di Demetra, dea del grano e dell'agricoltura; erano rappresentazioni della discesa agli inferi di Persefone, figlia della dea rapita dal dio Ade, esperienza di buio e tenebra, che finiva nella luce con l'ascesa nel mondo dei vivi riunendosi con la madre.
Per i Druidi l'equinozio d'autunno era chiamato Alban Elfed (luce d'autunno) o Elued ( luce dell'acqua) e rappresentava la seconda festività del raccolto, segnando la fine della mietitura, così come Lughnasad ne era l'inizio.
Nella mitologia celtica, l'Equinozio d'Autunno è legato alla figura di Mabon, dio della giovinezza,
della vegetazione e dei raccolti, simboleggiato dalla cornucopia, la cesta dalla quale sgorgava tutto il cibo che si desiderava. Mabon per i Celti era il mese dei semi, che venivano raccolti dagli ultimi frutti maturi per servirsene l'anno successivo, essiccandoli all'aria e all'ombra, per poi conservarli al buoi e asciutto in sacchetti di carta, aspettando la primavera per piantarli, ma anche delle radici officinali per le tisane invernali, dei tagli, delle potature, del compost.
Anche per gli antichi Romani era importante l'equinozio d'autunno, infatti, era il giorno in cui era nato l'imperatore Augusto nel 63 a.C, che in seguito fece costruire la più grande meridiana di Roma,
  costituita da una linea di bronzo incastonata su lastre di travertino e lunga circa 75 metri, ai lati della stessa erano indicati, con iscrizioni bronzee in greco, i segni zodiacali, realizzando un calendario solare sfruttando la diversa altezza del sole nelle varie stagioni.
In questo modo l'altare della pace, l'Ara Pacis, era allineato con l'equinozio e, per il compleanno dell'imperatore, l'ombra dell'obelisco si allungava verso l'altare, creando così un legame tra l'imperatore, il sole e l'emblema della pace romana.
Intorno al III secolo d.C gli equinozi iniziarono ad essere in una serie di figure allegoriche, come portatori di fiaccole, spesso posti al fianco del dio Mitra. Cauteus portava la fiaccola verso l'alto  rappresentando l'equinozio di primavera, quando il sole scende sopra l'equatore, mentre Cautopates verso il basso rappresentando l'equinozio d'autunno, quando il sole scende sotto l'equatore.
Per il mondo cristiano invece, l'equinozio è legato alla figura di San Michele, la cui festa si celebra il 29 Settembre, che difese la fede contro le orde di Lucifero. Dal mondo bizantino, il culo dell'Arcangelo Michele si diffuse nell'Europa medievale e su quella romea; numerosi i riferimenti al santo nella toponomastica di luoghi posti su monti e altopiani.

di S.Z