sabato 14 luglio 2018

LA MENZOGNA DEL DENARO

Gli economisti rappresentano l’esemplificazione maggiormente significativa. Probabilmente non è un caso che alla fine del diciannovesimo secolo negli Stati Uniti gli economisti fossero i primi analisti professionali a essere “addomesticati” in una battaglia che definiva i limiti della libertà accademica nelle università. Da quel momento in avanti il sistema accademico avrebbe imposto una rigida separazione operativa fra indagine e teorizzazione in quanto accettabili, e riforma sociale in quanto inaccettabile. (1)
Qualsiasi accademico intenzionato a preservare la propria posizione comprendeva cosa la questione comportasse. Come prodotto secondario gli accademici divennero virtuosi nell’alimentare un’immagine di sé di una certa importanza, nonostante questa fatale limitazione della loro rilevanza sociale, con frasari del tipo “la verità è la nostra arma più potente”, “la penna è più forte della spada”, “una buona idea può cambiare il mondo”, “la ragione ci condurrà fuori dalle tenebre”, etc.
Quindi l’impresa dell’economia si dedicò a mascherare la menzogna concernente il denaro. Nocive attività di prestito, fissazione dei prezzi e controlli monopolistici costituivano le principali minacce alla giustizia naturale di un libero mercato, e si verificavano solo come errori nell’ambito di un sistema per lo più autoregolamentato che poteva essere temperato tramite allineamenti dei tassi di interesse e altre “protezioni”.
Nel frattempo, nessuna teoria economica convenzionale cita il fatto che la moneta stessa viene creata in gran quantità in un sistema bancario di riserva frazionaria di proprietà di interessi privati occulti autorizzati a inventare e distribuire debito che deve essere ripagato (con gli interessi) dall’economia reale, concentrando in tal modo costantemente proprietà e potere su tutte le economie locali e regionali.
Il resto di noi deve guadagnare denaro invece che semplicemente fabbricarlo, e quando moriamo non ne abbiamo mai di più. La classe media paga affitti o mutui. La schiavitù del salario viene perpetuata e ulteriormente degradata in aree stabili nonché insediata nelle varietà più perniciose in tutti i territori di recente conquista.
Decisamente degno di nota è il fatto che il più esteso imbroglio di sfruttamento (creazione privata di denaro in forma di debito) mai adottato e applicato all’intero pianeta non compare nelle teorie economiche. Gli economisti sono talmente impegnati a elaborare modelli di rialzi e ribassi dei profitti, rendimenti, tassi di occupazione, valori azionari e vantaggi di fusioni per sfruttatori di medio livello da non notare la loro elusione degli elementi fondamentali. Elaborano il modello del programma di costruzione rifiutandosi di riconoscere che il terreno è una zona sismica sopra la quale volteggiano avvoltoi.
Intanto i finanzieri scrivono e riscrivono gli stessi regolamenti, e ancora una volta tale procedura non compare nelle teorie di macroeconomia. L’unico elemento umano che gli economisti prendono in considerazione nei loro modelli matematici “predittivi” è il comportamento del consumatore di basso livello, non la manipolazione del sistema ad alto livello. La corruzione è la norma, e tuttavia non figura. Economie, culture e infrastrutture di nazioni vengono deliberatamente distrutte allo scopo di renderle schiave tramite nuovi e più consistenti debiti nazionali caricati sulle spalle delle generazioni future, mentre gli economisti prefigurano presunte conseguenze catastrofiche derivanti dal mancato pagamento dei debiti...
Strumenti di gestione per i capi, fumisterie per il resto di noi: grazie tante, esperti di economia.
https://www.nexusedizioni.it/it/CT/alcune-grandi-menzogne-in-ambito-economico-medico-e-scientifico-5510