mercoledì 25 luglio 2018

25 LUGLIO 1943: L'ITALIETTA DEI PASTASCIUTTARI

 
 Da allora il 25 luglio si celebra,
purtroppo,ogni giorno:
e non solo con le penose pastasciuttate.
Accade quando il desiderio compulsivo di esser accettati e benvoluti
da tutti -e a tutti i costi-
sovrasta i Valori per i quali si dice di combattere
E'-purtroppo- questa la mentalità dei tempi
a cui dovremmo invece sottrarci.
È l'abitudine, se non il vizio dell'italianetto medio... quello che non si schiera, quello che semmai tifa scambiando il tifo per una Fede, quello che ha il fastidio di far brutta figura e che ha paura di restar da solo
per il fatto di aver detto
quello che davvero pensa.
 
Per esempio,
con tutto il Rispetto per i Morti,
ha fatto davvero specie, giorni fa
vedere parecchi "camerati"
 ricordare ed osannare magistrati e poliziotti,
difensori delle istituzioni della repubblica antifascista...
scordando i comportamenti della magistratura e dei loro agenti in divisa nei confronti dei Camerati,
dimenticando i Camerati Caduti per mano delle divise dello stato.
 
E altri esempi non mancherebbero
 
 Rivoluzionari sempre.
Reazionari mai.


Ci sian di conforto e monito
queste profetiche parole,
scritte da Sua Eccellenza 75 anni fa :
 
  
"...Per redimersi bisogna soffrire.
Bisogna che i milioni e milioni di italiani di oggi e di domani vedano,sentano nella loro carni e nella loro anima che cosa significa la disfatta e il disonore, che cosa vuol dire perdere l'indipendenza, che cosa vuol dire da soggetto diventare oggetto della politica altrui, che cosa vuol dire essere completamente disarmati;
bisogna bere nell'amaro calice della feccia.
Solo toccando il fondo
si può risalire verso le stelle.
Solo l'esasperazione di essere troppo umiliati darà agli italiani la forza della riscossa..."
 

 
 (Benito Mussolini, nel corso della sua prigionia
 a La Maddalena(7 agosto - 27 agosto 1943))