sabato 2 giugno 2018

IDEE SU UNO STATO COME POTENZA

IDEE SU UNO STATO COME POTENZA
JULIUS EVOLA DOTTRINA DELLO STATO
Proponiamo oggi, sempre in linea con le elaborazioni del primo Evola circa l’autarchia dell’Individuo Assoluto, Signore e Sovrano che porta a compimento l’idealismo magico post-filosofico, manifesto della “metafisica evoliana” di quel periodo, una metafisica “del divenire”, del potenziamento, dell’individuazione e della dominazione, in cui l’Io si riafferma come Ente di Potenza, in una prospettiva ancora intrisa d’immanentismo, un articolo in materia di concezione dello Stato con cui Evola, il 1 settembre 1926, dava inizio alla sua collaborazione con la rivista “Critica Fascista” diretta da Giuseppe Bottai.

Evola fu commilitone di Bottai al fronte sull’Altopiano di Asiago, durante la prima guerra mondiale, e proprio con lui, nel 1926, aveva riallacciato i contatti, proponendogli di lanciare un programma rivoluzionario che investisse il piano della visione fascista della vita ed anche il delicato tema del rapporto tra fascismo e cristianesimo. L’assenso entusiastico di Bottai portò alla suddetta collaborazione sulle colonne di “Critica fascista”, con questo primo articolo che riprendeva e sviluppava temi già affrontati in precedenza da Evola, in occasione della sua collaborazione con il quindicinale “Lo Stato democratico”, in particolare nello scritto “Stato, potenza e libertà” (1 maggio 1925).

Traslando la dottrina dell’Individuo Assoluto sul piano politico, Evola descriveva i tratti del Capo dello Stato quale Autarca, dominatore e legislatore incontrastato, che, una volta autorealizzatosi compiutamente, per interiore superiorità raggiunge un tale livello di autosufficienza (libertà  assoluta) da renderlo non più soggetto a limiti o controlli esterni, e che, a mezzo della propria Potenza di matrice puramente spirituale, può dare forma, scopo e gerarchia alle masse. Tale Potenza trae origine dalla superiorità, non viceversa, spiegava Evola: e di tale potenza la violenza materiale è la forma più inferiore, grossolana, da trascendere, per utilizzare le idee-forza o miti quali strumenti, mezzi di temporanea imposizione (ad esempio il concetto di “Patria”), da trascendere a loro volta fino a giungere all’affermazione totale di sé come Centro, Essere manifestato, polo di attrazione per l’inferiore, attraverso cui il Superiore s’afferma. Si rimanda, sull’analisi dei miti come idee-forza, all’interessante saggio evoliano pubblicato nel 1936 su “La Vita Italiana”, e da noi riproposto di recente in tre parti.

Nel finale Evola si sofferma brevemente sul tema uguaglianza-disuguaglianza, anche il rapporto al Cristianesimo ed al Cattolicesimo, al Ghibellinismo ed al Guelfismo; tematiche queste ultime che certamente meriterebbero maggiore approfondimento ma su cui l’Evola di quegli anni aveva idee abbastanza orientate, che in parte avrebbe rettificato o comunque approfondito, pur mantenendo la medesima impostazione di fondo.

Certamente l’articolo rimane un’interessante testimonianza di applicazione del concetto di Individuo Assoluto al tema del Capo di uno Stato gerarchicamente organizzato; ma risentiva ancora di quell’immanentismo e di quell’impostazione profondamente individualizzata (si usa questo termine per distinguerlo dall’aggettivo “individualistico”, che ha altre implicazioni) che Evola avrebbe dovuto correggere (il Principio sembra ancora essere il Singolo che si autorealizza, si “divinifica”, più che un Ordine Superiore che si manifesta nel Singolo che ha raggiunto un certo livello di realizzazione spirituale). Rimandiamo alla sezione “Dottrina dello Stato” per un’ampia selezione di altri successivi articoli in cui Evola riprenderà e svilupperà le tematiche relative al concetto di Stato, affinando e portando a compimento le intuizioni già sviluppate da giovane, in un’ottica sempre più oggettivata ed intrisa di trascendenza e quindi sempre meno soggettivata (seppure in chiave assoluta) ed intrisa di immanenza.

https://www.rigenerazionevola.it
***

di Julius Evola