mercoledì 9 maggio 2018

WALTER SPEDICATO, PRESENTE


Novoli, 26 ottobre 1947 – Parigi, 9 maggio 1992
 
Ventisei anni fa a Courbevoie, Parigi, l’ultima esplosione delle arterie del cuore di Walter Spedicato metteva fine alla sua parentesi terrena, chiusasi in ambulanza mentre raccontava barzellette agli infermieri.


Nato a Novoli in provincia di Lecce il 26 ottobre del 1947, Walter Spedicato, rimase fino all’età di diciannove anni per poi trasferirsi a Roma e iniziare gli studi universitari presso la Facoltà di Giurisprudenza. Erano gli anni sessanta, gli anni delle contestazioni studentesche e la sua attività politica non tardò ad arrivare. Aderì al Movimento Studentesco della facoltà, trasformato poco dopo in Lotta di Popolo e resse a lungo le sorti della Libreria Romana in via dei Prefetti.
Nel 1976, dalle ceneri di Lotta Studentesca, insieme a Roberto Fiore, Gabriele Adinolfi e Giuseppe Dimitri, diede vita ad un’organizzazione extraparlamentare denominata Terza Posizione. In questo movimento, Walter, riuscì ad esprimere le sue idee di nazionalista europeo e fu un acceso animatore del tercerismo. Con la strage di Bologna e il verificarsi di numerosi attentati, nel settembre del 1980, la Magistratura eseguì diverse perquisizioni con mandati di arresto contro membri di Terza Posizione.
Tra i tanti c’era anche quello contro Walter Spedicato. Per sfuggire alla cattura si rifugiò a Parigi. Durante il periodo di latitanza, animò con diverse iniziative politiche e culturali il Centro Studi Orientamenti e Ricerca e più volte fece ritorno clandestinamente in Italia per rilanciare la dinamica politica.
Colpito da una rara malattia alle arterie, il 9 maggio 1992, dopo 12 anni di latitanza, morì mentre veniva trasportato in ambulanza a seguito di una ennesima crisi. Nel corso dei processi, tutte le accuse si dimostrarono infondate e, Walter, fu sempre assolto dalle imputazioni che gli furono contestate.
 



Riportiamo il bell'articolo scritto da Giuseppe Parente per il sito FascinAzione. info
 in Memoria di Walter Spedicato

Lo ricordiamo qui con due pezzi storici, scritti da Ugo Maria Tassinari dell'agosto 1988 per il Giornale di Napoli e ripresi dal suo blog L'alter Ugo, pezzi che sono propriamente alle origini di tutta la storia di "Fascinazione"...

[L'intervista con il Giornale di Napoli con Walter Spedicato, nell'agosto 1988, che permise al leader di Terza posizione di scansare la provocatoria accusa di essere il responsabile dell'autobomba ritrovata pochi giorni prima davanti alla Questura di Milano] 

 
Trentacinque anni alto 1.70-1.75- viso rotondo- carnagione scura- capelli corti e neri- sopracciglie folte- fronte spaziosa Questo identikit- distribuito martedì pomeriggio dagli inquirenti milanesi che indagano sull'autobomba di domenica alla questura di Milano è stato attribuito da alcune telefonate anonime a Walter Spedicato un militante di Terza Posizione- latitante all'estero. Queste caratteristiche fisiche per alcuni aspetti non corrispondono- però- a quelle di Spedicato che ha quaranta anni, il volto scavato- baffi rossicci ed evidenti stempiature e cosi il nostro giornale ha raggiunto telefonicamente il latitante neofascista a Parigi e gli ha chiesto di dire la sua sulla vicenda "Domenica pomeriggio ero a Parigi- in compagnia della mia donna e della sua amica". La voce di Walter Spedicato vibra indignata. Alla mia richiesta di precisare le generalità della ragazza reagisce con stizza "Lei non c'entra niente Anzi è incinta e queste notizie che apprendiamo ora, queste accuse infamanti nei miei confronti la mettono in uno stato di evidente agitazione." LEGGI TUTTO

Le ragioni della provocazione contro Walter Spedicato

[Questo è il “seguito” dell'intervista a Walter Spedicato, il mio primo scoop giornalistico. Vicenda arcinota ai miei lettori: la provocatoria attribuzione dell'autobomba inesplosa davanti alla questura di Milano al militante tercerista, l'intervista telefonica al latitante rilanciata da tutti i giornali nazionali, la possibilità di offrire un alibi e sganciarsi dall'incastro. Il servizio è articolato in tre parti: intervista a Marcello De Angelis, la realtà di Terza posizione nel 1988, la sua storia]

Hanno appena avuto il tempo di festeggiare la condanna di Pazienza e soci del Supersismi - al processo per la strage di Bologna che si sono ritrovati al centro dell'attenzione degli inquirenti con il sospetto di strage. Gli esami non finiscono mai per gli esuli di Terza posizione - il gruppetto della destra radicale condannato per banda armata dalla magistratura romana. Allora era toccato a Gabriele Adinolfi e Roberto Fiore - i due leader della colonna 'nera' di Londra. Una valigia ritrovata sul treno Taranto-Milano e attribuita a loro portava direttamente sulle piste della strage di Bologna. Si scoprì poi che era un depistaggio organizzato dalla banda Santovito-Pazienza-Musumeci. Oggi è capitato a Walter Spedicato - latitante a Parigi - uno dei soci fondatori di Terza posizione, un anonimo telefonista ha cercato di convincere gli inquirenti che era suo il volto dell'identikit dell'autobomba alla questura di Milano. Spedicato non somiglia affatto a quell'identikit ma c'è voluto qualche giorno - un alibi prontamente fornito in un'intervista al nostro giornale e una serie di accertamenti negativi perché i sospetti sfumassero.
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