domenica 3 settembre 2017

ONORE A CICCIO FATICA

  
LA GRANDEZZA DI UN GIGANTE
E LA MISERIA DI UN  PRETUNCOLO
 
 
Riportiamo per intero due articoli dell'Amico e Camerata
Giuseppe Parente - FascinAzione. info
 
 
 
Con Ciccio Fatica è morto l'ultimo combattente napoletano della Repubblica sociale, uno dei militanti clandestini che fondarono il Msi. Si è spento a 92 anni al cardarelli dove stamattina si svolgeranno i funerali. Lo ricorda con un post commosso sulla propria pagina facebook Emiddio Novi:
Ciccio Fatica, un partigiano di Mussolini ha raggiunto i ragazzi che nel 1944 furono fucilati a Capua dagli americani. Come lui facevano parte della resistenza che nel Sud militava dalla parte della Rsi. Quando gli angloamericani sbarcarono in Sicilia si imbatterono nella imprevista resistenza degli italiani. Morirono combattendo in 40.000. Di loro nessun riferimento nei libri di storia. Il generale Patton ordinò di massacrare anche i prigionieri. Ciccio Fatica fu la memoria storica di quell'Italia silenziosa che non rinunciò all'onore e alla coerenza. Fu esempio di fedele e disinteressata militanza per tanti giovani del popolo escluso e perseguitato della destra. Fu uomo di impegno civile e militante.
 
Questa la nota ufficiale diffusa da  Gianni Rebaudengo e Pina Cardia per la Segreteria Nazionale del Raggruppamento Combattenti e Reduci della Repubblica Sociale - Continuità Ideale: 
È con profondo dolore e sgomento che abbiamo appreso la morte di Francesco (Ciccio) Fatica. Una perdita che lascia un grande vuoto in noi personalmente e in tutto il Raggruppamento. In Lui ricordiamo la fedeltà alla Patria e all’Idea coltivata per tutta la vita sin dai lontani giorni del Suo impegno contro l’invasore anglo-americano, e proseguita poi attraverso i suoi scritti scaturiti da una lucida analisi revisionista della recente Storia, sia nazionale che internazionale. Fuor da ogni metafora, un Italiano e un Fascista di altissimo spessore di fronte al quale il Raggruppamento abbruna i suoi Labari.  Camerata Ciccio Fatica: “Presente!”. 
 
Per Luciano Schifone, storico esponente della destra sociale«è stato sempre un riferimento importante per la destra napoletana. Una figura mitica per noi giovani militanti degli anni ’60. Era uno dei “famosi 88” che avevano partecipato al fascismo clandestino. Era un mito vivente, simbolo di integrità morale. Ciccio Fatica era il veterano che trasmetteva la fiaccola alle generazioni successive. Quando mi sono iscritto al partito ho trovato quest’uomo che era un punto di riferimento per tutti. Ai giovani amava ripetere: “Seguite le vostre idee più che le vostre convenienze”. Una frase che ha incarnato per tutta la sua vita». 
 
 
 
 
 
 
(G.p) Venerdì 1 settembre Francesco Fatica,l'ultimo combattente partenopeo della Repubblica Sociale Italiana, uno dei militanti clandestini che fondarono il Movimento Sociale Italiano è andato oltre, a 92 anni.
Ieri, con inizio alle ore 11,15 presso la cappella dell'ospedale Cardarelli di Napoli è stata celebrata la Messa funebre, alla quale hanno partecipato camerati di tutte le generazioni.
Al termine del rito religioso, come tradizione vuole, l'onorevole Luciano Schifone avrebbe voluto tenere una orazione funebre 
 in ricordo dell'impegno civile e militante di Francesco Fatica ma è stato interrotto da un perentorio divieto del Cappellano dell'ospedale.
 
Con una lettera, Salvatore Pacella, responsabile napoletano di Forza Nuova, ci racconta il divieto all'orazione funebre per Ciccio Fatica, la contestazione al prete da parte di amici e camerati, ed il ricordo dell'ultimo combattente partenopeo della Repubblica Sociale con tanto di saluto romano e rito del presente.

 
E chi si sarebbe mai aspettato di assistere ad una scena di "malachiesa" al funerale di Ciccio Fatica. Il prete, durante l' orazione funebre tenuta da un camerata per Ciccio, stoppa tutto dicendo che parole del genere non erano né previste, né accettate in quel luogo, ma era facile capire la sua sponda politica, visto come guardava noi e le bandiere sul feretro del defunto. Per l'ennesima volta, la chiesa si confermava per quel che è ormai diventata, un ricettacolo di meschini,  che poco hanno a che fare col vero cattolicesimo, quello preconciliare. Partono gli insulti e non nascondo di aver inveito contro quel prete con rabbia, se non fosse stato per i familiari di Ciccio e qualcuno più maturo ed adulto, probabilmente sarebbe finita male. Incredibile come oggi ,nel 2017, ci sia ancora chi nega certi diritti, un prete che dovrebbe essere imparziale e soprattutto rispettoso nei confronti di un defunto, si erge a difesa di un antifascismo e di un politicamente corretto, per il quale meriterebbe non solo la scomunica, ma anche un sonoro schiaffone. Comunque, quel che conta, è che alla fine il nostro Ciccio è stato ricordato come avrebbe voluto, ovvero braccia levate, cori contro il vento e contro la misera volontà di un piccolo prete ignorante