venerdì 15 settembre 2017

I “talebani” dell’antifascismo alla guerra contro i simboli dell’odiato ventennio

 
di  Luciano Lago
Alla fine è riuscito a raggiungere il suo obiettivo. Parliamo di Emanuele Fiano, il noto esponente del PD, il quale aveva presentato alla Camera, ed ha ottenuto di far approvare in questi giorni , un testo di legge per sanzionare in modo pesante le manifestazioni nostalgiche o parafasciste, dal saluto romano alla vendita dei gadget di Mussolini e calendari con fascio, dalle manifestazioni para nostalgiche alla propaganda di immagini e richiami al fascismo fatti via web (questi ultimi con aggravante).
In particolare nel testo di legge si prevede di far sparire ogni memoria storica del ventennio, dalle scritte Dux sull’obelisco al Foro Italico a Roma, al cancellare ogni scritta inneggiante al Fascismo sul Palazzo della Civiltà e del Lavoro all’EUR , il quartiere fatto edificare da Mussolini a Roma in stile neo romanico e poi deturpato durante la Repubblica con gli orrendi gratteceli dei Ministeri (oggi già ridotti a ruderi abbandonati). Altrettanto si dovrà fare con la Stazione Ferroviaria di Milano, con la Stazione Termini a Roma, con i palazzi edificati a Latina (ex Littoria) a Sabaudia , a Brescia, a Trieste e con decine di altri palazzi e munumenti edificati durante il periodo fascista che portano le firme di illustri architetti dell’epoca, come Piacentini e Giovannoni. Cancellare e demolire, queste le parole d’ordine degli “smemorizzatori” Fiano e compagni.

In pratica il governo del PD si prepara a “dare lavoro” a squadre di martellatori armati di scalpelli e picconi che percorreranno l’Italia in cerca di monumenti e palazzi da martellare per cancellare ogni segno di memoria storica, in perfetto “stile talebano” voluto dal Fiano, dalla Boldrini, dall’ANPI e dalla compagnia di giro annidiata tra Governi ed Istituzioni della Repubblica.
Inutile dire che la “ratio” della legge è quella di contrastare l’insorgere del “pericolo fascista”, un pericolo che turbava il sonno al Fiano, alla Boldrini ed agli altri esponenti della sinistra ferocemente antifascista che considerava ogni manifestazione, anche quelle funerarie per le ricorrenze dei caduti, come “un pericolo per la democrazia”.
Il furore iconoclasta di Fiano e soci rivela la loro insofferenza per la memoria storica di questo paese a cui loro si sentono estranei, in quanto esponenti del mondialismo universalista che vuole abolire gli Stati nazionali e cancellare anche la memoria storica delle Nazioni, tranne quella che a loro interessa, quella della “santificazione” della resistenza e dei suoi miti, dimenticandone i delitti, oltre a celebrare in forma obbligatoria per le scuole e a mezzo delle Tv, l’Olocausto ebraico che viene considerato l’unica vera religione di Stato.
In sostanza si tratta di un giro di vite contro il “pericolo di risorgenza neofascista” a cui gli esponenti della sinistra dedicano molta più attenzione che a qualsiasi altro fenomeno. Da notare che gli stessi esponenti della sinistra iconoclasta sono del tutto passivi rispetto ad altra tipologia di fenomeni, quali la insorgenza di estremismo e terrorismo islamista di marca wahabita e salafita, pericolosamente alimentato dalle centrali di propaganda che sono nelle moschee e nelle cellule presenti in varie città italiane.
Qualcuno potrebbe chiedersi come mai dopo circa 72 anni torni alla ribalta il “pericolo fascista” conquistando spazi di attenzione sui media e nelle proposte dei parlamentari della sinistra, gli stessi che trascurano i ben più gravi e concreti problemi che sta attraversando il paese, dalla deliquenza di importazione al degrado montante, ai disastri provocati dalla mancata difesa dei territori.
Non bisogna essere ingenui: la spiegazione esiste ed è da ricercarsi nella necessità per la sinistra mondialista ed iconoclasta di innalzare come un comodo paravento, lo schermo dell’antifascismo, in assenza di fascismo, per occultare la propria subordinazione ai potentati finanziari da cui dipendono e la loro servile sottomissione alle centrali di potere atlantiste di Washington e della NATO che trascinano l’Italia a rimorchio di tutte le guerre di aggressione imperialista condotte dalla elite di potere USA.
Il pericolo incombente per la sinistra mondialista non è il grande capitale finanziario che schiaccia i diritti del lavoro e le garanzie sociali conquistate in decenni di lotta, non è neppure quello di essere trascinati nelle guerre USA dirette alla strategia del caos, di destabilizzazione e rovesciamento di governi sovrani, come in Libia, in Iraq, in Siria e nella ex Jugoslavia. Nossignori il pericolo sono gli anziani e non più giovani che si riuniscono per commemorare al cimitero i caduti della RSI e salutano con il braccio teso, i giovanotti che ancora inneggiano a qualche simbolo del ventennio e quelli che vanno a Predappio a omaggiare la tomba del Duce. Possiamo scommettere che presto partirà anche la richiesta di rimuovere il piccolo mausoleo di Predappio e di sfrattare le tombe di Mussolini e famiglia da Cimitero. In questo paese ormai si ha paura anche dei morti e la furia iconoclasta della sinistra si accanisce su tutto, dai simboli alle vestigia del passato.
Di fronte alla prospettiva di essere scavalcata e smascherata presso l’opinione pubblica per le sue responsabilità di come viene ridotto questo paese, l’Italia, al ruolo di una portaerei per le guerre di USA-Israele ed a un grande campo profughi per migranti economici, in fase avanzata di africanizzazione strisciante e destabilazione sociale , la sinistra mondialista trova comodo alzare lo schermo dell’antifascismo per occultare il proprio ruolo di servo del padrone atlantico e dei suoi reggicoda e del grande capitale transnazionale che schiaccia i diritti delle classi lavoratrice e li sostituisce con il fumo dei diritti pro gay, pro immigrati, pro aborto, pero fecondazione artificiale, pro eugenetica, ecc…
Non è un mistero che vi sono direttive precise che arrivano da organismi internazionali dalla Commissione Europea al FMI, all’ONU, all’Open Society di George Soros, come da altri organismi perchè l’Italia favorisca l’importazione di masse di nuovi schiavi in italia che siano la mano d’opera di riserva del grande capitale e delle varie mafie che speculano su tale fenomeno. La sinistra tace ed obbedisce ai suoi padroni mentre urla il suo antifascismo.
L’antifascismo serve per molti usi, utile per creare campagne di mobilitazione contro fantasiosi “rischi per la democrazia”, opportuno per giustificare i finanziamenti pubblici all’ANPI, questo viene utilizzato dai “compagni di merende” dei Soros, dei Monti, dei Marchionne, della Clinton e dei grandi speculatori, per coprirsi le spalle e denunciare fantasiosi pericoli di risorgenza fascista e deviare l’attenzione dalla svendita del paese alle centrali del potere finanziario.

Si ripete un vecchio gioco ormai screditato ma che rappresenta sempre una carta di riserva che si gioca la sinistra mondialista quando sente franare il terreno sotto i piedi per effetto di un consenso che sta perdendo e per le nuove emergenze che si avvicinano a breve. Se il fascismo non esiste più, occorre inventarselo e farlo risuscitare, visto che la sua funzione torna così utile.

FONTE: https://www.controinformazione.info/i-talebani-dellantifascismo-alla-guerra-contro-i-simboli-dellodiato-ventennio/