martedì 2 maggio 2017

IL BATTAGLIONE BERSAGLIERI VOLONTARI "BENITO MUSSOLINI"







Il reparto noto come I° battaglione bersaglieri volontari "Benito Mussolini" si formò a Verona, per iniziativa di Vittorio Facchini, nella seconda decade del settembre 1943, prima ancora cioè della nascita della Repubblica Sociale Italiana. Inizialmente raccolse uomini, ufficiali, sottufficiali e soldati, di disparatissime provenienze, armi e specialità. Nucleo di un certo rilievo tecnico e numerico furono gli uomini del Centro Costituzione battaglioni cacciatori di carro in Verona (colonnello Mario Carloni). Si trattava prevalentemente di sottufficiali e bersaglieri rimpatriati dall'Africa settentrionale prima della battaglia di El Alamein per avvicendamento, quindi soldati esperti e sperimentati. Altro rilevante contributo fu quello di ufficiali, sottufficiali e militari del "Centro tradotte Est" sempre di Verona. Per il resto si trattava di personale raccogliticcio che si era trattenuto nelle caserme dopo lo sfacelo, e prigionieri già in avviamento nei campi di concentramento e che aderirono all'appello del Facchini. Il reparto assunse il nome di Benito Mussolini, anche se, in qualche documento, è definito inizialmente come battaglione volontario delle Waffen SS. Bersagliere Repubblicano



E' possibile che questa dizione decadesse all'atto della costituzione della Repubblica Sociale Italiana. Poichè Verona era sede dell'8° bersaglieri, reggimento scioltosi in Tunisia ed il battaglione si era accasermato nel quartiere tradizionalmente sede dello stesso, il I° battaglione volontari fu considerato I° battaglione di quel reggimento. Nel proseguo di tempo, quando col trasferimento del I° battaglione alla frontiera giulia, a Verona vennero formati il II° battaglione "Goffredo Mameli" ed il III° "Enrico Toti" il raggruppamento assunse il nome di reggimento bersaglieri volontari "Luciano Manara". Ad evitare equivoci è bene verbalizzare che le omonimie nelle forze armate della R.S.I. abbondavano, tanto che a Milano, nel quadro della ricostituzione del 3° reggimento bersaglieri volontari, il XVIII battaglione, quando divenne autonomo, assumendo la numerazione di IV battaglione Difesa Costiera, completò la denominazione con "Luciano Manara", mentre a Genova era dislocato un battaglione bersaglieri "Goffredo Mameli", da non confondersi con quello costituitosi a Verona. Il "Mussolini" è coinvolto in una serie di cambiamenti di nome ed è quindi citato anche come battaglione "Bruno Mussolini" e battaglione "Stefano Rizzardi". Quando nell'ambito del riordinamento generale dell'Esercito della R.S.I., gran parte dei reparti autonomi assunsero la denominazione di battaglioni da fortezza o difesa costiera, il battaglione bersaglieri volontari "Benito Mussolini" divenne ufficialmente XV battaglione "difesa costiera". Il battaglione venne inviato in zona operazioni, cioè nella media Valle Isonzo e Valle Baccia, in due scaglioni il 10 e 14 ottobre 1943.
 


Articolato dapprima in quattro compagnie di linea ed una compagnia comando, poi in cinque compagnie ed un reparto servizi, tenne la linea ferroviaria Gorizia-Piedicolle dal Km.82 al Km.109, con una serie di distaccamenti dislocati in zona controllata dal nemico. Presidiò inoltre permanentemente Santa Lucia d'Isonzo e, per cinque mesi, Tolmino. Il contingente raccogliticcio iniziale venne gradualmente sostituito da soldati volontari e da reclute delle classi 1924 e 1925 che raggiunsero, quest'ultime, il reparto, nell'aprile del 1944.Dopo alcune incertezze, il battaglione adempi egregiamente ai suoi compiti resistendo alle operazioni nemiche di annientamento effettuate alla fine di giugno del 1944 ed a settembre dello stesso anno, oltre allo stillicidio di 19 mesi di continue azioni di guerriglia, imboscate, attacchi repentini, attentati. La bontà delle prestazioni vanno collegate con lo spirito e l'aggressività che caratterizzavano i suoi componenti, ma anche con il livello dell'armamento. I gruppi da combattimento di compagnia erano molto efficienti per la loro mobilità, la capacità manovriera, l'addestramento, tanto da infliggere costantemente forti perdite al nemico rappresentato dal IX Korpus sloveno. Tale unità schierava non meno di 7-8000 uomini divisi in due divisioni, con 8 brigate e due batterie d'artiglieria, parecchi distaccamenti autonomi, tutti i servizi divisionali. Inoltre i bersaglieri ebbero parte nell'annientamento delle tre brigate componenti la divisione Garibaldi-Natisone quando, nel
1945, la stessa passò alle dipendenze dello Stato Maggiore sloveno. In fase difensiva, la lunghezza della linea e l'esiguità dei presidi poterono reggere perchè il battaglione "Mussolini" disponeva praticamente di cinque compagnie fucilieri che però avevano nei distaccamenti, a loro disposizione, l'armamento suppletivo di tre compagnie mitraglieri (27 armi da 8n-i/m), due compagnie mortai (18 pezzi da 81 mm), una batteria da 2O mm (6 mitragliere Breda) ed una batteria da 25mm (6 pezzi Hotchkiss anti-carro). La forza transitata nel reparto viene valutata sui 2000 uomini, dei quali 90 ufficiali. Questo dato deriva da una testimonianza relativa al libro matricola nell'aprile 1945 ed anche da riscontri su documenti ufficiali. In data 10/2/44 un rapporto del maggiore Faccini, ufficiale di collegamento presso il comando tedesco a Trieste per tutte le forze della R.S.I., denuncia una forza complessiva di 749 uomini (33 ufficiali, 94 sottufficiali, 622 bersaglieri). L'organico, in data 1/8/44, secondo la relazione dello Stato Maggiore Esercito, reca 1299 uomini (39 ufficiali, 98 sottufficiali, 1062 bersaglieri), il che consente di ritenere che il massimo della forza presente fosse stata raggiunta alla fine di giugno, con 1350 uomini. Questa forza corrisponde a quella di tre battaglioni bersaglieri "ciclisti" nel Regio Esercito.
 


Il 25/3/45 il generale di c.a. Archimede Mischi, ispezionando le forze presenti in Venezia Giulia, verbalizza una forza di 625 uomini fra i quali 105 allievi ufficiali e si può quindi ritenere una ripartizione in 30 ufficiali, 140 sottufficiali, 455 bersaglieri. All'atto della cessazione del conflitto, il 29 aprile 1945, si valuta che consegnarono le armi 560-600 uomini. Poiché non si dispone del libro matricola, dato che la documentazione dei reparti della R.S.I., in linea di massima, è andata perduta, si è costretti a ripiegare su di una analisi per campione. Questo campione è fornito dall'elenco dei Caduti del reparto. Si valuta che il battaglione, dal momento in cui giunse in zona d'operazioni il 10 ottobre 1943 alla data del rientro degli ultimi militari dalla prigionia in Iugoslavia, 26 giugno 1947, abbia avuto fra i 350 e i 400 Caduti, dei quali 324 identificati con un lunghissimo paziente lavoro di ricerca e controllo da parte del "gruppo reduci". Si è ritenuto che questo elenco, nel quale per ogni nome è stato annotato il massimo che si è potuto raccogliere di notizie, possa essere considerato sufficientemente attendibile per una estrapolazione a tutto il reparto. L'elenco è depositato presso l'archivio dello "Istituto Storico della R.S.I." della Cicogna e gli elementi di identificazione sono i seguenti: Nome, Cognome, 

grado, classe di leva, distretto, categoria di arruolamento (volontari, coscritti, trattenuti alle armi o aderenti dalla prigionia), compagnia di appartenenza, condizione da civile (prestatore d'opera, studente, militare di carriera), data di morte, località, modalità di morte (caduto, ucciso, deceduto), documentazione sulla morte (Elenchi ministeriali R.S.I., Commissariato esumazione salme, cimitero, testimonianza di commilitoni, accertamento presso i familiari, verbali della C.R.I.). Altre notizie di particolare interesse, quando sussistono, sono allegate in calce. 350 Caduti rappresentano il 17% della forza transitata. Per quanto riguarda gli ufficiali, 90 , i Caduti sono 22, pari al 25% della forza
transitata. La forza transitata è piuttosto elevata anche se confrontata con la forza massima ed i motivi sono molteplici. Indichiamo fra le cause di perdita di forza le seguenti voci: caduti e dispersi perdurando il conflitto, circa 170, feriti e dimessi per motivi di salute, 350, trasferiti 150, catturati nel mese di ottobre 1943 e che si ritengono rientrati in famiglia 100, disertori verso il nemico 50, assenti per vari motivi alla fine del conflitto, 50. I 500 che mancano a completare il conteggio sono catalogati sotto la dizione "assenti arbitrari", l'80% dei quali transitati ad altri reparti della R.S.I. I maggiori beneficiari di questo travaso, che in effetti era tollerato, furono il II battaglione dello stesso reggimento, "Mameli" che operava sul fronte Sud, la Xa Flottiglia MAS, le Brigate Nere territoriali.



Il 45% dei caduti perirono prima del termine del conflitto, ma di questi, solo il 37% poterono avere una sepoltura formale, mentre per l'aliquota restante, come sempre avviene nella guerriglia, l'esatta dizione dovrebbe essere "dispersi" e quindi il luogo dell'inumazione è ignoto. Il 55% cadde posteriormente al 30 aprile 1945 quando i superstiti deposero le armi, per complessivi 175-180 soldati, 88 dei quali fucilati nei dieci giorni successivi alla cattura, 19 uccisi durante tentativi di fuga od in prigionia mentre di 65 è accertato il decesso per malattia durante la cattività. La estrapolazione da elenco Caduti consente di affermare che il 67% del reparto era formato da volontari, l'11% da bersaglieri levati con i bandi "Graziani", mentre il 2% era formato da elementi già alle armi l'8 settembre 1943.
Abbiamo detto che caddero complessivamente 22 ufficiali. Dei 32 che formavano i quadri del battaglione il 30 aprile, 16 vennero uccisi, pari al 50%, dei quali 13 a Tolmino, 2 durante un tentativo di fuga, 1 al rientro dalla prigionia. Nessun ufficiale venne ucciso o morì per malattia durante la prigionia in Iugoslavia. Per quanto riguarda l'ambiente di provenienza dei militari, il 59% erano lavoratori (contadini, operai, impiegati), il 36% studenti, il 5% militari di carriera. Se si considera separatamente il gruppo degli ufficiali, fra di loro i militari di carriera raggiungevano il 10%. Nell'analizzare i volontari che come detto coprivano il 67% della forza, si constata come il 13% degli stessi fossero studenti universitari, il 32% studenti delle scuole medie, il 53% lavoratori, il 2% militari di carriera. In primissima approssimazione, accettato il fatto che i volontari che militarono nel reparto furono 1340, di questi 174 erano studenti universitari, 428 studenti delle medie, 26 militari di carriera e 712 lavoratori.


Il Battaglione Bersaglieri Volontari B . Mussolini prestano il loro giuramento alla Repubblica Sociale Italiana ,fu in ordine di tempo , il primo reparto non di partito , che venne costituito nell 'Italia del Nord dopo l'8 settembre 1943 a Verona ed il primo inviato in zona d'impiego sul fronte orientale

Bersaglieri del "Mussolini"

Per quanto riguarda la provenienza geografica degli uomini, il 29% degli stessi erano veneti, il 18% emiliani, il 13% giuliani, l'l 1 % lombardi, il 5 % piemontesi, mentre il 24% rimanente era ripartito fra tutte le altre regioni. Da quanto sopra si può dedurre che i giuliani presenti, prevalentemente triestini, furono circa 260. L'ultima nota riguarda l'età dei componenti il battaglione. Solo il 2% aveva superato i 40 anni ed il 7% era compreso nella fascia fra i 30 ed i 40, il 21% era fra i 23 ed i 30 anni. I bersaglieri di 21 anni erano il 12 %, quelli di 20 il 19%, quelli di 19 il 19%, quelli di 18 il 9%, per finire con il 4% di 17 anni.
OTTOBRE 1943 SFILA IL BATTAGLIONE

L’ UFFICIALE PRIMO A DESTRA E’ IL CAPINO ENNIO ROICH, CATTURATO DAI PARTIGIANI IL 30 APRILE 1945 SI RIFIUTO’ DI TOGLIERSI I NASTRINI DELLE DECORAZIONI E VENNE PERCIO’ IMMEDIATAMENTE UCCISO

IL GAGLIARDETTO DEL BATTAGLIONE

VERONA MARZO 1944
I COMPLEMENTI DEL  BATTAGLIONE "MUSSOLINI" PARTONO PER IL FRONTE

SFILA IL BTG. BERSAGLIERI “MUSSOLINI”

I Bersaglieri del Battaglione B Mussolini trasportano a spalla la bara del Capitano Paride Mori , Comandante della 3 Compagnia , ucciso in un'imboscata partigiana il 18 febbraio 1944 presso Modreuzza , Tolmino , l'Immagine dei funerali nella Chiesa di Modreuzza






Dal seme gettato dai Battaglioni d’assalto CC.NN. sulle nude montagne e nelle valli fangose di Albania e largamente fecondato dal sangue dei loro uomini migliori, naquero i Battaglioni M, come trasformazione e potenziamento dei normali battaglioni d’assalto.
La trasformazione fu selettiva ed organica : i legionari furono scelti tra i più idonei fisicamente che avessero date prove di combattività, di ardimento e di coraggio ; l’armamento e l’inquadramento furono migliorati seguendo le accresciute esigenze e gli insegnamenti che il combattimento aveva dati.
I primi battaglioni d’assalto ad essere trasformati in M furono quelli che si erano battuti strenuamente meritando la citazione sul bollettino delle Forze Armate : i battaglioni del Raggruppamento Galbiati (il VIII, il XVI e il XXIX) per la battaglia di Marizai e quelli della
Legione Leonessa ( XIV e XV, bollettino 248 del 10 febbraio 1941). Questi reparti furono trasformati in M e completati già nell’ottobre 1941.
Il distintivo dei Battaglioni M è, al posto del semplice fascetto sulla mostrina, la Emme rossa traversata dal fascio in argento, simbolo della sigla mussoliniana.
L'uniforme è quella della Milizia, i Battaglioni M conserveranno poi per tutta la durata del conflitto la camicia nera nonostante il nuovo regolamento che prevedesse per tutti, Esercito e Milizia, la camicia grigioverde.
Il motto dei reparti, scritto in calligrafia mussoliniana su ogni gagliardetto è " Seguitemi", ad indicare l'assoluta fedeltà e dedizione alla causa che queste truppe avevano nei confronti della 
Patria e del Regime. I gagliardetti dei reparti, consegnati direttamente dallo stesso Mussolini, erano "a coda di rondine" e portavano ricamati, oltre al motto e al numero identificativo del Battaglione su un lato, la Emme rossa traversata dal fascio littorio sull'altro.

L’elenco completo dei Battaglioni M è il seguente :
Raggruppamento Galbiati :
VIII – Varese;
XVI – Como;
XXIX – Arona;
Gruppo di Battaglioni Leonessa :
XIV – Bergamo;
XV – Brescia;
XXXVIII – Asti , battaglione armi accompagnamento;
Gruppo di Battaglioni Montebello :
VI – Mortara;
XXX – Novara;
XII - Aosta, battaglione armi accompagnamento;
Gruppo di Battaglioni Valle Scrivia :
V – Tortona;
XXXIV - Savona;
XLI – Trento, battaglione armi accompagnamento;
Gruppo di Battaglioni Tagliamento :
LXIII – Udine;
LXXIX – Reggio Emilia;
Battaglioni M a disposizione del Comando :
X – Voghera;
LXXXV – Apuania;
XLII – Vicenza;
LXXI – Faenza;
XLIII – Belluno;
LX – Pola;
L – Treviso;
LXXXI – Ravenna.



















Il 18 giugno 1944
a Santa Lucia d'Isonzo, durante la cerimonia per l'anniversario di Fondazione del 1 Battaglione Bersaglieri Volontari B . Mussolini , alcuni soldati danno una dimostrazione di abilità nel maneggio delle armi , smontando e rimontando a occhi bendati i fucili mitragliatori e le mitragliatrici leggere in dotazione








Battaglione  Volontari Bersaglieri  M  "Benito Mussolini"                                                                   
[Costituito con elementi arruolati a ridosso della Linea Falciano-Mondragone, tra il Volturno e il Garigliano]
 (Capitano Rino  [Cesare]  Cozzarini  MOVM)
Forza: 650   Caduti in combattimento: 192
Ricompense: 1 MOVM -  2 MAVM - 19 MBVM - 2 EK I Kl. -  2  EK II Kl.

Reggimento Volontari Bersaglieri "Luciano Manara"
[Costituito con elementi arruolati a Verona  -  Deposito 8° Bersaglieri - e veterani del Reggimento]
(Ten. col. Vittorio Facchini - ten. col. Antonino Salvo)
       I  Battaglione  "Benito Mussolini" 
       (cap. Armando Cavalletti -  cap. Ezio Mognaschi)
       Forza media: 700    Caduti in combattimento e in prigionia o assassinati: 410
       Ricompense: 1 MBVM al Labaro - 1 MOVM - 12 MAVM - 23 MBVM - 12 CGVM - 1 EK I Kl. - 32 EK II Kl.
       II  Battaglione  "Goffredo Mameli"
      (Magg. Leonardo Vannata - cap. Mario Maltinti)
       Forza: 600    Caduti in combattimento o assassinati: 72
       Ricompense: 6 MAVM - 16 MBVM - 5 CGVM - 2 EK I Kl. -  42 EK II Kl.   
       III  Battaglione  "Enrico  Toti"
       (Magg. Sandro Bonamici)
       Forza: 450   Caduti in combattimento o assassinati: 19
       Ricompense:   8 EK II Kl.                 

3° Reggimento Volontari Bersaglieri
[Costituito con elementi arruolati a Milano - Scuole di Porta Nuova - e veterani del 3° Reggimento Bersa- glieri  - Sciolto il 10 febbraio 1944, quando i Battaglioni furono resi autonomi]
(Ten. col. Alfredo Tarsia)
      XVIII  Battaglione (IV  D.C.)
       (Magg. Pietro Grana - cap. Giovanni Bisio)
       Forza media: 1.110    Caduti in combattimento o assassinati: 11, oltre 120 senza croce                    
       Ricompense:   5 MAVM - 11 MBVM - 12 EK II Kl.
      XX Battaglione (II  D.C.)  
       (Magg. Antonino Mistretta - cap. Pietro Borroni)
       Forza media: 930       Caduti in combattimento o assassinati: 55,  oltre 90 senza croce
       Ricompense:  6 MAVM - 12 MBVM - 10  EK II Kl.
       XXV Battaglione (III  D.C.) 
       (Cap. Luigi Paggiarino -  cap. Giuliano Falomi)
       Forza media: 850       Caduti in combattimento o assassinati: 9,  oltre 90 senza croce   
       Ricompense:  6 MAVM - 8 MBVM - 6  EK II Kl.                    
      LI Battaglione (I  D.C.)                    
       (Ten. col. Giovan Battista Garibaldo)
       Forza media: 790       Caduti in combattimento o assassinati: 10, oltre 120 senza croce
       Ricompense:  9 MAVM – 12 MBVM - 1 EK IKl. - 10 EK II Kl.

III Battaglione Bersaglieri "Natisone"                
[Costituito con elementi arruolati a Udine - Inquadrato nel  Reggimento  Volontari  Friulani  "Tagliamento"  costituito e comandato dal colonnello  Ermacora Zuliani]
(Ten. Antonio Cutelli)
Forza media: 570    Caduti in combattimento o assassinati: 23, oltre 85 senza croce
Ricompense:  4 MAVM – 9 MBVM - 1 EK I Kl. - 5  EK II Kl.

Battaglione di Combattimento Volontari Italiani "Ettore Muti"                
[Costituito con elementi del 5° Regg. Bersaglieri arruolati nella sede della GIL in Piazza Beccaria a Firenze]
(Cap. Giuseppe Bindi)
Forza: 265   Caduti in combattimento o assassinati: 7, oltre  15 senza croce

 1a Compagnia Bersaglieri del Mincio
[Costituita con elementi arruolati a Mantova - Inquadrata nel Gruppo Esplorante Celere del Raggruppa-
mento Cacciatori degli Appennini]
(Ten. Bruno Gallese)
Forza: 130     Caduti in combattimento o assassinati: 11, oltre 37  senza croce
Ricompense: 5 MAVM – 9 MBVM

I Battaglione Arditi Bersaglieri
[Costituito con elementi arruolati a Brescia - Inquadrato nel  Raggruppamento Anti Partigiani]
(Magg. Antonio Pacinotti - magg.s.S.M. Filippo Galamini)
Forza: 590     Caduti in combattimento o assassinati: 13 , oltre 85 senza croce
Ricompense: 4  MAVM - 8 MBVM

1a Divisione Bersaglieri "Italia"
[Costituita ad  Heuberg con personale volontario, di leva, richiamato e tratto dai Campi di Internamento]
(Col. i.g.s. Mario Carloni - col. i.g.s. Guido Manardi - gen. div. Mario Carloni)
Forza: 10.900   Caduti in combattimento o assassinati  : 433 , più rilevante numero di senza croce
Ricompense: 1 MOVM - 41 MAVM – 71  MBVM    
       1° Reggimento Bersaglieri
        (Ten. col. Giuseppe Zelli - Jacobuzzi)
              I    Battaglione 
             (Cap. Rodolfo Sullini)
             II   Battaglione 
             (Cap. Lucchesi-Palli)
             III Battaglione 
              (cap. Aldo Brunialti)
       2° Reggimento Bersaglieri
        (Ten. col. Spitaleri - col. Trillini - col. Bartolomeo Gandini)
             I    Battaglione 
             (Cap. Giuseppe Ferrario)
             II   Battaglione 
             (Cap. Ciancio)
             III Battaglione
              (Cap. Faletti)
      Gruppo Esplorante Divisionale [1a Divisione "Italia"]
         (Ten. col. Alfredo Tarsia - ten. col. Bartolomeo Gandini - cap. Gerardo Chisté - cap. Ientile)
       Compagnia Anticarro Divisionale
         (Ten. Mario Valchi - cap. Boccasavia)
       CIV  Battaglione Complementi
         (1° Cap. Branchetti - cap.  Lucchesi-Palli) 

Gruppo  Esplorante Divisionale    [ 2a  Divisione  "Littorio"]
(Cap. Galigani - cap. Nello Presico - cap. Anco Marzio Da Pas)

Gruppo  Esplorante  Divisionale   [4a Divisione "Monterosa"] 
 (Magg. Girolamo Cadelo - cap. Weintz - ten. col. Emanuele Andolfato - magg. Villa)

Battaglione Bersaglieri "Fulmine" [X Divisione F.M.]
(Ten. vasc. Sergio Scordia - ten. vasc. Giuseppe Orrù - ten. vasc. Elio Bini - ten. vasc. Giuseppe Orrù)
Forza: 325     Caduti in combattimento o assassinati: 115
Ricompense: 1 MAVM  alla Fiamma del Battaglione - 7  MAVM - 19 MBVM -  15 CGVM  -  22  EK II Kl
SANTA LUCIA DI TOLMINO (GORIZIA)
LA SALMA DEL BERSAGLIERE DICIANNOVENNE 
FRANCESCO PERILLO
CADUTO IL 24 GENNAIO 1944

I massacri dei bersaglieri del “Mussolini”
Come è noto il Btg di bersaglieri volontari “Mussolini” fronteggiò gli slavi del X° Corpus sul fronte orientale fin dal 10/12 ottobre 1943. Il 30 Aprile 1945, dopo la morte di Mussolini e la resa delle truppe italo-tedesche, anche gli uomini del “Mussolini” decisero di arrendersi ai partigiani di Tito, alle condizioni stabilite che prevedevano l’immediato rilascio dei soldati e la trattenuta dei soli ufficiali per accertare eventuali responsabilità. Ma i “titini” si guardarono bene dal rispettare le condizioni concordate e, invece di lasciare liberi i soldati, condussero tutti a Tolmino e li rinchiusero in una caserma. Da qui qualcuno fortunatamente riuscì a fuggire, ma, dopo alcuni giorni, 12 ufficiali e novanta volontari furono prelevati, condotti sul greto dell’Isonzo e, qui, trucidati. Dopo altri giorni altri dodici furono prelevati, condotti a Fiume e uccisi. E ancora il 18 maggio dall’Ospedale Militare di Gorizia furono prelevati 50 degenti e uccisi. Dieci erano bersaglieri. Intanto i sopravvissuti avevano iniziato una marcia allucinante, senza cibo né acqua, picchiati e seviziati, e altri furono uccisi durante la marcia. Finalmente giunsero al tristemente famoso campo di prigionia di Borovnica ove fame, epidemie, sevizie e torture inumane seminano morte fra gli odiatissimi bersaglieri. Alla chiusura di quel campo, nel 1946, i sopravvissuti furono internati in altri campi ove le condizioni non migliorarono assolutamente. Alla fine, il 26 giugno 1947, soltanto 150 bersaglieri, ridotti in condizioni inumane, poterono tornare in Italia. Dei quasi quattrocento caduti del battaglione, ben 220 furono quelli uccisi dopo il 30 aprile 1945
I caduti del 3° Rgt. Bersaglieri volontari

Il I° Btg era schierato a Genova e a levante di Genova. I reparti che erano a levante di Genova si sacrificarono quasi interamente per contrastare l’avanzata del negri della 92^ Div. “Buffalo”. I reparti che si trovavano in città furono attaccati dai partigiani e si difesero fino all’ ultima cartuccia. Essendo ormai disarmati, furono catturati e, immediatamente, quasi tutti uccisi. Il II° Btg si trovava, invece, in Liguria in difesa del confine occidentale. Quando giunse l’ordine di ripiegamento, risalì insieme alla 34^ Div. Tedesca fino a Quagliuzzo in Piemonte e qui, il 3 maggio, si arrese al CNL locale previo rilascio di un lasciapassare per tutti gli uomini. Malgrado il lasciapassare, però, il Cap. Francoletti e il Ten. Casolini furono condotti sul greto della Dora e qui massacrati. I corpi non furono mai ritrovati. Questo Btg ebbe anche due giovani mascotte, di quattordici e dodici anni, assassinate dai partigiani.
CADUTI DEL 1° BATTAGLIONE VOLONTARI “BENITO MUSSOLINI”
DELL’ 8° REGGIMENTO BERSAGLIERI
SUL FRONTE GIULIO 1943/1945


ARRIGO E ALBERTO TIEGHI sono due fratelli ravvenati che fanno parte del 1° Battaglione Bersaglieri “Mussolini” schieratosi, lungo l’ Isonzo contro l’ invasione slava, fin dai primi mesi della R.S.I.. Sul finire del ’43 la vista della divisa con le penne al vento portata bravamente dal loro cugino Aldino Tieghi basta per accenderli d’ entusiasmo e indurli a vestire la stessa divisa. Si distinguono subito per coraggio e per resistenza fisica e morale. Ciò avviene particolarmente nella lotta che il battaglione deve sostenere nell’ estate del ’44 lungo la valle del torrente Bacia, nella zona di Tolmino. Nell’ agosto i due fratelli si trovano alla difesa di un posto avanzato che viene attaccato con particolare violenza. Il ridotto resta letteralmente sconvolto, ma dalle macerie gli eroici difensori continuano a sgranare le loro mitragliatrici per cui gli assalitori sono costretti a ritirarsi. Quando però giungono i rinforzi guidati dal serfgente Aldino Tieghi, questi vede Arrigo ancora attaccato all’ arma ma immobile nella morte, vede Alberto vivo bensì, ma grondante di sangue di numerose ferite.
Nel volume “Na Furis” si leggono i particolari della sepoltura dell’ eroe, la visita fatta qualche giorno dopo dal padre colonnello Tieghi, che vuole scoprire la Salma per toccarla piamente con le sue mani, la breve degenza in infermeria  del fratello ferito. Il quale torna poco dopo agli avamposti, resta prigioniero e, vero e proprio martire, muore sotto le sevizie dei titini nel Campo di Borovnica. Il Caduto ha lasciato un diario del quale si ha solo la dedica che riportiamo :
Signor Comandante, se dovrò soccombere, morire per la mia idea, per la mia fede-la Patria- le persone che mi amarono impareranno attraverso queste pagine a conoscere meglio il mio animo, il mio carattere, la mia persona, sempre tesi al raggiungimento di uno scopo: la grandezza dell’ Italia. Sarò fiero di aver fatto questo gesto: quando la diana della storia batte, non si deve esitare: bisogna gettare l’ anima oltre ogni ostacolo. Chi non è pronto a morire per la fede, non è degno di professarla.

Alberto Tieghi 
Il caporale ritratto al centro risponde al nome di Renzi Goffredo. Sergente Allievo Ufficiale nel Reggimento Volontari Bersaglieri 1 Btg "B. Mussolini". Era nato a S. Benedetto del Tronto nel 1923 ed aveva quindi 22 anni quando il suo battaglione, finita la guerra, decise di arrendersi ai partigiani di Tito. Contro le promesse della resa i bersaglieri vennero imprigionati in una caserma a Tolmino (Gorizia), in parte passati immediatamente per le armi, in parte internati nel campo di concentramento di Borovnica, al quale pochissimi sopravviveranno. Goffredo fu ucciso il 3 maggio 1945, la modalità non è nota.



PINO VERARDI, FIGLIO DI CARLO VERARDI, CAP. MAG. DEL 1° BATTAGLIONE VOLONTARI B. MUSSOLINI,  AL RADUNO DEL BATTAGLIONE PER RENDERE ONORE HAI CADUTI E HAI REDUCI DEL BATTAGLIONE


Una pattuglia del 1° Batg Bersaglieri Volontari B . Mussolini 
in ricognizione sulle montagne circostanti la valle del Boccia .
 Il nemico è stato avvisato i Bersaglieri si spiegano lungo il costone











Aprile 1944
Il 1 Battaglione Bersaglieri Volotari B . Mussolini e Reparti Volotari della Divisione 188 Gebrgsjagr Gorbirgs in una Missione Anti Partigina delle Formazioni di Tito Slovenia 







 SACCOIZZA 4 MARZO 1945
BERSAGLIERI DEL BATTAGLIONE “MUSSOLINI” MONTANO LA GUARDIA ALLE SPOGLIE DEL TENENTE LALLO MADANI CADUTO 
COMBATTIMENTO CONTRO GLI SLAVI.
ALLA MEMORIA DEL TENENTEVENNE CONFERITA LA MEDAGLIA D’ ORO
GORIZIA MARZO 1944
I BERSAGLIERI DEL MUSSOLINI DURANTE I FUNERALI DI UN LORO CAMERATA CADUTO CONTRO I TITTINI




DICEMBRE 1944



SETTEMBRE 1965 - VIGASIO (VERONA)
SUPERSTITI DEL "MUSSOLINI" PRECEDUTI DAL PICCHETTO D' ONORE
PORTANO I RESTI DEL BERSAGLIERE MINNO NOCCA CADUTO NELL' APRILE 1943
Il Seminario Minore di Gorizia 
(ora sede distaccata dell'Università degli Studi di Trieste) durante la RSI era stato adibito ad Ospedale Militare. La targa qui sotto ricorda questa funzione ed è posta in una grotta artificiale dedicata alla Madonna di Lourdes prima dell'ingresso dell'ex Seminario. Purtroppo non è fatta menzione del fatto che degenti e personale furono uccisi dai banditi titini al loro arrivo a Gorizia.
 
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