giovedì 12 gennaio 2017

Migrazioni ed invasione: caos e destabilizzazione, i “nodi vengono al pettine” - di Luciano Lago


Da molto tempo andiamo denunciando che il problema dell’immigrazione ha delle connotazioni totalmente diverse da come ci viene presentato dalla stragrande maggioranza dei media e dai comunicati dei Governi che si sono alternati a Palazzo Chigi. Come noi, altri ben più autorevoli commentatori, al di fuori del coro conformista e finto “compassionevole” della sinistra mondialista, hanno rilevato allo stesso modo come esista una regìa occulta dietro l’ondata migratoria che si è abbattuta sull’Italia e che ha coinvolto buona parte dei paesi d’Europa.

Non abbiamo mai perso l’occasione per stigmatizzare le politiche folli ed irresponsabili suggerite dall’Unione Europea, di cui sono stati protagonisti personaggi ormai screditati come la Merkel, Hollande, Renzi, che progressivamente vengono sfiduciati dalla scena politica come “venditori di fumo” dalle stesse opinioni pubbliche che, in buona parte, iniziano a comprendere come le politiche europeiste siano le dirette responsabili del caos, della destabilizzazione sociale e del degrado delle società europee.

La politica che sospinge e favorisce le ondate migratorie è apertamente sostenuta da tutti gli organismi transnazionali dall’ONU, al Fondo Monetario Internazionale (FMI), al WTO, incentivata dal Vaticano del Papa argentino, fino alle grandi entità finanziarie, fra cui possiamo citare la Goldman Sachs, il cui ex presidente, P. D. Sutherland, un irlandese, oltre al suo alto incarico nella grande Banca d’Affari risulta essere (guarda caso) anche il rappresentante presso l’Onu della “Segreteria Generale per l’Immigrazione Internazionale” ed è questi un fanatico sostenitore del controllo centralizzato dell’Europa, nel sostenere la necessità delle ondate migratorie, tanto che fu lui a dichiarare che “l’immigrazione è una dinamica cruciale per la crescita economica”.
Ne deriva quindi che la crisi dell’immigrazione viene utilizzata dai grandi potentati finanziari come mezzo per la trasformazione radicale dell’assetto sociale, leggi per omologazione delle persone e sradicamento delle culture originarie dei popoli.

Tutto deve procedere nella direzione stabilita ma, tanto è che, prima o poi, “tutti i nodi vengono al pettine” che anche in Italia la situazione, causata da queste politiche attuate dai burattini manovrati dalle centrali di potere (Renzi, Alfano e compagnia) inizia ad essere fuori controllo e si riscontrano i primi sintomi evidenti del caos e della destabilizzazione causati dall’arrivo dell’ondata di migranti.

Gli episodi di rivolte nei quartieri dove arrivano i migranti, come a Gorino, Ferrara o a Roma -San Basilio, o di rivolte dei migranti nei centri di accoglienza, come l’ultima a Cona (Venezia) dove i migranti hanno sequestrato i 25 addetti del centro ed hanno spaccato tutto per protesta, sono sempre più frequenti.

Così lo stesso governatore del Veneto, Luca Zaia (uno dei pochi che aveva denunciato l’insostenibilità della situazione) denuncia oggi:
“Il caos è diventato normalità in quella che il Governo tenta di far passare per emergenza e che è divenuta invece flusso costante e inarrestabile di immigrati economici travestiti da profughi.. Il livello di guardia è stato superato. Siamo all’immigrazione incontrollata che sta mettendo in crisi il sistema istituzionale territoriale, il tessuto sociale, le attività di prevenzione e profilassi sanitaria che la Regione Veneto, di sua spontanea volontà ha attivato, pur non avendo mai avuto nessuna competenza in un meccanismo di cosiddetta accoglienza gestito da Roma e dai Prefetti e scaricato sui Comuni. Urgono soluzioni radicali che rispettino la dignità delle persone e il diritto dei territori a non essere invasi a colpi di diktat”……Vedi: Immigrazione. Zaia “superato il livello di guardia”..
Un allarme lanciato da chi dovrebbe avere il controllo del proprio territorio, un presidente di Regione, ma che viene bypassato dai provvedimenti dei prefetti, porta ordini del Governo di Roma, a sua volta al servizio della oligarchia di Bruxelles di cui si premunisce di rispettare le direttive, pena pesanti sanzioni. Una catena di comando burocratica che non si può spezzare.

Le ondate migratorie non sono “spontanee” e “ineluttabili” come vorrebbero far credere e le persone dotate di un minimo senso critico iniziano ad accorgersi dell’esistenza di uno stretto rapporto di causa-effetto tra le guerre di destabilizzzazione scatenate dagli USA e dalla NATO contro i paesi del M.Oriente e del Nord Africa (Libia) e l’ondata migratoria riversatasi sull’Europa, come del nesso esistente tra la supremazia dell’economia finanziaria globale e l’esodo biblico di migliaia di disperati che ogni giorno si riversano sulle nostre coste.

Se qualcuno avesse nutrito dei dubbi in proposito, era arrivata alcuni mesi addietro una dichiarazione attinente da parte del Pentagono USA che ha rivelato “candidamente” quale sia la realtà, enunciando che l’immigrazione di massa è stata programmata per durare un ventennio, così la notizia, riportata da varie testate giornalistiche, con il titolo “Migranti, il Pentagono: una crisi che durerà almeno 20 anni”: “Dobbiamo affrontare sia unilateralmente che con i nostri partner questa questione come un problema generazionale, e organizzarci e preparare le risorse ad un livello sostenibile per gestire questa crisi dei migranti per i prossimi 20 anni”.

Lo aveva dichiarato alla Bbc il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti (il più alto ufficiale in grado), il generale Martin Dempsey.

Saranno quindi venti lunghi anni di guerre, di ondate di profughi, di stermini di massa e di crisi economica indotta, con le petromonarchie saudite, alleate dell’Occidente, che alimentano terrorismo e fanatismo wahabita e salafita fra le comunità islamiche che si riversano anche in Europa con la complicità dei servizi di intelligence dei paesi NATO, interessati a perpetuare situazioni di emergenza per tenere sotto controllo le popolazioni.

Codesto è esattamente l’obiettivo dell’elite dominante, ossia di coloro che controllano anche l’oligarchia di Bruxelles ed i governi dei principali paesi europei e che hanno pianificato da tempo le ondate di migratorie come fattore di sostituzione ed omologazione di popoli, cosa che rientra in una vecchia strategia a suo tempo programmata dagli stessi creatori dell’Unione Europea (vedi: il piano Kallergi).

L’Europa deve esser messa alle strette per cedere definitivamente sovranità e risorse a beneficio della elite dominante. I vertici dell’Alleanza Atlantica e il Pentagono USA, le Istituzioni Eropee, in situazioni di guerra e di crisi, potranno esercitare un ruolo di dominazione incontrastata. Si stanno già preparando a reprimere le voci della dissidenza con il pretesto delle “ingerenze della Russia” o di fermare la “diffusione dell’odio”, in una opportuna campagna destinata a soffocare ogni possibile opposizione ai loro progetti.

Prepararsi al peggio è la parola d’ordine per coloro che scelgono di rimanere vigili e che non vorranno sottostare a quanto si prospetta.