martedì 1 novembre 2016

NO GENDER - A Bologna spuntano i bagni “no gender”. Conquista di civiltà ?


A Bologna presso il ristorante «Vetro» all’interno delle serre dei Giardini Margherita è recentemente apparso il primo bagno pubblico“no gender”. Per indicare la “speciale” toilette il gestore del locale vi ha collocato una sagoma arcobaleno con stilizzata una figura di uomo-donna, metà del corpo indossa i pantaloni e l’altra metà la gonna.

L’ideatore Stefano Follador, 40 anni, presidente della cooperativa Kilowatt, spiega come la scelta del bagno “gender neutral” sia stata fatta sulla scia di quella che è la tendenza “europea” :
«Forse qui siamo i primi, ma in tutto il nord Europa, a Londra e a Berlino è una cosa abituale che ha iniziato a diffondersi sin dai primi anni Novanta»,
I due bagni – precisa sempre Follador – si differenziano unicamente per le dimensioni. In quello più grande il cliente avrà a disposizione anche un fasciatoio e una doccia:
«Abbiamo pensato a tutto, anche alla nursery e ad una doccia a disposizione di chi ai Giardini Margherita viene per tenersi in forma e correre»
Secondo il presidente di Kilowatt, optare per il bagno “neutro” è stato un «gesto di civiltà». Fino ad oggi i bagni non avevano alcuna indicazione ma ciò era poco chiaro. Per questo è stato deciso di “etichettare” i bagni come toilette “no gender” aperte a tutti:
«Li abbiamo sempre lasciati senza specificità, ma la cosa creava confusione. Così abbiamo deciso di dichiararlo apertamente e abbiamo optato per rendere i due bagni neutri, aperti cioè a uomini, donne, gay, lesbiche e trans, senza distinzione».
RIFLESSIONI

Lungi dal rappresentare una “conquista civile”, i bagni neutri sono l’opposto di quello che dichiara il gestore del locale, fiero della propria scelta “politically correct” al passo con i tempi. Essi rappresentano, al contrario, il livello di “inciviltà” e di follia raggiunto dall’odierna società occidentale. Una società che, in maniera surreale, arriva a negare l’esistenza di una natura umana, maschile e femminile.

Oltre ciò, ci sembra interessante sottolineare come, i fautori dell’ideologia che rivendica l’abolizione di qualsiasi barriera ed etichetta “restrittiva” del proprio essere, impongano, paradossalmente, a loro volta la propria etichetta ideologica onnicomprensiva.

L’ibrida sagoma arcobaleno metà uomo, metà donna, oltre a incarnare la schizofrenia gender, raffigura infatti, in maniera esemplare, il modello relativista/nichilista, prepotentemente, prescritto alla nostra società dal “gender diktat” globale.