martedì 22 novembre 2016

Il Tramonto definitivo dell’Occidente? Si avvera la vecchia profezia di Spengler



In un articolo per la rivista Literarni Noviny l’analista politica e giornalista checa, Tereza Spencerova, spiega perchè l’Occidente sia condannato ad un tramonto ed a una caduta imminente.

Secondo l’analista, il presidente eletto degli USA, Donald Trump, sarebbe disposto a dissolvere la NATO nel caso che i paesi membri non vogliano iniziare a pagare in forma adeguata per le armi ed i servizi forniti dagli USA. Il nuovo leader statunitense, prosegue l’autrice, afferma che l’economia del paese nordamericano non può più permettersi di fornire nuove dotazioni per i suoi “alleati parassiti”.

Inoltre, ricorda le parole del politico statuntense, Francis Fukuyama, secondo le quali “dopo la caduta del muro di Berlino la Storia sarebbe terminata, perchè l’Occidente ed i suoi valori avrebbero vinto in tutto il mondo e non ci sarebbe nessuno che potrebbe contrastarli”.

Tuttavia, oggi lo stesso Fukuyama segnala che le istituzioni occidentali si vanno disintegrando per causa del fatto che ormai in pochi credono nel sistema occidentale”, scrive la Spencerova. L’ex segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha manifestato nella sua pagina Facebook il suo vero terrore per l’elezione di Trump, visto che, con il suo arrivo, arriva la fine della NATO, della UE, degli USA e di altre nostre sigle”, sottolinea la giornalista.

Secondo la Spencerova, l’Occidente è predestinato a perdere: il filosofo e storico tedesco Oswald Spengler lo aveva predetto già da 100 anni nella sua famosa opera “La decadenza dell’Occidente”- Il suo vaticinio aveva poi trovato eco consolidato nel politologo statunitense, Samuel P. Huntington, il quale, nella sua opera “scontro di Civiltà e la riconfigurazione dell’Ordine mondiale”, aveva avvertito che i paesi occidentali potevano perdere il loro predominio mondiale.

“Tutte le civiltà che dominano l’ordine mondiale prima o poi vanno a morire. L’unica questione che rimane da stabilire è come e quando i paesi occidentali potranno perdere la loro influenza”, sottolinea l’autrice.

L’analista approfondisce che la minaccia della caduta dell’Occidente era già sorta durante la crisi economica degli anni 30 del secolo XX e durante la Seconda Guerra Mondiale, guerra che avrebbe potuto culminare con un cataclisma nucleare. Ed in questo momento “questo scenario da brivido sta nuovamente manifestandosi” , afferma l’autrice.
“Tuttavia l’Occidente continua ad essere apparentemente vivo, per quanto soltanto attraverso il risplendere della pubblicità e nessuno conosce la ragione per cui continua a respirare”, nota la gornalista.

La Spencerova considera che l’Europa soffre di una sindrome comune , per cui “la sinistra e la destra formano un ammasso senza ideologia – con il vuoto della sinistra ed il nazionalismo crescente nell’estrema destra”. In modo tale che “il processo democrarico ed i suoi protagonisti non hanno più nulla da offrire”.

Cosa accadrebbe se un giorno alle urne arrivasse un solo elettore che ancora continua a credere che esistano candidati degni da eleggere, e decidesse il destino di tutti noi?”, si domanda.

Nota: Nella sua opera, Spengler sosteneva che tutte le civiltà attraversano un ciclo naturale di sviluppo, fioritura e decadenza, e che l’Europa, vittima di un angusto materialismo e del caos urbano, si trovava nell’ultimo stadio, l’inverno di un mondo che aveva conosciuto stagioni più fruttuose. L’Europa, a meno di riuscire a purificarsi e ripristinare i suoi valori spirituali e il suo ceppo originario, sarebbe caduta preda di politiche selvagge e di guerre di annientamento…

Spengler intendeva la storia come un costante processo di decadimento anziché come evoluzione progressiva. In alcuni suoi scritti di carattere politico (Prussianesimo e socialismo, Ricostruzione dello Stato tedesco, ecc.), Spengler si farà fautore di uno Stato fortemente autoritario, in parte vicino a quello preconizzato dalla Germania nazional socialista. Lo stesso Mussolini fu profondamente ispirato da Spengler. Il pensiero di Spengler fu in parte ripreso da Alexandre Deulofeu.

Nel saggio “Untergang des Abendlandes”, Spengler sostiene la tesi che non esistano culture, filosofie, scienze, morali universali, valide sempre e dovunque, mentre ogni disciplina e ogni aspetto culturale diviene indispensabile all’interno del contesto a cui appartiene. Quello che temeva Spengler, oltre alla crisi della spiritualità e della religiosità, erano le nuove forme politiche nascenti, come la democrazia e il socialismo che alterano i rapporti “naturali”, o piuttosto quelli tradizionali, di potere.
Sull’ineluttabile tramonto della cultura occidentale Spengler affermava:
«Noi non abbiamo la possibilità di realizzare questo o quello ma la libertà di fare ciò che è necessario o nulla; ed un compito che la necessità della storia ha posto verrà realizzato con il singolo o contro di esso. Ducunt fata volentem, nolentem trahunt» (Untergang des Adendlandes, II, pag.630)



Traduzione e nota: Luciano Lago