martedì 25 ottobre 2016

Tutto come previsto: gli USA, la Turchia ed Israele fomentano nuovi separatismi in Siria ed in Iraq

Miliziani curdi in Iraq

Gli USA, la Turchia e Israele stanno soffiando sulla brace. Questi tre paesi stanno stimolando nuovi separatismi nella regione che fino adesso non si erano mai manifestati, forme di separatismo che avrebbero l’effetto di contribuire allo smembramento dell’Iraq e della Siria. Esattamente l’obiettivo di Washington e di Tel Aviv: smembrare la Siria e l’Iraq e balcanizzare la regione.

Nel giro di poco tempo gli Yazidi, i cristiani ed i turcomanni dell’Iraq reclameranno di voler ottenere delle regioni autonome e separate, seguendo il modello del Kurdistan iracheno.

Da parte loro i turcomanni cosituiscono, dopo gli arabi e i curdi, il terzo gruppo etnico dell’Iraq. In questo paese di 34 milioni di abitanti, i turcomanni sono poco più di 3 milioni. La loro attuale richiesta tiene a che vedere da una parte con il piano per spingere l’ISIS di Mosul verso la Siria, soprattutto con la presenza illegale di truppe turche in Iraq. Il governo centrale dell’Iraq ha realizzato gestioni multiple, tutte infruttuose, per ottenere la ritirata delle forze militari turche attualmente presenti nel territorio iracheno.

Nonostante questo, la maggioranza dei turcomanni diffidano della Turchia. Nell’Agosto del 2014, Amerli, una delle città turcomanne dell’Iraq (con 12.000 abitanti) si è vista sotto assedio dall’ISIS, senza ricevere pr quello nessun tipo di aiuti da Ankara. Quello che ha fatto Ankara è stato fornire armi ai militanti dell’ISIS che hanno poi utilizzato contro i turcomanni.

Inoltre esiste tra i turcomanni una importante minoranza sciita e i suoi membri diffidano in conseguenza delle ultime dichiarazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, il quale desidera preservare i risultati della “sunnizzazione” che l’ISIS aveva imposto a Mosul.
Alla fine anche i turcomanni vedono con grande inquietudine la repressione scatenata in Turchia contro ogni forma di opposizione e contro le minoranze etniche o confessionali.

In Siria, nel frattempo, il Mossad israeliano sta cercando- per adesso infruttuosamente -di creare un gruppo indipendente druso.

Tutto rientra nella strategia elaborata dal vecchio piano originale di balcanizzazione del Medio Oriente che era stato a suo tempo impostato dagli strateghi di Tel Aviv e di Washington per poter più facilmente stabilire l’egemonia degli USA nella regione, per allontanare l’influenza iraniana sulle popolazioni sciite della regione (Iraq, Siria, Libano e Yemen) ed ottenere la sicurezza di Israele con lo smembramento degli Stati nazionalisti arabi più forti.

Tutto questo non è per niente nuovo e rientra nell’antico concetto che gli antichi centurioni romani definivano “Divide et Impera”.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Luciano Lago