venerdì 7 ottobre 2016

NO GENDER - Gender a scuola: promessa del MIUR, azione di ProVita


Destinare i nostri bambini e i nostri ragazzi all’indottrinamemto gender e all’educazione sessuale globale sappiamo bene che è una priorità per questo Governo e per il Parlamento che lo sostiene.

La signora Giannini, Ministro della Pubblica Istruzione, lo ha detto chiaro chiaro al Corriere della Sera: «entro la prima metà di ottobre verranno presentate le linee-guida nelle scuole italiane. «Il lavoro è praticamente concluso», ha detto, intervenendo all’evento dal titolo «Perché la scuola non parla d’amore», nell’ambito del Tempo delle donne, in Triennale a Milano. Una risposta (tardiva e parziale) alla richiesta che viene dalla Convenzione di Istanbul, insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità, di inserire l’educazione sentimentale nei programmi scolastici» (adesso la chiamano “educazione sentimentale” per non farci “impressionare” con il termine “sessuale”. Pensano che la gente si faccia facilmente imbrogliare dalla loro arte di giocare con le parole).
E noi che da subito abbiamo denunciato lo spirito maligno, ideologico e destrutturante che pervade la “Buona Scuola” e impronta il famoso comma 16, siamo stati presi per pazzi e visionari, minacciati addirittura di denuncia, dalla Giannini in persona.

Sul Corriere, se a qualcuno serve, invece c’è di nuovo conferma che «i principi sono enunciati nel comma 16 della legge 107 (la Buona scuola, ndr), che per la prima volta ha messo nero su bianco la necessità di promozione di una cultura delle pari opportunità in tutte le scuole italiane, di contrasto a ogni forma di discriminazione e di violenza di genere. “Non sarà un insieme di regole e prescrizioni – ha precisato il ministro – ma un’onesta e utile rassegna di come questi temi debbano entrare nelle classi”. Non “un’ora di…”, ma le scuole, in totale autonomia, potranno scegliere le attività più adatte per dare corpo al progetto. «Cultura del rispetto, consapevolezza di sé: finalmente anche a scuola si potrà parlare di questi argomenti, avendo un rapporto aperto con insegnanti preparati a farlo», ha spiegato Giannini. Le risorse ci sono: “Abbiamo per la formazione degli insegnanti 40 milioni all’anno: un segmento sarà dedicato anche all’educazione all’affettività, insieme al digitale, alle competenze linguistiche e tutto il resto”».

Certo. Per questa roba i soldi non mancano, 40 milioni di euro si trovano facilmente. E se no c’è chi può sobbarcarsi l’onore e l’onere di parlare d’amore ai nostri bambini e ai nostri ragazzi: associazioni come ‘l’Ombelico’! (dice il Corriere). Certamente! Basta visitare il loro sito web e vedere i libri di testo cui fanno riferimento.

Sappiamo quindi cosa aspettarci dalle famose e fumose linee guida di cui – insieme con le altre associazioniabbiamo chiesto conto da prima dell’estate, senza ovviamente ottenere risposta.

Intanto alla Camera sono in ballo ben otto progetti di legge volti a regolamentare l’educazione sessuale in salsa gender per i nostri bambini. Giovedì ProVita sarà davanti alla Commissione Cultura di Montecitorio per un’audizione. I Commissari sono in stragrande maggioranza membri dei partiti di sinistra che finora si sono schierati a favore del gender nelle scuole (perché “il gender non esiste”: ricordate?). ProVita, ancora una volta, proporrà argomenti, documenti e ragionamenti per difendere il futuro delle nuove generazioni.

Chissà: possiamo sperare che il buon senso e la luce della verità riescano a disperdere le nebbie dell’ideologia e del politicamente corretto che ottundono le menti. I Deputati (tra cui molte donne) che fanno parte della Commissione certamente sono dotati di intelligenza brillante e hanno a cuore la salute dei nostri figli e il futuro della società.

Francesca Romana Poleggi