sabato 8 ottobre 2016

NO GENDER - Gender – Ricomincia la scuola e l’indottrinamento


In questi giorni riprende la scuola e si presenta, come da qualche anno a questa parte, la preoccupazione del mandare i nostri figli nella scuola più idonea. Abbiamo visto come, negli anni scorsi, quella che dovrebbe essere la scuola pubblica, e perciò libera, incamminarsi verso una strada che di libero non ha proprio nulla.

Nella più classica delle interpretazioni del pensiero marxista lo Stato interviene pesantemente sull’etica comportamentale del fanciullo pretendendo di dettare le linee guida per la sua formazione, anche in campi nei quali non dovrebbe metter becco.

Uno di questi ambiti è senz’altro l’affettività e, negli anni scorsi, abbiamo visto l’assalto di truppe agguerritissime che cercavano, e cercano tutt’ora, di occupare uno spazio, ritenuto libero, che appartiene di diritto alla famiglia. Alla famiglia, infatti, è delegata per status naturale, ma anche dalla Costituzione – art. 30, la funzione dell’educazione dei fanciulli, lo stesso articolo prevede che lo Stato possa intervenire solo qualora i genitori siano dichiarati incapaci.

Viste come stanno le cose vien da pensare che le Istituzioni che ci governano si siano formate l’opinione che siamo tutti incapaci e che non siamo più in grado di educare correttamente i nostri figli. Se questo concetto in alcuni casi può trovare conforto nel vissuto di qualche famiglia ciò non rappresenta certamente la generalità dei casi e la pretesa dello Stato di insegnare ai nostri pargoli quale sia l’atteggiamento da tenere nei confronti di chi è diverso da noi, le tecniche per il raggiungimento del piacere sessuale attraverso la masturbazione, l’esplorazione del proprio corpo, il concetto di omosessualità e le relative implicazioni, la scelta, in età precoce e non, di scegliere il “gender” al quale appartenere a prescindere da quello che ha stabilito Madre Natura …. e via dicendo, appare in netto contrasto con il diritto della famiglia di indirizzare le opinioni dei propri figli secondo la propria cultura, secondo le proprie tradizioni e credenze religiose.

Lo Stato, infatti, commette un abuso arrogandosi delle competenze che sono proprie della famiglia.

A nulla sono valse manifestazioni, articoli di stampa, pareri di illustri psicologi. Lo Stato tira diritto per la sua strada fregandosene dell’altrui pensiero (che è quello rappresentato dalla maggioranza della popolazione) e organizzando nelle scuole corsi sulle relazioni di genere pretendendo di annullare le differenze che esistono tra maschio e femmina, favorendo l’ingresso nella scuola di associazioni LGBT in qualità di consulenti, spesso talmente impreparati da creare imbarazzo, e/o docenti fortemente ideologizzati, in modo che questi ultimi possano bellamente propagandare la loro visione del mondo e dei rapporti tra le persone, secondo l’ideologia gender.

Queste cose sono successe, e succedono, nelle scuole italiane, meno nel nostro Trentino, molto di più in Emilia Romagna, Lazio, Friuli. Abbiamo visto proporre letture di carattere pornografico quale testo curriculare (Liceo G. Cesare di Roma), istruzioni dettagliate su come usare un preservativo nei rapporti oro-anali (progetto “peer education” Bolzano, condotto nelle scuole da volontari la cui preparazione risulta quantomeno dubbia), lezioni tenute da Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria e noto transgender (Modena Liceo Muratori).

Casi come questi sono frequentissimi nelle scuole italiane, basta vedere il dossier scaricabile dal sito di ProVita o di Fd-AN del Trentino, ma l’evidente manovra di indottrinamento è fortemente negata dalle scuole, dalle Province che erogano i fondi necessari, dalle Associazioni LGBT che fomentano questa propaganda. E tutto il mondo della sinistra che per ideologia distorta o per meri scopi elettorali fa da bordone a questa porcheria.

Invitiamo, allora, tutte le famiglie che non si trovano d’accordo con questo a negare qualsiasi consenso ai POF ( Piani dell’Offerta Formativa ) che dovessero contenere attività non in linea con i propri convincimenti, le invitiamo altresì a far sentire la propria voce e a non essere soggetti passivi nell’educazione dei propri figli, ricordiamo loro che è un loro preciso diritto conoscere quello che la scuola offre come pacchetto formativo come è un loro preciso diritto rifiutare indottrinamenti indebiti nel campo dell’affettività non in linea con il proprio “ sentire”.

E’ ora di riappropriarci delle nostre proprie funzioni specifiche perché se le lasciamo in mano allo Stato non possiamo poi lamentarci se dalla scuola pubblica arrivano informazioni non gradite e, comunque, non consone all’età dei nostri figli ed alle tradizioni del nostro nucleo.

Queste, purtroppo, sono previste nei documenti dell’OMS, nela legge detta Buona Scuola, nei disposti provinciali delle Regioni Autonome che gestiscono l’Istruzione. L’hanno scritto, lo faranno e, non trovando contrasto nelle famiglie, sarà sempre peggio perché verremo condotti verso un pensiero unico che svilisce il nostro essere uomini e viola gravemente il diritto di ciascuno di noi di occuparsi dell’educazione della propria prole.

Guerrino Soini

Fonte: notizieprovita.it