sabato 10 settembre 2016

Crimini anglo-americani dimenticati: Isernia, 10 settembre 1943

“Appena due giorni dopo l’annuncio dell’armistizio con gli Alleati e della fine dell’alleanza militare con la Germania, il popolo di Isernia, all'udire del rombo degli aerei amici, accolse – con festosi saluti sventolando fazzoletti bianchi – gli anglo-americani che sorvolavano sui loro occhi rivolti al cielo. Ma gli aerei militari iniziarono a scaricare sulla città molisana bombe che uccisero circa 4.000 persone, radendo al suolo l’intero centro abitato (…)”



LA TESTIMONIANZA

"Quella data è rimasta solidamente ancorata nella mia memoria" - racconta il Sig. Hugo Del Gesso, isernino di nascita, ma residente in Florida a Miami, dopo essere miracolosamente sopravvissuto alla furia delle bombe - "Avevo 15 anni in quel lontano settembre del '43 ed ero intendo a rimettere a posto assieme a Mimì Brasiello la libreria del Liceo-Ginnasio del prof. Gonnella di Monteroduni. Era mercoledì, giorno di mercato, un soffice sole bagnava l'ignara popolazione; massaie, contadini, bambini portati a spasso sulla Fiera (l'attuale villa comunale).Verso le dieci e mezza un largo gruppo di aeroplani americani, del tipo Fortress, si distese come dei grandi uccelli neri e a partire dal ponte della Prece salendo su, seminarono morte e distruzione. Io fuggii immediatamente a casa nel palazzo Viti, quasi antistante il Liceo. I fragori delle bombe, la polvere delle macerie di case crollate, le grida dei feriti superstiti che nessuno sentiva, un cavallo con la pancia in su che vomitava sangue, di tutto questo caos inimmaginabile fummo testimoni appena io e i miei di casa uscimmo cautamente fuori, incolumi, tremanti, inorriditi, con le nostre pupille dilatate per la grande paura. Avevo soltanto 15 anni. Avevo, come spettatore, assistito al più grande dramma della mia vita"

Queste le parole del Sindaco di Isernia Melogli a ricordo di quel tragico evento in una dichiarazione del 2008: "Sono passati 65 anni da quando gli aerei statunitensi, ritenuti ormai amici, riversarono bombe nemiche sulla nostra gente, che gioiosa li aveva accolti appena comparvero all'orizzonte. E invece fu la catastrofe. Il rombo degli aerei si trasformò in breve in una spietata pioggia di esplosivo che in pochi minuti ridusse la città in un cumulo di macerie, tra lamenti di feriti e grida di disperati alla ricerca di un canale di fuga nel fumo acre di bruciato che si alzava dappertutto"

Il 10 settembre per Isernia è un giorno di lutto sentito dall'intera comunità, anche perché ancora non sono chiare le ragioni che indussero l'esercito americano a scatenare quell'inferno sulla cottà pentra.
"Ricerche storiche" - ha continuato Melogli - "hanno avanzato l'ipotesi che Isernia trovandosi su una delle 4 linee di resistenza tedesche che attraversavano il Molise, potesse rappresentare un facile transito per i Tedeschi verso la Campania e la costa adriatica. Una spiegazione storica che andrebbe a "motivare" il bombardamento alleato. Ma, sotto questo aspetto, noi lasciamo serenamente la risposta alla storia, privilegiando l'alto significato del contributo dato anche dalla nostra città alla grande causa del Paese: la pace nella libertà. Pace e libertà che dobbiamo non solo difendere, ma far crescere per il buon futuro nostro e delle nuove generazioni".

Fonte: Molisando.it