martedì 2 agosto 2016

TURISMO=NOSTRO PETROLIO-di Manlio Chiarello



I mercati sono in tensione, il prezzo del petrolio in fibrillazione….Già ma spesso viene dimenticato il fatto che per il nostro Paese, la materia prima, “il petrolio nostrum” dovrebbe essere rappresentato dal turismo.
Secondo l'ultimo aggiornamento effettuato nella riunione del 40° Comitato per il patrimonio dell'umanità a Istanbul tra il 10 e il 17 luglio 2016, la lista è composta da un totale di 1052 siti (di cui 814 beni culturali, 203 naturali e 35 misti) presenti in 165 stati del mondo.
L'Italia è la nazione a detenere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità (51 siti), seguita dalla Cina (50 siti) e dalla Spagna (45 siti). Anche la Germania e la Francia hanno più di 40 patrimoni, con rispettivamente 42 e 41 siti riconosciuti
…Dalle Dolomiti a Santa Maria di Leuca e alla Sicilia, paesaggi mozzafiato….
...se non fosse per numerose , quanto orrende contaminazioni  negli ultimi 60 anni…..
Il Bel Paese, sito incantato di quello che,  nel '700,  era chiamato il "Grand Tour" compiuto da rampolli inglesi e borghesia tedesca (vedi anche Goethe “die italienische Reise”), interessa meno  gli stranieri, negli ultimi anni.
Secondo  TTG Italia, l'offerta nazionale di turismo italiana non si trova con facilità sulla rete. Si sa, infatti,  che il principale strumento di approccio ad un Paese è costituito, oggigiorno, dal posizionamento nei motori di ricerca internet.


In questo momento di crisi, appare sempre più chiaro ed evidente che  la politica per il turismo , in Italia, è stata “casuale”,  per usare un eufemismo e basata sul “tirare a campare". 

Da anni abitando in Veneto mi accorgo che non sono state mai attuate politiche atte a promuovere questa Regione sotto l'aspetto Turistico(detto da uno nato e cresciuto a Rimini c'è da crederci), una regione che ha "l'oro" in casa, ma non se ne accorge, mi spiego, unica e ripeto "unica" regione Italiana che ha "TUTTO" quello che i turisti richiedono per una vacanza...mare...montagne con le Dolomiti e non solo...laghi...parchi naturistici...arte e monumenti...siti archeologici...itinerari da percorrere in vari modi(a piedi-bici-mountain bike-ciaspole-fuori strada).
Un turismo che menti "accorte" ed organizzative potrebbero sfruttare 12 mesi l'anno e far salire di gran lunga quella percentuale evidenziata dalla cartina.


Di certo, per inserire il nostro sistema-turismo adeguatamente nei motori di ricerca della rete non ci sarebbero voluti grandi capitali, solo buon senso e programmazione. Quando la congiuntura è positiva, tutto questo viene, in qualche modo, nascosto ma quando, come ora, essa è negativa, gli errori e le omissioni vengono tragicamente al pettine.  
La responsabilità ricade sulla  mancata collaborazione e flussi informativi adeguati  tra istituzioni (regioni,Parchi Naturalistici,  comuni) e imprese turistiche, sull'assenza di un piano coordinato ed articolato che deve provvedere alla ristrutturazione e alla creazione  di necessarie infrastrutture turistiche  , come  i trasporti fino alle zone di vacanza, via mare, terra o aria.
In questo periodo dopo il disastro ferroviario della Puglia, molto si è parlato delle ferrovie a binario unico, beh pensate che in Veneto, tolta la fascia costiera, tutte le linee interne sono a binario unico e per raggiungere ad esempio Cortina da Padova o Venezia, se tutto va bene ci si mettono 3 ore abbondanti, anche perché si è costretti a scendere a Calalzo di Cadore e prendere il pullman per Cortina in quanto non esiste più quella tratta....e poi la chiamano la perla delle Dolomiti...per non parlare delle strade stile "mulattiere" che sempre se uno parte da Cortina tardo pomeriggio di domenica per tornare a casa impiega dalle 2 alle 4 ore per raggiungere l'imbocco dell'autostrada che dista appena 50 km.
La ciliegina sulla torta avariata del settore turismo, è poi rappresentata  dallo scandalo rifiuti che attanaglia diverse città e regioni che ha fortemente penalizzato all'estero l’immagine dell’intera Nazione, in quanto, in terre lontane, difficilmente si  operano distinzioni di zone.
Dobbiamo ringraziare  chi non ha programmato e costruito, dobbiamo ringraziare chi ha la mentalità  del “tanto i turisti vengono lo stesso” se ci troviamo un settore pieno di disservizi, mancato coordinamento tra pubblico e privato, dove spesso pernottamenti (specie nei grandi gruppi alberghieri )sono più cari che altrove. 

Ciò determina un turismo “mordi e fuggi” che non ci aiuta. La nostra classe politica, da alcuni decenni,  è priva del senso della "res publica"  e per capirlo  basta vedere il degrado di molte delle nostre città, distrutte dal cemento, con periferie orripilanti, come a Roma, e senza panchine per gli anziani e verde per i bambini. Non rassegniamoci a questa “mucillagine”  anche, ma certo  non solo,  per non perdere presenze turistiche.
Poi, come evidenzia la cartina, i turisti non vanno al sud non solo per un discorso di strutture mancanti o di "monnezza" in ogni dove, ma sopratutto per l'alto numero di clandestini presenti sul territorio e che continuano ad arrivare...chiedete ad esempio al sindaco di Pantelleria quanti turisti hanno oggi in confronto ad un decennio fa!!!

 
Come si evince dalla tabella in tredici anni siamo passati dal 6° posto al 9°...ATTENZIONE E' UNA TABELLA CHE SI RIFERISCE AL 2013...oggi non credo che siamo nella top-ten dei paesi turistici ricercati!!!
Occorre che si corra immediatamente ai ripari, per esempio, incentivando e allentando lacci normativi inutili per  quelle strutture innovative che sono sorte, su iniziative individuali, in molte parti della Penisola,  quali Bed and Breakfast, agriturismi, hotel di charme, dimore storiche che,  attraverso i loro siti internet,  hanno promosso  lo stile di vita italiano, tradizioni eno-gastronomiche e paesaggistiche nostrane in tutto il mondo.

Controlliamo queste strutture, certo,  ma non limitiamone l’attività con norme ridicole.
Cerchiamo  di non far ridere alle nostre spalle paesi con meno attrattive del nostro e clima meno favorevole alle stagionalità lunghe,  che rimangono increduli davanti alla nostra incapacità  di valorizzare i nostri assi nella manica…. Quei paesi ci “rubano” le presenze  turistiche, accogliendo  vacanzieri  che dovevano venire in Italia  ma non hanno reperito adeguate informazioni o che ci sono venuti ma si sono fermati meno tempo di quanto avrebbero voluto  a causa dei prezzi  fuori controllo di alcuni settori e dei servizi inadeguati.
Non ci vorrebbe molto  a invertire la tendenza da parte di chi ci governa: un  minimo di buona volontà nel voler realizzare  le opere veramente urgenti e controllare (vedi bonificare) i siti paesaggistici e artistici, coordinare gli orari dei mezzi di trasporto, le prenotazioni ai musei e…..  la libertà da qualsiasi interesse personale o rivolto solo a grandi gruppi.  Questo , a casa mia,  si chiama amor di Patria.
E’ così che si  creerebbero  molte opportunità di lavoro per i giovani, soprattutto nelle regioni più depresse. 

Alberghi la cui classificazione, non si sa come (?) non corrisponde affatto ai servizi resi, doppi listini in alcuni bar, per italiani e turisti,  mercanzie taroccate  su lenzuola stese a terra tra cui i turisti devono fare lo slalom…etc.etc. etc.
Nella conosciutissima Rimini ed apprezzata per come si sia organizzata nei decenni per accogliere sempre più turisti, alla fine degli anni '50 ed inizio '60 avevano una città quasi totalmente "rasa al suolo" dai bombardamenti americani nell'ultima guerra, si rimboccarono le maniche ed i primi anni affittavano anche le vasche da bagno, poi alcuni alzavano di un piano la "pensioncina" per farla diventare "hotel" e via via, ma alla base di tutto ci fu un tavolo con tutte le componenti interessate dove furono stabiliti i prezzi per alberghi ad una stella o più stelle, quanto doveva costare un primo piatto o la pizza e birra nei ristoranti pizzeria, quanto sarebbe costato un ombrellone e sdraio al mare...quindi non il prezzo selvaggio, ma ovunque tu andavi quelli erano i prezzi che trovavi, listini che furono poi presentati all'estero nelle sedi opportune per incentivare il Turismo a Rimini e zone limitrofe...poi fu curata la ricettività anche riguardo al divertimento...ecco perché il primo parco giochi,Fiabilandia, nacque a Rimini e così pure il primo bowling in Italia oltre a tantissime altre.

Basta, con queste cose!
L’imperativo è d’obbligo: data anche la difficile situazione in altri settori, causata da speculazioni mercantilistiche e globalizzazione sconsiderata, l’Italia deve assolutamente recuperare, nel più breve tempo possibile, il suo naturale  ruolo  nel panorama turistico mondiale.

RIVOGLIAMO UN'ITALIA
RICERCATA ED AMATA
PER IL TURISMO "PAGANTE"
E NON A SBAFO!!!