mercoledì 3 agosto 2016

CAMERATI DOVE STIAMO ANDANDO?- di Pino De Stefano

E' piuttosto evidente che il nostro Paese, grazie anche alla
sgangherata gestione PD-Renzi-Mattarella, sta correndo verso il totale
sfacelo.
Lo stesso sta succedendo anche in altre nazioni europee dove, però,
riscontriamo reazioni popolari diverse, con un grande ritorno a valori
tradizionali e dove l'amore per la Patria non sarà mai sostituibile
con l'amore per l'Europa. Recenti dimostrazioni ci sono pervenute
dalla Francia, dove il Front National di Marine Le Pen è diventato il
primo partito nazionale, ma anche da Austria, Ungheria, Grecia e dalle
stesse Germania e Inghilterra.
Anche in Italia c'è stata una ventata di protesta, raccolta però da un insulso

buffone che ha dimostrato i suoi ampi limiti non solo come politico,
 ma anche come essere umano assolutamente ridicolo ed incapace.
Per contro, la nostra Area politica, così ricca di grandi valori storici, erede e portatrice delle grandi proposte politiche del Fascismo e della R.S.I., continua a contendersi e a spartirsi i
prefissi telefonici che riesce a raccogliere nelle elezioni politiche ed amministrative.
Recentemente abbiamo appreso che anche l'ex-sindaco di Roma Gianni
Alemanno ha fondato o sta fondando un suo movimento per raccogliere
anche lui qualche centinaio di voti, come è successo del resto a Storace che,

 nelle elezioni del recente maggio, ha raccolto ben 816 voti, parenti compresi, e nessuna poltrona o poltroncina che, in fondo come anche per gli altri, era la sua più autentica e genuina vocazione.
Camerati, dove stiamo andando? Dobbiamo chiedere a gran voce e con
grande determinazione l'annullamento di tutti questi inutili partitini, 

compresa la rottamazione dei vari segretari, coordinatori e presidenti, ormai vecchi tromboni scoppiati, che, tornando a casa loro, darebbero il via alla sempre più necessaria operazione di pulizia, riscattando anche quel penoso passato che li ha visti più che altro bussare alla porta di Berlusconi e del PDL, dimostrando un protagonismo che li ha visti lottare ferocemente tra di loro, anziché accordarsi per una politica comune.
Se non ci sarà l'unione di tutti i nostri militanti sotto un unico simbolo, un'unica bandiera ed un unico condottiero, non riusciremo a risorgere e, con il prossimo ricambio generazionale, le future mamme insegneranno ai loro figli che una volta in Italia c'era un orco
cattivo che si chiamava Mussolini...............



Unirsi è un obbligo morale di tutti i militanti fascisti, c'è una sola bandiera da seguire,
c'è un solo obiettivo comune: restituire l'Italia agli Italiani.

                                                    PINO DE STEFANO.