domenica 7 agosto 2016

ANNI '70...FUMMO SCONFITTI?

Una domanda che spesso mi viene rivolta è:: la vostra generazione fu sconfitta dal sistema cosiddetto democratico D.C. - P.C.I. - M.S.I. (non è possibile dimenticare la politica almirantiana filo-atlantica, filo-israeliana e di compromesso con la D.C.).?
Se è vero che ogni medaglia ha il suo rovescio, appare evidente che la messa al bando delle organizzazioni extra-parlamentari neo-fasciste, i processi e le condanne a dure pene detentive per i suoi dirigenti, spesso costretti alla fuga in paesi lontani, segnino un'evidente affermazione dei nostri avversari.
Si potrebbe, quindi, affermare che la nostra generazione ne uscì sconfitta, sia pure con l'onore delle armi? Siamo stati perseguitati, abbiamo pagato duramente le nostre scelte e con noi le nostre famiglie, ma non ci siamo mai arresi ed il fatto stesso che siamo ancora qua, ancora sulla breccia, che uomini, sia pure a volte indegni, ma che hanno appartenuto alla nostra Area abbiano ricoperto nel paese incarichi importanti, che ancora oggi migliaia di persone vadano a Predappio in omaggio al Duce, non significa che siamo stati sconfitti, ma che, malgrado decenni di persecuzioni, non ci fu mai una dichiarazione di resa e abbiamo continuato in sordina la nostra battaglia trasmettendo ai nostri figli e ai nostri eredi i valori e gli ideali per i quali avevamo orgogliosamente combattuto.
Affermo serenamente e senza tema di smentite che se oggi siamo ancora in piedi, se ancora si parla di Fascismo, di R.S.I., di socializzazione lo si deve soprattutto a noi, ai nostri sacrifici, alle persecuzioni subite, alla nostra coerenza.
Certamente le gite a Predappio rappresentano solo un modesto palliativo, spesso si trasformano in una gara di esibizionismo, di scatti fotografici, naturalmente da pubblicare su F.B. e poco aggiungono a quella speranza di riunificazione e rivincita che alberga in tanti nostri cuori neri, ma comunque attestano anche la presenza di una comunità che continua a diffondere i grandi ideali dell'amor di Patria e dell'onore.
Camerati, il nostro primo obiettivo dev'essere la riunificazione delle nostre forze, superando le varie divergenze che possono dividerci, in nome degli interessi nazionali della nostra Italia e del nostro Popolo.
Solo così potremo tornare a lottare per la nostra rivincita, anche nel ricordo e nel nome di chi vi ha preceduto, quella generazione a cui mi onoro di appartenere, che non ha mai alzato la bandiera bianca della resa, ne accettato compromessi, uomini liberi che hanno lasciato il segno della coerenza, della fede, che non hanno tradito. 
A noi!!!

PINO DE STEFANO