mercoledì 3 agosto 2016

ANCHE ALL'ESTERO COMINCIANO A NON GRADIRE LA TEORIA GENDER!

Buone notizie sul fronte gender vengono dalla Svizzera. Sembrerà incredibile ma a quanto pare è proprio così.
Matchman News ci informa che il mese scorso il Cantone di Berna ha bandito la teoria gender dalle scuole.
Il Gran Consiglio della regione ha infatti approvato una mozione presentata da Daniel Beutler, portavoce nel parlamento locale del partito conservatore di ispirazione cristiana UDF (Unione Democratica Federale), con la quale chiedeva di eliminare tutti i temi legati alla“prospettiva gender” dalle strategie formative del 2016, estromettendo pertanto qualsiasi riferimento a questi argomenti sia dai programmi scolastici che da quelli di formazione per i docenti.
La mozione è stata approvata anche grazie al sostegno della destra (UDC) e dei liberali (PLR).
«Il gender non ha niente a che vedere con la programmazione scolastica» ha affermato Daniel Beutler. «Questo termine promuove l’idea secondo cui il sesso di una persona sia un fatto culturale e di conseguenza possa essere influenzato» ha continuato il firmatario della mozione, sottolineando come dietro la teoria gender vi sia l’ideologia e non una base scientifica.
Rispondendo inoltre a quanti sostengono che tale prospettiva agevoli le pari opportunità, Beutler ha specificato che per favorire l’uguaglianza di opportunità per ambedue i sessi non si deve far ricorso necessariamente al gender. In effetti, permettere ad una ragazza, com'è giusto che sia, di lavorare e magari diventare ingegnere, non ha nulla a che vedere con l’assunto secondo cui il dato biologico non definisce l’identità di una persona e che quindi l’importante è solo la percezione che ciascuno ha di se stesso… Certi stereotipi di genere vanno combattuti, e la Svizzera non è certo un Paese “arretrato” da questo punto di vista. Altra cosa invece è insegnare ai bambini che si può scegliere se essere maschio, femmina o chissà cos'altro (decine di generi diversi…).
Cosa accadrà in futuro non lo sappiamo. Purtroppo spesso certe buone notizie vengono prontamente ribaltate. Per il momento però il dato è uno e per noi molto positivo: nel Cantone di Berna a scuola non ricorreranno alla “prospettiva gender”. Pertanto si continuerà a dire che si nasce e si è maschio o femmina. E magari che solo da maschio e femmina possono nascere dei figli… Precisione svizzera!
http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/il-cantone-di-berna-elimina-la-teoria-gender-dalle-scuole/
In questi mesi in Avanguardia Nazionale si è affrontato un argomento che, molto spesso, è sottovalutato e, troppo spesso, sconosciuto alla maggior parte dei genitori: l’educazione gender nelle scuole.
Per capire meglio questo “problema” è nato un gruppo di lavorio/studio che ha cercato di capire, studiare e spiegare cosa sia effettivamente l’educazione gender e quanto questa possa essere distruttiva psicologicamente per i nostri bambini e i nostri ragazzi.
Spesso sui social si leggono notizie riguardanti l’argomento ma si passa avanti perché si pensa che non tocchi a noi o ai nostri figli e nipoti. Ma non è così! Infatti, basta consultare sul web le indicazioni dell’O.M.S. Standard per l’educazione sessuale in Europa” o andare sul sito dell’associazione famiglie arcobaleno (www.famigliearcobaleno.org) , per leggere che i bambini da 0 a 4 anni devono avere il “diritto di esplorare le diverse identità di genere” essere informati “sul piacere nel toccare il proprio corpo” e sulla “masturbazione infantile precoce”; ai bambini dai 4 ai 6 anni bisognerebbe informarli sulle “relazioni omosessuali” e dai 12 anni sulla “identità di genere”.
Ma cos'è l’educazione gender o di genere?
La prima affermazione della teoria del gender è che esisterebbe una sessualità specifica (o “dato biologico”) e un distinto genere (o “dato psicologico”). In sintetiche parole: si può essere maschi-uomini (o femmine-donne) in caso di coincidenza tra sesso biologico e genere (si parlerebbe in questo caso di cisgender, altro neologismo Lgbt per identificare il 99% della popolazione mondiale), così come si potrebbe essere maschi-donne (o femmine-uomo) nel caso in cui sesso biologico e genere non coincidano. Ovviamente è tutto presentato come “normale”, parola che fa sempre con insistenza capolino nella terminologia Lgbt. La seconda affermazione della teoria del gender è che sarebbe possibile scegliere autonomamente il genere sessuale “preferito” (o “sentito”), ovviamente prescindendo dal dato biologico. Finora sarebbe stata la società a indirizzarci nei rispettivi generi sessuali facendoli forzatamente coincidere al dato biologico, d’ora in poi bisognerebbe invece prendere coscienza di ciò e far crescere i bambini “liberi” da questi “stereotipi” per dar loro la possibilità di decidere “liberamente” (altro termine abusato) attraverso un’educazione gender-neutral.” (fonte web)
Per combattere tutto questo, dal 1° settembre, Avanguardia Nazionale cercherà di sensibilizzare genitori e alunni facendo azioni di volantinaggio “porta a porta” e fuori le scuole, cercando di creare comitati di genitori all’interno delle scuole stesse per sensibilizzare tutti riguardo questo enorme problema.
Per ulteriori informazioni e per inviare testimonianze dirette od opinioni:
 rifiutiamolateoriagender@gmail.com