giovedì 14 luglio 2016

EDUCAZIONE GENDER

In questi mesi in Avanguardia Nazionale si è affrontato un argomento che, molto spesso, è sottovalutato e, troppo spesso, sconosciuto alla maggior parte dei genitori: l’educazione gender nelle scuole.
Per capire meglio questo “problema” è nato un gruppo di lavorio/studio che ha cercato di capire, studiare e spiegare cosa sia effettivamente l’educazione gender e quanto questa possa essere distruttiva psicologicamente per i nostri bambini e i nostri ragazzi.
Spesso sui social si leggono notizie riguardanti l’argomento ma si passa avanti perché si pensa che non tocchi a noi o ai nostri figli e nipoti. Ma non è così! Infatti, basta consultare sul web le indicazioni dell’O.M.S. Standard per l’educazione sessuale in Europa” o andare sul sito dell’associazione famiglie arcobaleno (www.famigliearcobaleno.org) , per leggere che i bambini da 0 a 4 anni devono avere il “diritto di esplorare le diverse identità di genere” essere informati “sul piacere nel toccare il proprio corpo” e sulla “masturbazione infantile precoce”; ai bambini dai 4 ai 6 anni bisognerebbe informarli sulle “relazioni omosessuali” e dai 12 anni sulla “identità di genere”.
Ma cos’è l’educazione gender o di genere?
La prima affermazione della teoria del gender è che esisterebbe una sessualità specifica (o “dato biologico”) e un distinto genere (o “dato psicologico”). In sintetiche parole: si può essere maschi-uomini (o femmine-donne) in caso di coincidenza tra sesso biologico e genere (si parlerebbe in questo caso di cisgender, altro neologismo Lgbt per identificare il 99% della popolazione mondiale), così come si potrebbe essere maschi-donne (o femmine-uomo) nel caso in cui sesso biologico e genere non coincidano. Ovviamente è tutto presentato come “normale”, parola che fa sempre con insistenza capolino nella terminologia Lgbt. La seconda affermazione della teoria del gender è che sarebbe possibile scegliere autonomamente il genere sessuale “preferito” (o “sentito”), ovviamente prescindendo dal dato biologico. Finora sarebbe stata la società a indirizzarci nei rispettivi generi sessuali facendoli forzatamente coincidere al dato biologico, d’ora in poi bisognerebbe invece prendere coscienza di ciò e far crescere i bambini “liberi” da questi “stereotipi” per dar loro la possibilità di decidere “liberamente” (altro termine abusato) attraverso un’educazione gender-neutral.” (fonte web)
Per combattere tutto questo, dal 1° settembre, Avanguardia Nazionale cercherà di sensibilizzare genitori e alunni facendo azioni di volantinaggio “porta a porta” e fuori le scuole, cercando di creare comitati di genitori all’interno delle scuole stesse per sensibilizzare tutti riguardo questo enorme problema.
IL FUTURO DEI NOSTRI FIGLI E’ LA NOSTRA SPERANZA
DONIAMOGLI LA CERTEZZA DI SAPERE COSA SIANO NELLA REALTA’

Non alteriamo la natura del nostro mondo, combattiamo la TEORIA (EDUCAZIONE) GENDER e, con essa, ogni forma di ingannevole SPERIMENTAZIONE SCOLASTICA.

NON PRIVIAMO I NOSTRI FIGLI DELLA LORO
IDENTITA’ ORIGINARIA
La teoria gender vuole farci credere che la differenza maschile-femminile non coincida necessariamente con la differenza maschio-femmina, perché le caratteristiche di genere (o stereotipi) sarebbero frutto di una costruzione culturale.

LA NATURA NON E’ QUESTO E VA RISPETTATA!

Prima viene la Natura a proporre le diversità quali necessità.
La Natura Chiede le diversità, rifiuta l’unicità e l’uguaglianza e, si propone, come “lotta fra gli opposti”.

ECCO LE LINEE GUIDA DELL’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità):

da 0 a 4 anni: masturbazione infantile precoce;
da 4 a 6 anni: masturbazione, amore tra persone dello stesso sesso;
da 6 a 9 anni: masturbazione, auto stimolazione, amore verso il proprio sesso, metodi contraccettivi;
da 9 a 12 anni: masturbazione, eiaculazione, uso del preservativo, la prima esperienza sessuale, amicizia e amore con partner dello stesso sesso;
da 12 a 15 anni: riconoscere i sintomi della gravidanza, procurarsi contraccettivi dal personale sanitario, come fare coming out;
a partire dai 15 anni: diritti all’aborto, pornografia, omosessualità, sessualità.



Alcune delle Scuole che attuano questo “programma” grazie al CIRSES- www.cirses.it e all’insaputa dei genitori sono:
  • Liceo Statale “ B. Pascal” di Pomezia ( capofila della rete ASAL MINERVA formata da 14 Scuole dei distretti di Pomezia, Anzio, Nettuno,Ciampino) ;
  • Istituto Professionale Statale di Roma “Amerigo Vespucci”;
  • Liceo Statale di Ardea “Antonio Meucci”;
  • Istituto Tecnico Agrario di Roma “ Emilio Sereni”;
  • I.P.S.I.A. di Roma “Roberto Rossellini”;
  • Ist. Di Istruzione Superiore di Roma “ Sisto V”;
  • Liceo Classico Statale di Roma “Socrate”;
  • Liceo Classico di Roma “ Giulio Cesare”;
  • Asilo nido comunale di Roma “ Il castello incantato”;
  • Asilo nido comunale di Roma “Cecchina”;
  • I.T.C. “ Emanuela Loi” di Nettuno;
  • ECCO REGIONE PER REGIONE 
  • CHI GIA' EFFETTUA IL PROGGETTO:
  • EMILIA ROMAGNA
    • Febbraio 2009, Liceo “ Minghetti”(BO) , studenti del triennio: percorso laboratoriale “ Questioni di genere”. Formatori del Progetto Alice, Dipartimento per le Pari Opportunità .
    • Bologna, gennaio 2013 Teatro “Testoni” per bambini dai 7 anni: spettacolo per bambini “La bella Rosaspina addormentata” dedicato alle differenze come portatrici di ricchezza culturale. Compagnia Sud Costa Occidentale.
    • Modena, aprile 2014, Liceo Classico “Muratori”: intervento di Vladimiro Guadagno (Vladimir Luxuria) e Alberto Bignardi (Presidente Arcigay Modena) nell’assemblea d’Istituto sulla figura del transgender e di come trans di nasce.
    • Castelnovo ne’ Monti (Reggio Emilia), aprile 2014, I.T.C.G. Cattaneo-Dell’Aglio, secondo anno: alcuni rappresentanti dell’Arcigay distribuiscono a studenti minorenni un opuscolo illustrativo “Safer Sex HIV” e infezioni sessualmente trasmissibili contenenti descrizioni dettagliate su come avere rapporti omosessuali. Comitato Provinciale Arcigay “Gioconda” Reggio Emilia.
      Bologna, marzo-giugno 2014 bambini 4/8 anni: ciclo
    • di incontri per leggere la favola gay “ E con Tango siamo in tre”.Centro di documentazione del Cassero, Famiglie Arcobaleno, Associazione Frame, Patrocinio del Comune.
    • Piacenza, marzo 2015,Scuola media “Italo Calvino”, terza media: progetto “Viva l’Amore”, contiene istruzioni dettagliate con tanto di illustrazioni, sull’uso dei contraccettivi e sessioni dedicate alla masturbazione. Contiene temi riguardanti identità e discriminazioni di genere. Regione Emilia Romagna.
    • Gaggio Montano (BO), anno scolastico 2015/2016, Istituto Comprensivo “S. D’Acquisto”, per studenti di terza media: progetto “Viva l’Amore” contiene istruzioni dettagliate con tanto di illustrazioni, sull’uso dei contraccettivi e sessioni dedicate alla masturbazione. Contiene temi riguardanti identità e discriminazioni di genere.
  • PIEMONTE
    • Liceo “Regina Margherita” e “Marie Curie”, Provincia di Torino marzo 2015: Progetto “ Giovani contro la violenza di genere” ( dare ad ognuno la possibilità di esprimersi e di sentirsi liber*. Il terzo anno di applicazione del progetto è incentrato sulla Lotta alle discriminazioni contro le popolazioni LGBT) U.E.
  • VENETO
    • 10 Asili Nido, 36 scuole materne, Venezia 2014: lettura della favola gay “E con tango siamo in tre”. Camilla Seibezzi, delegata del Sindaco Orsini, stanziati 10.000 Euro.
    • Verona, settembre 2014, bambini dai 4 agli 8 anni: lettura della favola gay “E con Tango siamo in tre”. Comune di Verona.
    • Compalto (VE), gennaio 2015, I.C. “Gramsci”, scuole elementari: “Piccole donne e piccoli uomini crescono insieme” (percorso di educazione di genere che intende dare l’opportunità a bambini di 6/8 anni di non cristallizzarsi sugli stereotipi legati all’identità e ai ruoli di genere).Comune di Venezia.
    • I.C. n^5 “Coletti” III media, Trviso, gennaio 2014: nell’ambito del progetto “Educazione all’affettività”, proiezione del film “ Le migliori cose del mondo” ( padre che si scopre gay…).ASL Treviso.
  • UMBRIA
    • Perugia, aprile 2012, Liceo scientifico “Galeazzo Alessi”: assemblea d’Istituto avente per oggetto l’ “orientamento sessuale, identità di genere”, relatore un esponente del Gruppo Giovani Arcigay. Gruppo Giovani Omphalos Perugia.
    • Perugia, Città di Castello, Terni, Assisi, Marsciano, Bastia Umbra,febbraio 2014, vari asili nido e biblioteche: distribuzione dei libretti dell’UNAR e favole gay come “Qual è il segreto di papà”, “Piccolo Uovo”. Comuni di Perugia, Città di Castello, Terni, Assisi, Marsciano, Bastia Umbra.
  • TRENTINO ALTO ADIGE
    • Lasino (TN), dicembre 2014, Centro famiglie-per docenti e genitori: presentazione “Storie di un certo genere”; lettura “Il bell’anatroccolo” e “Nei panni di Zaff”.
    • Trento, maggio 2015 Teatro Sanbapolis –per ragazzi e ragazze delle scuole trentine : all’interno della settimana di eventi “ Liberi e libere di essere” svolgimento dello spettacoloLe cose cambiano”, per ricordare al pubblico non LGBT che sta nella normalità il cambiamento che sta avvenendo nel mondo e soprattutto in Italia. Arcigay del Trentino, Provincia Autonoma di Trento e Comune di Trento.
  • TOSCANA

    • Pontassieve (Fi) marzo 2014, dall’infanzia alle scuole medie: progetto “E. Cos Decostruire per costruire”. Associazione “PAWA IREOS”, associazione di volontariato di lesbiche, gay, bisessuali, transegender,intersessuali. Provincia di Firenze.
    • Siena, novembre 2014 scuola Primaria “Federigo Tozzi”, V elementare: progetto “ Non sono una principessa. Educare al genere attraverso la lettura”. Approvato dal Collegio Docenti e inserito nel POF.
    • Vaiano (Prato), gennaio 2015, ICS Bartolini, per il personale educatore e insegnante: percorso formativo “Educare alle differenze” di sviluppo sessuale, identità di genere, ruolo, orientamento affettivo sessuale e situazione famigliare. Intersexioni, Comune di Vaiano.
    • Montelupo Fiorentino (FI), aprile 2015, Istituto Comprensivo “Baccio di Montelupo” (per genitori, bambini infanzia e primaria:Oltre il rosa e il celeste: educare alla parità di genere a partire dall’infanzia”. Comitato genitori Montelupo Fiorentino.
    • Provincia di Massa e Carrara, maggio 2015, scuole di ogni ordine e grado ( scuole infanzia Andersen, Ortola, Brescianini, Cervajolo, Scuole primarie Finelli, Marconi..) :progetto “Liber* tutt*” Fondazione Toscana Spettacolo Onlus.
    • Infanzia e Primaria, Firenze, settembre 2015: progetto “ A scuola…per fare le differenze”. IREOS Onlus,Comunità Queer, Comune di Firenze.
    • Viareggio (Lu), settembre 2015, Scuole Medie e Superiori: nel contesto del “Festival della Salute” interventi e attività riguardanti l’identità di genere e il transgenderismo “Identità di genere…parliamone”. Regione Toscana, ASL 12 Viareggio,Consultorio Trangenere.
    • Livorno, ottobre 2015, ogni ordine e grado:Livorno città di tutti”. Arcigay, Rete Genitori Rainbow.
  • SICILIA

    • Palermo-Salerno, novembre 2015, Istituto “Luigi Capuana” (PA), rivolto a bambini di 8 anni: spettacolo teatrale “ Fa’afafine”; nella presentazione si legge: “ Siamo incommensurabilmente fortunati ad avere un figlio di genere non conforme. ( Fa’ afafine nella lingua Samoa definisce coloro che fin da bambini non amano identificarsi con l’uno o l’altro sesso; fa’ afafine è un vero e proprio terzo sesso).
    • Palermo, gennaio 2016, spettacolo teatrale aperto a tutti: “Tu cher dalle stelle!” , favola di Natale “moderna”, finanziata dal Comune di Palermo, che affronta gli stereotipi di genere. Comitato Provinciale Arcigay Palermo- Comune di Palermo 
  • SARDEGNA

    • Cagliari, novembre 2014, I.C. “ Randaccio” e Scuola Primaria “Nanni Loy” : progetto di educazione alla letturaCi_piacCiAmo”, che rimanda ad un elenco di fiabe gay o ispirate al gender, come “Nei panni di Zaff”, “Il bell’anatroccolo”. Associazione Menabò – Comune di Cagliari.
    • Anche per bambini e bambine dai 4 ai 9 anni, Cagliari marzo 2016: laboratorio gratuito “ le lesbiche si raccontano”; in programma ci sono diversi incontri: “ Laboratorio Drag King” aperto a tutt* coloro che vogliono scoprire la parte maschile dentro di sé; il “Mercato di Via Queer” e il laboratorio dei travestimenti “ Nei panni di…”.associazione ARC, Famiglie Arcobaleno- Regione Autonoma della Sardegna.
  • PUGLIA

    • Bari, Scuola Primaria, Novemre 2014: all’interno del progetto “Generare culture non violente” lettura animata e laboratorio tenuto dall’autrice MANUELA SALVI della favola gay “Nei panni di Zaff” (ED. FATATRAC). Comune di Bari.
    • Bari, maggio 2015, Istituti Scolastici, Università di Bari, centri giovanili, strutture parrocchiali, ospedale pediatrico: 25 incontri sotto il titolo “Omofobia non a casa mia” tra i quali: un laboratorio sull’identità di genere svolto nel centro per minori “Mimmo Bianco”; il “Pride game”, gioco da tavolo, simulazione ludica dell’organizzazione del Gay Pride; laboratorio “ Di che genere sei? Educarsi alle differenze per prevenire il bullismo omotransfobico”; lettura libri arcobaleno come “ Piccola storia di una famiglia: perché hai due mamme?” ( ED. STAMPATELLO). Comune di Bari e “Tavolo Tecnico LGBTQI”.
  • MARCHE
    • Senigallia (AN), maggio 2015/ luglio 2015, studenti di III,IV,V del Liceo Economico Sociale:utilizzazione del Manuale di Antropologia “ Ciò che noi siamo”, al capitolo 6 “Sesso e genere”sottocapitolo “Non si nasce né uomini né donne”. Iniziativa dell’Istituto.
    • San Benedetto del Tronto (Ascoli),agosto 2008: centro ricreativo estivo gestito dalla Cooperativa “Systema”, per bambini da 4 a 10 anni, recita teatrale gay; il principe azzurro si fa corteggiare dalle principesse Biancaneve, Cenerentola ed altre ma alla fine sceglie un uomo ammettendo di essere gay. Comune di Ascoli.
  • LOMBARDIA:
    • Scuole Superiori di secondo grado, Milano 2012: “Promozione dei diritti umani e alla lotta all’omofobia-Rainbow” ( contiene il gioco “chi resta indietro?” in cui si chiede ai ragazzi di calarsi nei panni di un personaggio omosessuale o transessuale con compagn* extracomunitario. CIG + U.E.
    • Scuola dell’Infanzia Paritaria Cattolica Parrocchiale Ragni, Cusago (MI): lettura della favola gay “E con tango siamo in tre”; tematiche OMS da 3 a 6 anni. ( testi non menzionati nel POF).
    • Provincia di Milano, destinato a più scuole, aprile 2014: “ Progetto ImPari a scuola”, guida operativa per diffondere la cultura di genere; la famiglia è definita come “sentimento”). Ufficio della Consigliera di Pari Opportunità Milano e Monza /Brianza; Agenzia Formazione e Lavoro.
    • Scuole Primarie e Secondarie, Lentate, Cesano,Seveso,Meda, ottobre/novembre 2014 : “Progetto Dillo con parole sue” ( si legge: la famiglia è solo uno stereotipo). ALA Milano Onlus, Donne in quota, Il Cerelio, Cooperativa Sociale Brianza, Comuni di Lentate, Cesano, Seveso e Meda.
    • Liceo “Giulio Casiraghi”- classi terze, Cinisello Balsamo (MI), febbraio 2016, Incontro intitolato
    • Educazione alla cittadinanza, percorso contro l’omofobia”, svolto dall’associazione
    • Arcigay Scuola”.
  • LAZIO

    • Roma, Quartiere africano,2013, Scuola materna comunale “I sei colori di Ugo”: cancellate la festa del papà e della mamma per non discriminare i bambini con famiglie diverse, sostituita con la “festa delle famiglie”. Iniziativa delle maestre.
    • Roma, gennaio 2014, Liceo Classico “Giulio Cesare”, V ginnasio: lettura del romanzo gay “Sei come sei”. Iniziativa degli insegnanti in applicazione della “strategia nazionale UNAR”.
    • Roma, gennaio 2014, 200 insegnanti di scuole dell’Infanzia e asili nido: progetto “La scuola fa la differenza”, otto corsi formativi dedicati a chi lavora con bimbi da 0 a 3 anni. Assessorato Scuola dell’Infanzia, Giovani e Pari Opportunità di Roma, associazione “Scosse”.
    • Roma, marzo 2014 I.C. Ferraioni, Scuola Primaria “Iqbal Masih”: ciclo di incontri “Iniziamo a parlarne” con laboratori di lettura “Leggere senza stereotipi” comprendenti favole gay quali “Nei panni di Zaff”, “ E con Tango siamo in tre”. Cooperativa Be Free, Associazione Scosse.
    • Roma, settembre 2014, corsi per educatrici ed insegnanti nido,materna,elementare e media:progetto “Educare alle differenze” (vedi direttive OMS). Associazione Scosse, Roma capitale.
    • Roma, settembre 2014, Scuola Primaria “Carlo Pisacane”: video “ A che gioco giochiamo”; lettura favola gay “Nei panni di Zaff”, “Rosaconfetto”. In collaborazione con il Centro Donne D.A.L.I.A.
    • Formello (RM), ottobre 2014, Scuola Media “ Roberto Rossellini”, I.C. “ Barbara Rizzo” seconda media: progetto “ Come cambio? Cosa cambia?” Tra le altre cose si parla di anticoncezionali, della prima volta, di omossessualità e di identità di genere. Comune di Formello.
  • FRIULI VENEZIA GIULIA
    • Operatori Scolastici, novembre 2013: questionario “Progetto regionale di prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo omofobico”. Giunta Regionale Friuli Venezia Giulia e Arcigay, Arcilesbica.
    • 45 classi di Scuola dell’Infanzia, marzo 2015: progetto “Gioco del rispetto-Pari e dispari” (bambini che si travestono con abiti tipici dell’altro genere e nominano i rispettivi genitali). Comune di Trieste.
    • 100 classi delle Medie e dei Licei, Cordenons, Torre, Casarsa (PD), marzo 2015: progetto regionaleA scuola per conoscerci”. Arcigay-Arcilesbica di Trieste e Gorizia, Arcigay Friuli Nuovi Passi, Regione Friuli Venezia Giulia.
    • Trieste, ottobre 2015, classe V elementare di Molpurno: lettura del libro “ L’Acero Rosso” (Si può essere adottati o avere due mamme o due papà..)

    CAMPANIA
  • Palermo-Salerno, novembre 2015, Rassegna di Teatro per la scuola 2015/2016, Teatro Verdi, Salerno, rivolto a bambini di 8 anni: spettacolo teatrale “ Fa’afafine”; nella presentazione si legge: “ Siamo incommensurabilmente fortunati ad avere un figlio di genere non conforme. ( Fa’ afafine nella lingua Samoa definisce coloro che fin da bambini non amano identificarsi con l’uno o l’altro sesso; fa’ afafine è un vero e proprio terzo sesso).


per maggiori informazioni consultare il dossier al sito www.notizieprovita.it
Per conoscere i progetti nelle scuole delle varie associazioni in tutta Italia: www.famigliearcobaleno.org
www.agedonazionale.org 
 www.mariomeli.it 
 www.confao.it, www.cirses.it
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