giovedì 21 settembre 2017

Il pentolone catalano sta esplodendo

 Capito ora a cosa servivano “terrorismo” e paura permanente?

DI MAURO BOTTARELLI
rischiocalcolato.it
Era soltanto questione di tempo. Ed è arrivato. Il frutto marcio di mesi e mesi di montanti politiche repressive legate all’allarme terrorismo e alla strategia della paura oggi ha mostrato il suo volto collaterale a Barcellona: e, come era ovvio, senza che la cosiddetta comunità internazionale avesse alcunché da ridire. Frasi blande, auspici che nulla trascenda, intercalari diplomatici al limite del farsesco. E di fronte a cosa? All’irruzione della Guardia Civil, armata fino a denti, negli uffici ministeriali della Generalitat di Catalogna per sequestrare 10 milioni di schede del referendum sull’indipendenza previsto per il 1 ottobre e arrestare 14 membri dell’esecutivo di vario livelli, tra cui il segretario generale dell’Economia.



 Arrestati per un reato d’opinione. Come durante il franchismo. Paradossalmente, lo stesso franchismo che il governo di Madrid sta ridicolmente occultando agli occhi dei cittadini con la sua campagna iconoclasta relativamente a statue e monumenti del periodo della dittatura. Ogni Paese ha la sua Boldrini. L’UE? Muta. La Mogherini? Muta. Certo, dalla sua il governo ha la sentenza della Corte costituzionale che vieta quel referendum ma stiamo parlando della Guardia Civil che fa irruzione in palazzi ministeriali per arrestare rappresentanti del popolo, la cui unica colpa è quella di voler tenere un referendum consultivo: non si poteva arrivare a una mediazione? No, serviva questo. Il governo retto dal partito più corrotto della storia spagnola moderna dai tempi del PSOE di Felipe Gonzàlez si si permette di compiere l’atto più "franchista" che si possa, senza che nessuno dica nulla.



 Già, in un mondo in cui chiunque si svegli la mattina e si senta discriminato o bullizzato può tranquillamente dar vita alla recita del piagnisteo dei diritti civili, si può invece contestare e ignorare la volontà della maggioranza di un popolo, mandando la Guardia Civil a sequestrare schede, documenti e arrestare eletti e funzionari. Di fatto, vietando manu militari che il popolo si esprima liberamente. E poi io esageravo coi miei articoli di messa in guardia su quanto si stava ponendo in essere?



Già. Tocca dirlo chiaro: la false flag della rambla è stata la prova generale di tenuta, lo stress test, il G8 di Spagna. Quanto questo abbia funzionato e quanto quel calcolo sia stato più o meno giusto, lo vedremo nei prossimi giorni: questa



 è stata la risposta di popolo oggi pomeriggio davanti al ministero dell’Economia a Barcellona. Confortante. Ma resisteranno? Degenererà la protesta? Si arriverà a ciò che mi auguro non accada mai, ovvero scontri in piena regola? Perché in quel caso, difficilmente la polizia autonoma catalana reprimerà con troppa durezza cittadini che manifestano in solidarietà al governo per cui lavorano: sarà la Guardia Civil, ancora una volta, a intervenire? In tal caso, le misure antiterrorismo e l’addestramento che ne è seguito – oltre ai poteri che si possono millantare in suo nome – potrebbero rivelarsi molto utili. Utilissimi. Peccato che saremmo alla guerra civile. O allo stato di emergenza. O forse qualcuno la vuole per far detonare quella pentola a pressione ormai al limite chiamata eurozona, prima che il bluff della QE della BCE si sveli e salti tutto disordinatamente per lorsignori?



Guardate queste fotografie,





 sono relative al 21 settembre del 2015, una settimana prima del voto regionale che ha visto i separatisti garantirsi il controllo del Parlamento di Barcellona, atto fondativo e prodromico dell’attuale referendum: sapete di cosa si tratta? Sono furgoni della Banca di Spagna che requisiscono e spostano a Madrid l’oro fisico detenuto nei caveau della capitale catalana. Come vedete, l’operazione non è di ieri: è stata preparata da tempo, doveva solo svolgersi in un certo modo e con certe modalità. L’isteria securitaria del terrorismo ha soltanto facilitato il compito. Attenzione, perché quanto sta accadendo e accadrà nei prossimi giorni in Catalogna segna il passaggio del Rubicone per tutti, quantomeno in Europa. E lasciate da parte per un attimo la palese violazione dei diritti civili e politici dei catalani, così come l’istanza identitaria in sé, qui stiamo parlando di repressione in grande stile del dissenso, il passo successivo e pratico della criminalizzazione che denuncio da mesi. Si parte dai ban sui social network, si passa attraverso le leggi contro il linguaggio dell’odio e si arriva alla Guardia Civil: c’è poco da fare o da dire, il meccanismo è in atto.



Perché lo dico con tanta certezza? Per questo,



 perché quando la paura viene segnalata come pericolo imminente, il cui contrasto appare necessario in nome della stabilità, da parte di uno dei sancta sanctorum del potere politico-finanziario, vuol dire che la guerra è aperta. Oggi Deutsche Bank ha pubblicato un report che conteneva questo grafico, il quale ci mostra l’indice del populismo nelle nazioni più importanti, bilanciato in base alla popolazione. Bene, come per un dato macro o finanziario che va male si usa la formula “dai tempi di Lehman Brothers”, qui si usa “dai tempi di Hitler”. Ebbene sì, il populismo nel mondo – stando a DB – è arrivato al punto di non ritorno: e tutti si ricordano quali furono all’epoca la via d’uscita e l’epilogo di quel bubbone di rabbia e odio.

Hitler, lo stesso Hitler che viene mosso a paragone quando un discorso non è abbastanza politicamente corretto, quando si contesta l’immigrazione selvaggia, quando si nega il diritto LGBT di turno, quando si travalica il confine inciso nella sabbia del linguaggio d’odio, semplicemente perché si dice ciò che si pensa, avvalendosi del sacrosanto diritto di espressione. Sta tutto dipanandosi in base a una strategia precisa, la quale a mio avviso ha due sbocchi: repressione per creare il precedente e dare l’esempio (ovviamente con relativa campagna di discredito, quindi se in Catalogna salteranno fuori piani eversivi, mazzette o casi d molestie su minori da parte di politici indipendentisti, non stupitevi) oppure volontà provocatoria affinché la questione politica divenga prima sociale e poi istituzionale, investendo di ruolo e responsabilità l’UE.

Già, l’UE già scottata dal Brexit, in tema di referendum, materia che sta rivelandosi più rischiosa e ostica del previsto e che potrebbe davvero tramutarsi nel proverbiale chiodo nella bara dell’esperienza europea. E magari il precedente catalano, unito alla debolezza politica di Theresa May (non a caso, l’iper-atlantista Boris Johnson, doppiogiochista della prima ora, ha minacciato le dimissioni dall’esecutivo proprio sulla materia), potrebbe introdurre elementi di ripensamento al riguardo, anche alla luce dei rischi isolazionisti in un contesto di terrorismo quanto mai vivo (il famoso bidone che brucia per cui sono state arrestate cinque persone, ).
 


 Venerdì la May sarà a Firenze proprio per sancire l’addio ideale del Regno Unito all’UE: vediamo dopo quell’atto quanto saranno lunghi i suoi giorni al potere. Siamo entrati nella fase operativa del progetto “The Village”, un’Europa del controllo sociale assoluto, con tanto di simboli, come la protezione in vetro anti-proiettile che Emmanuel Macron sta facendo costruire in questi giorni attorno alla Torre Eiffel. Attenti, perché tra non molto toccherà a noi. Il caos politico-istituzionale in atto non è certamente casuale.
Mauro Bottarelli

Fonti:
https://www.rischiocalcolato.it
Link: https://www.rischiocalcolato.it/2017/09/pentolone-catalano-sta-esplodendo-capito-ora-cosa-servivano-terrorismo-paura-permanente.html
https://comedonchisciotte.org/il-pentolone-catalano-sta-esplodendo-capito-ora-a-cosa-servivano-terrorismo-e-paura-permanente/

MIGRAZIONE DI SOSTITUZIONE: IL PROGETTO CRIMINALE DELLE "NAZIONI UNITE"

Migrazione di sostituzione

DI SANPAP


Premessa: Il documento è liberamente tratto da: United Nations Secretariat, Population Division, Department of Economic and Social Affairs, Replacement Migration
Is It a Solution to Declining and Ageing Populations?
liberamente tratto in quanto il documento originario è più ampio: questo prende in esame solo la regione Europa e le nazioni Federazione russa, Francia, Germania, Italia, Regno unito
Inoltre – al fine di contenere la lunghezza del testo – frasi, paragrafi, passi sono stati espunti se ritenuti superflui ed il testo adattato. Di contro sono state aggiunte informazioni per chiarire e ampliare i contenuti del documento originario.
Queste informazioni sono state tratte da: United Nations, Population Division, World Population Prospects 2017
 


Nell’ambito del suo programma di lavoro ordinario, la Divisione Popolazione delle Nazioni Unite monitora continuamente la fertilità, la mortalità e le tendenze migratorie di tutti i paesi del mondo, in quanto base per produrre le stime e le proiezioni ufficiali delle popolazioni delle Nazioni Unite. Tra le tendenze demografiche rilevate, due sono particolarmente importanti: diminuzione della popolazione e invecchiamento della popolazione.
Il presente studio affronta la questione se la “Migrazione sostitutiva” sia una possibile soluzione ai problemi derivanti da un Tasso di fertilità al di sotto del Valore di sostituzione pari a 2,1 figli.
Per condurre lo studio sono stati scelti sei paesi europei – Federazione Russa, Francia Germania, Italia, Regno Unito – e l’Europa stessa accomunati da un Tasso di fertilità al di sotto del valore di sostituzione.
 

 
Il processo d’invecchiamento della popolazione è causato dalla diminuzione della fertilità e dalla crescita della longevità.
Poiché i livelli di fertilità e mortalità sono diminuiti nella maggior parte delle popolazioni, l’invecchiamento della popolazione è un processo praticamente globale.
 

 
Dove la fertilità è scesa a livelli particolarmente bassi l’invecchiamento delle popolazioni sta raggiungendo proporzioni allarmanti: le morti superano le nascite, con un conseguente invecchiamento della popolazione in età lavorativa (15-64 anni).
 

 
Nella misura in cui i soggetti in età lavorativa (15-64 anni) possono essere considerati come sostegno della popolazione più anziana (65 anni o più), il rapporto tra i due, cioè il “PSR – Rapporto Potenziale di Sostegno” ci fornisce il numero di persone in età lavorativa necessarie per sostenere una persona anziana; ad es. in Italia nel 2000 una persona anziana poteva contare sul sostegno da parte di 3,73 lavoratori; nel 2050 potrà contare mediamente su 1,52 lavoratori; stime pessimistiche riducono a 1,34 tale numero, stime ottimiste lo portano a 1,75; comunque sia il numero di lavoratori di sostegno sarà approssimativamente dimezzato.
Proviamo a porci alcune domande: possiamo modificare la fertilità e la mortalità in modo tale da modificare a nostro favore i risultati ottenuti ? Di che entità dovrebbero essere le modifiche ?
Qualora non fosse possibile invertire i risultati mediante la fertilità e la mortalità, la migrazione internazionale potrebbe farlo ? E di quanti migranti avremmo bisogno ?
Per quanto riguarda la mortalità, per invertire i risultati ottenuti dovrebbe aumentare, ossia i governi dovrebbero intraprendere politiche che aumentino la mortalità, ipotesi non praticabile.
[NdT. Ma non disperiamo, la finestra di Overton sull’eutanasia è posizionata su Radicale e lentamente si sta muovendo verso Accettabile: dopo eutanasia per invalidati gravi ha fatto capolino l’eutanasia per depressi]
La fertilità è attualmente a livelli bassi in molti paesi, mediamente in Europa è di 1,5 bambini per donna, ben al di sotto del livello dei 2,1 bambini per donna che assicurerebbe la sostituzione della generazione dei genitori. Potrebbe tornare a crescere, ma pochi credono sia sufficiente, nel prossimo futuro, a raggiungere il livello di sostituzione.
[NdT. Nei grafici seguenti posti a sinistra, è riportato, fino al 2017, l’andamento rilevato della popolazione, curva blu; a partire dal 2017 le curve diventano tre – rossa, blu, verde – si tratta di dati stimati, di previsioni; la curva blu rappresenta le stime medie, quella rossa le stime “ottimistiche”, quella verde le stime “pessimistiche”; queste ultime due, via via che ci si sposta verso il 2050, si allontanano sempre di più dalla curva blu a causa dell’incertezza propria delle previsioni.
I grafici posti a destra sono simili ai precedenti e riguardano il tasso di fertilità; rilevato prima del 2017, stimato poi; qui le curve relative alle stime diventano 5, ma il loro significato è analogo a quello visto per le stime nei grafici della popolazione; l’uso di 5 curve piuttosto che 3 dipende dall’accuratezza che l’autore ha voluto adottare (i due gruppi di grafici non provengono dalla stessa fonte); le due curve più esterne –punteggiate– individuano aree precise al 90%, le successive due –tratteggiate–  aree precise all’80%, ossia se facessimo 100 stime 90 sarebbero comprese all’interno dell’area individuata dalle curve punteggiate, di queste 80 in quella delle curve tratteggiate
La linea verde, posta a 2,1, rappresenta il Tasso di sostituzione; al di sotto di questo valore la popolazione decresce, al di sopra cresce] 
 






[NdT. L’ultimo grafico relativamente all’Europa è differente dagli omologhi delle Nazioni; la fonte dei grafici “United NationsDESA / Population Division – World Population Prospects 2017” non ha fornito il grafico aggregato per l’Europa e l’ho sostituito con quello che lo approssima meglio, mancano solo le proiezioni per livello di attendibilità]



Da questa tabella risulta evidente che neanche il Tasso di fertilità è in grado di contenere la contrazione della popolazione e il suo invecchiamento, fatta eccezione per la Francia e forse, le probabilità sono basse, per la Federazione Russa a partire dal 2030 circa.
Apparentemente non rimane che l’immigrazione.

Esaminiamo 5 modelli di immigrazione al fine di individuare quale ci porti ad un Rapporto Potenziale di Sostegno maggiore o uguale a 3,00, valore ritenuto ottimale.

Scenario I. Proiezione degli andamenti della popolazione che si sono verificati nel periodo 2000 – 2017, a netto degli immigrati.




Mentre nel 2000 tutti i soggetti in esame potevano contare su robusto Rapporto Potenziale di Sostegno, nel 2050 il Rapporto Potenziale di Sostegno si è praticamente dimezzato per tutti.


Scenario II. Proiezione degli andamenti della popolazione che si sono verificati nel periodo 2000 – 2017, compresi gli immigrati.



Come nello scenario precedente, l’immigrazione non ha risolto il problema.


Scenario III. Immigrazione tale che la popolazione totale rimanga costante



Neanche l’immigrazione ipotizzata in questo scenario permette di raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti


Scenario IV. Immigrazione tale che la popolazione in età lavorativa (da 15 a 64 anni) rimanga costante



Con l’immigrazione ipotizzata in questo scenario solo la Russia raggiunge l’obiettivo che ci siamo posti.


 Scenario V. Immigrazione tale che il rapporto tra la popolazione in età lavorativa (da 15 a 64 anni) e la popolazione con età superiore ai 65 anni rimanga costante




Con l’immigrazione ipotizzata in questo scenario tutti i soggetti raggiungono l’obiettivo che ci siamo posti.
Non ci rimane che presentare in una tabella riassuntiva il numero di immigranti che le singole nazioni e l’Europa dovranno accogliere entro il 2050



Lo Scenario V ci dice che l’Italia, tra il 2000-2050, dovrà accogliere 35.088.000 immigrati.

La loro distribuzione per sesso e fasce d’età sarà


Naturalmente si possono pensare anche altri scenari, ad es. mantenere costante la struttura dei lavoratori, ma porta a dei risultati talmente catastrofici, 119.684.000 di immigrati, che non vale neanche la pena prenderlo in considerazione.

 [Ndt.  Commenti nella prossima puntata.  Per il momento mi permetto di dire che puntare sull’immigrazione non mi sembra una gran risoluzione, creerà un numero di problemi superiore a quelli che risolverà]
 
SanPap

FONTE: https://comedonchisciotte.org/migrazione-di-sostituzione/

mercoledì 20 settembre 2017

72 ANNI SENZA GIUSTIZIA



 
COSA E' SUCCESSO A ROVETTA (BG)
IL 28 APRILE 1945 ?
 
le mascotte della Legione 


VISITA IL SITO :

http://comitatoonoranzecadutidirovetta.blogspot.it/
 
 ROVETTA 28 APRILE 1945.
 STORIA DI UNA STRAGE
“con l’avvicinarsi della primavera, il 28 aprile di ogni anno, sull’ imbrunire, dalla strada che scende dal Passo della Presolana, raffiche di vento strisciano tra le case poste sotto la montagna, rumoreggiando sulle pietre della via come un passo chiodato; sembra un passo cadenzato: è il marciare dei Ragazzi della Tagliamento, quando di pattuglia, scendevano a valle cantando“…per voi ragazze belle della via che avete il volto della primavera, per voi che siete tutta poesia e sorridete alla camicia nera…”

Si! è il cantare dei Legionari trucidati a Rovetta, che tornati in quella vallata, risalgono sulla Presolana, dove ogni notte sono di pattuglia; cantano, marciano e, mentre attendono giustizia, si chiedono e chiedono "PERCHE’ ?"
(tratto dal libro "ONORE–Una strage; perché? Rovetta 28 aprile 1945" a cura di Giuliano Fiorani)

AI 43 MILITI DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO TRUCIDATI INERMI

IN ROVETTA IL 28 APRILE 1945

E NEL RICORDO DI TUTTI I CADUTI PER L’ONORE

ANDRISANO Fernando, anni 22
AVERSA Antonio, anni 19
BALSAMO Vincenzo, anni 17
BANCI Carlo, anni 15
BETTINESCHI Fiorino, anni 18
BULGARELLI Alfredo, anni 18
CARSANIGA Bartolomeo Valerio, anni 21
CAVAGNA Carlo, anni 19
CRISTINI Fernando anni 21
DELL'ARMI Silvano, anni 16
DILZENI Bruno, anni 20
FERLAN Romano, anni 18
FONTANA Antonino, anni 20
FONTANA Vincenzo, anni 18
FORESTI Giuseppe, anni 18
FRAIA Bruno, anni 19
GALLOZZI Ferruccio, anni 19
GAROFALO Francesco, anni 19
GERRA Giovanni, anni 18
GIORGI Mario, anni 16
GRIPPAUDO Balilla, anni 20
LAGNA Franco, anni 17
MARINO Enrico, anni 20
MANCINI Giuseppe, anni 20
MARTINELLI Giovanni, anni 20
PANZANELLI Roberto, anni 22
PENNACCHIO Stefano, anni 18
PIELUCCI Mario, anni 17
PIOVATICCI Guido, anni 17
PIZZITUTTI Alfredo, anni 17
PORCARELLI Alvaro, anni 20
RAMPINI Vittorio, anni 19
RANDI Giuseppe, anni 18
RANDI Mario, anni 16
RASI Sergio, anni 17
SOLARI Ettore, anni 20
TAFFORELLI Bruno, anni 21
TERRANERA Italo, anni 19
UCCELLINI Pietro, anni 19
UMENA Luigi, anni 20
VILLA Carlo, anni 19
ZARELLI Aldo, anni 21
ZOLLI Franco, anni 16

la Lapide al Cimitero di Rovetta dove furono uccisi

 

Tratto da “Il senso segreto della strage di Rovetta”, di Leone Belotti
Ultimi giorni di Aprile del 1945, la guerra è finita. Nel fuggi fuggi generale, mentre tutti si imboscano o si travestono, al passo della Presolana, in val Seriana, tagliati fuori da tutti, ci sono 43 balilla che ancora tengono il presidio. 

Li comanda un sottotenente di 22 anni, l’età media è di 17 anni, i più giovani non hanno ancora 15 anni. Studenti, si erano arruolati dopo la fuga del re, per salvare l’onore della patria. Nati e cresciuti nella retorica fascista, non c’è da stupirsi che vogliano resistere in armi contro il resto del mondo, fino alla “bella morte”. 

Il Comitato di Liberazione ordina: cessare il fuoco, arrendersi, consegnare le armi, è fatta salva la vita. E’ il parroco a convincerli a scendere dai monti, a rassicurarli che la resa sarà onorevole. 

Giunti a Rovetta vengono presi in consegna dai partigiani, e dopo due giorni di prigionia quasi familiare (alcuni erano fidanzati con ragazze del posto) la notte del 27 accade qualcosa di poco chiaro, compaiono figure misteriose, agenti segreti, auto lussuose: all’alba del 28 Aprile i 43 balilla vengono picchiati, spogliati e condotti dietro il cimitero, dove vengono fucilati (mitragliati), a gruppi di cinque, e sepolti sommariamente. 

Questo episodio, noto (non troppo) come “la strage di Rovetta” è la prima macchia dell’Italia nata dalla Resistenza. Chi diede l’ordine di fucilare prigionieri che si erano arresi conformemente agli ordini del Comitato di Liberazione? 

Per quale ragion di stato 43 ragazzini che non erano stati responsabili di violenze, come testimoniato da uno dei capi partigiani, sono stati trucidati a sangue freddo? 

Un processo farsa nel dopoguerra ha chiuso la questione (l’esecuzione fu considerata come “azione di guerra”, e dunque non punibile, grazie a un apposito decreto). 

Gli esecutori materiali, processati e assolti, portano i cognomi più diffusi della zona, chiunque in Val Seriana conosce un sacco di gente con quei cognomi, Savoldelli, Zanoletti, Balduzzi, Percassi, amici, clienti, soci, collaboratori, gente con cui lavori. Gli ho detto: chiedi ai tuoi, agli zii, ai nonni: dim ergot! Niente. Nessuno sa niente, nessuno dice niente. Curioso come un bergamasco possa somigliare a un calabrese, in certi silenzi. Una pagina rimossa. E che pagina! L’innesco della mattanza! 

Il giorno dopo la strage, il 29 Aprile 1945, l’Unità scriveva: “La peste fascista deve essere annientata. Con risolutezza giacobina il coltello deve essere affondato nella piaga, tutto il marcio deve essere tagliato. Non è l’ora questa di abbandonarsi a indulgenze che sarebbero tradimento della causa…” E’ il famoso articolo Pietà l’è morta. Firmato: Giorgio Amendola, cioè uno dei “padri della patria”. 

Amendola si riferiva a piazzale Loreto, ma come non leggere in queste parole un’apologia alla pulizia etnica? 

Il macello di piazzale Loreto non bastava, qualcuno ha voluto e ordinato un bagno di sangue generale, nazionale, e occorreva un esempio immediato, ecco la strage di Rovetta: l’appello de l’Unità dunque significa “fate come a Rovetta”, trucidate pure chiunque abbia una camicia nera. A rigore: almeno il 90% degi italiani. 

Ma proprio nel corso di quella notte, gli italiani, ormai ginnasti esperti del consenso, si “liberarono”, e divennero tutti antifascisti convinti, e anche assetati di sangue. Nel corso del successivo mese di Maggio, furono uccise oltre 40.000 persone a sangue freddo, senza distinzione, civili, donne, bambini, anziani, per strada, in piazza, in casa, ovunque, per lo più vendette private su persone comuni, con l’alibi di “annientare la peste fascista”, mentre i gerarchi e i servi del regime si riciclavano in parlamento, nei ministeri, nelle aziende e nelle case editrici. 

Dobbiamo capire che dietro la cornice della “Liberazione” c’è un bagno di sangue attuato per occultare la magia del gattopardo, il trasformismo delle elites (non il ricambio). 

Cose che un’intera generazione ha visto ma taciuto alla generazione successiva, la mia, la nostra, per cinquant’anni, fino anni Novanta, cioè dopo il crollo del comunismo, quando giornalisti, storici ed editori hanno preso coraggio (!) e aperto gli archivi dell’orrore. 

Torniamo a Rovetta. Nella formazione partigiana responsabile della strage c’erano personaggi noti della resistenza bergamasca, e anche una figura misteriosa, il Mohicano, che si è poi rivelato essere un agente dei servizi segreti inglesi, il cui anonimato è stato usato fino ai giorni nostri come pretesto/alibi per non dire la verità proprio da parte di coloro che erano incaricati di fare luce (L’istituto storico della resistenza). 

Non ci vuole Einstein per capire che se hai un problema non puoi chiedere di risolverlo a chi ci ha basato sopra la sua esistenza (a meno che si abbia a che fare con grandi uomini, se Einstein mi permette la precisazione, a mio parere dovuta, per quanto sperimentalmente improbabile). 

Oggi possiamo dire questo: se a livello nazionale ci hanno mentito per quasi 50 anni, a livello locale, sui fatti di Rovetta, siamo già a 70. Perché? Chi c’è dietro, cosa c’è sotto questo segreto di stato? Chi diede l’ordine? 

Cose pesanti da digerire per chi è stato allevato nel mito della resistenza e dell’antifascismo. Alle medie ci portavano in gita scolastica a Marzabotto, alle fosse Ardeatine, sapevamo tutto di quei fatti, ma di Rovetta, dove si andava in villeggiatura, non si sapeva niente. 

Ma non vorrai paragonare… Si invece, paragoniamo, la barbarie è barbarie. 

Sarebbe bello e giusto che finalmente saltasse fuori qualcuno di quelli che a Rovetta (non a Kabul) da 70 anni sanno e tacciono, anche un figlio, un nipote, e ci raccontasse come è andata. A cosa mi serve un prestigioso Istituto Storico della Resistenza e un simpatico Museo Storico della Città se dopo 70 anni non mi hanno ancora spiegato il fatto storico più rilevante accaduto qui dove sono nato e cresciuto, dove vivo e lavoro? 

Leggere le carte del processo, con tutti gli omissis e i non ricordo-non so, con le raffinatezze acrobatiche del diritto per assolvere tutti, mette i birividi, perché riconosci la matrice di quella lunga serie di processi farsa che caratterizzerà la storia stragista d’Italia negli anni a seguire e fino ai giorni nostri. 

Una grande delusione, una grande rabbia. Aver studiato storia per vent’anni, aver creduto a quei miti, per poi scoprire verità allucinanti, armadi nascosti, scheletri su scheletri. 

Il senso, la verità di Rovetta è ancora segreta. Chi diede l’ordine della strage? 

Nel 1997, quando la Regina d’Inghilterra ha tolto il segreto di stato dagli archivi del SOE, il secret service inglese che agiva in italia e nei balcani a “supporto” dei partigiani, gli storici hanno iniziato a studiare i documenti, e il quadro che ne esce ci dovrebbe portare a riscrivere alcune pagine di storia della resistenza. In primis quella della strage di Rovetta. Non ho il coraggio di rendere pubblico il sospetto, la possibilità che esce da queste carte. 

Mi rivolgo a chi sa. Cos’hai, cos’avete da perdere? Quale era la cifra pagata? Chi era l’eminenza grigia arrivata con un’automobile lussuosa a dare l’ordine della strage, proveniente da Bergamo? 

Non è mai troppo tardi per queste cose. 




 
Tomba al Verano - Roma

 

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martedì 19 settembre 2017

Come risolvere la crisi in soli 100 giorni

Partecipazione e condivisione di idee

DI FABIO CONDITI

Molti mi chiedono : “Cosa faresti per uscire dalla crisi se tu fossi al Governo ?”.
 
Bella domanda, perché è facile parlare di soluzioni finchè sai che non sarai tu a doverle attuare, altra cosa è essere lì ed avere la responsabilità della vita di 60 milioni di persone. Noi italiani.
Tutti sanno che il problema dell’attuale crisi economica è la mancanza di soldi nell’economia reale, ma nessuno lo dice.
Tutto il resto sono solo chiacchiere e distintivo.
Ci dicono sempre che le cause sono la corruzione, l’evasione fiscale, il debito pubblico, gli sprechi, l’automatizzazione, la globalizzazione, ma noi sappiamo che non sono il problema principale. Ci distraggono in continuazione con discussioni su temi diversi come i vaccini, l’immigrazione, i cambiamenti climatici, gli attentati terroristici, gli stupri e qualsiasi altra cosa riesca a distogliere la nostra attenzione dall’unico e vero problema.
La crisi economica deriva dalla mancanza di soldi nell’economia reale.
Ma i problemi dovrebbero essere la scarsità di risorse umane e materiali, certamente non i soldi che si possono creare e vengono anche oggi creati in grandi quantità e senza alcun limite. Solo che finiscono nelle mani di pochi privilegiati, che si arricchiscono a scapito di tutti gli altri.
Siamo una delle nazioni al mondo più ricche di risorse materiali, con un patrimonio artistico, culturale ed ambientale che tutti ci invidiano, ma soprattutto abbiamo risorse umane di qualità, perché abbiamo cultura, capacità, genio ed inventiva come nessun altra popolazione al mondo.
Tuttavia, siamo incapaci di trovare l’unica risorsa che può essere creata dal nulla senza alcun problema : i soldi.
Supponiamo che ci sia un Governo illuminato che voglia seguire la nostra strada, questi dovrebbero essere gli interventi legislativi nei primi cento giorni :
 
Simbolo dei SIRE
 
1) Istituire una moneta fiscale elettronica chiamata SIRE, che gira su un circuito fiscale indipendente dalle banche, che fa capo al Ministero dell’Economia e delle Finanze. Stampare anche biglietti di Stato in SIRE e monete metalliche da 5 e 10 euro in SIRE. Essendo materia fiscale, né la BCE  né l’UE non possono dire niente; l’importante è che siano ad accettazione volontaria ed utilizzabili per pagare le tasse. Per approfondimenti >>> QUI
2) Lo Stato diventa istituto di moneta elettronica come prevede l’art.114bis del TUB, per cui con la stessa carta di credito fiscale posso anche effettuare pagamenti in euro, magari con tecnologia blockchain.
3) Riprendere il pieno controllo della Banca d’Italia da parte dello Stato, procedendo al rinnovo delle cariche direttive e riacquistando le quote di partecipazione attualmente detenute da privati, per rispettare quanto previsto dall’art.47 della nostra Costituzione.
4) Procedere al consolidamento dei titoli di debito pubblico dello Stato attualmente detenuto da Banca d’Italia, circa per 400 mld di euro, in modo che il famigerato rapporto Debito/PIL possa scendere vicino al 100%.
5) Creare un sistema di banche pubbliche sul modello tedesco, nazionalizzando ed acquisendo il controllo di quelle in difficoltà, trasferendo tutte le sofferenze che gravano sul settore bancario presso la Banca d’Italia.
6) Disporre il pagamento immediato di tutti i debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle aziende private e finanziare, con denaro creato direttamente dallo Stato, il sostegno ai cittadini in difficoltà, la ricostruzione del terremoto, gli investimenti produttivi ed innescare lo sviluppo economico in tutti i settori strategici dell’economia reale.
Mentre diventano operativi questi n.6 punti, viene contemporaneamente inoltrata al Parlamento Europeo ed alla Corte di Giustizia Europea, una denuncia per il mancato rispetto dei Trattati da parte della BCE e della Commissione Europea, citando nello specifico gli obiettivi dell’art.3 del TUE e dell’art.127 del TFUE, oltre a tutte le altre norme a favore degli Stati che non sono state rispettate : l’accusa è di aver adottato politiche monetarie solo a favore di banche e mercati finanziari, mentre i Trattati hanno ben altri obiettivi.
Nell’eventualità la BCE adottasse provvedimenti di blocco del sistema bancario, tenere pronto un decreto legge con il quale trasformare il sistema “fiscale” SIRE già utilizzato negli scambi, in un sistema monetario vero e proprio, dichiarandone la validità a corso legale e l’accettazione obbligatoria.
 
Incontro a Roma il 9 ottobre 2017 su sovranità monetaria
 
In questo caso si usce dall’euro, ma senza traumi e con un sistema monetario pronto e già funzionante.
Parleremo di questo e di molto altro a Roma il 9 ottobre 2017, presso il VII Municipio in un incontro pubblico con Nino Galloni e Paolo Tintori. Siete tutti invitati.
Perchè se vogliamo davvero un cambiamento radicale e profondo delle politiche economiche e monetarie, dobbiamo aumentare la consapevolezza di tutti su questi temi fondamentali ed essere capaci di immaginare un sistema diverso, altrimenti saremo noi stessi un freno al cambiamento.
Ho anche realizzato n.6 video brevissimi e chiari, che potete trovare sul mio profilo pubblico su Facebook da condividere con i vostri amici >>> QUI.
Questo è il primo :

 
Fabio Conditi           Logo di Moneta Positiva
 
Presidente dell’Associazione Moneta Positiva
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Fonte: www.comedonchisciotte.org
https://comedonchisciotte.org/come-risolvere-la-crisi-in-soli-100-giorni/