giovedì 19 ottobre 2017

REMO CASAGRANDE, PRESENTE !


Due anni fa ci lasciava Remo Casagrande,
 Camerata Esemplare e Coraggioso
 
La Comunità di Avanguardia Nazionale
 abbruna la sua bandiera

 

mercoledì 18 ottobre 2017

ONORE E GLORIA, GENERALE !

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Il generale Issam Zahreddine ha raggiunto il martirio.

 Il convoglio sul quale viaggiava è saltato su una mina durante una operazione militare a Saqr Island (Deir Ez Zor) contro l'Isis.




 
ONORE
LEONE DELL'EUFRATE. 
 PRESENTE!
 

Il caso Weinstein: le ricattate e il ricattatore ... e il F... Power


   di Massimo Fini
 
Quante volte ci ho provato con una ragazza o una donna nella mia vita?
 Infinite. Quante volte sono andato ‘in bianco’? Moltissime.
Quante volte mi è riuscito il colpo? Parecchie. Devo per questo essere considerato un molestatore sessuale seriale? Quante volte ho chiesto a un amico: “senti, mi presenteresti quella ragazza, che mi piace?”. Deve, per questo, costui essere bollato come una sorta di prosseneta, un Lele Mora in miniatura?
Alla radice della questione delle molestie sessuali –tralasciando per il momento il ‘caso Weinstein’ dove centrale è la questione del potere- c’è il fatto che, per ragioni biologiche e antropologiche, poi diventate culturali, è all’uomo che, in linea di massima, spetta l’iniziativa. Perché checché se ne pensi, e lui stesso si vanti, l’uomo non è sempre pronto per il sesso. Nemmeno la donna lo è, ma la sua scarsa predisposizione ha effetti meno drastici della defaillance del maschio che rende tecnicamente impossibile la penetrazione. L’uomo è cacciatore proprio perché non sempre ha il colpo in canna. Ecco perché tocca a lui aprire la partita mentre il compito di lei è di farsi inseguire . C’è perciò sempre un momento in cui lui deve fare necessariamente un atto intrusivo nella sfera personale e latus sensu sessuale di lei: una carezza sui capelli (che, come pensano giustamente i musulmani, non sono affatto innocenti dal punto di vista erotico) tentare di attrarla a sé, cercare di strapparle un bacio. Se ha equivocato sulla disponibilità di lei si beccherà un diniego. Peraltro un tempo le donne, se non volevano starci, sapevano benissimo come fartelo capire. Il linguaggio sessuale, erotico, amoroso ha i suoi codici, anche abbastanza precisi, ma rientrano nell’inespresso, nel non detto, fanno appello alla sensibilità di ciascuno, non possono appartenere all’esplicito e ancor meno al giuridico. Quando ero ragazzo se nel ballo (“il ballo del mattone” come cantava Rita Pavone) lei ti metteva un braccio sul petto voleva dire che era meglio lasciar perdere, se ti poggiava la mano sulla spalla era un segno neutro, se ti metteva le braccia al collo e si lasciava stringere non le dispiacevi, il che non significava ancora nulla se non che eri autorizzato a fare la mossa successiva. A complicare le cose c’è poi l’eterna ambiguità della donna, che è ciò che ci attrae in lei ed è, insieme, l’origine della nostra difficoltà a comprenderla, sia nella schermaglia erotica che in ogni altro campo (peraltro una che si offra spudoratamente, come accade a volte oggi a differenza di un recente ieri, fa cadere ogni libido perché elimina il grande gioco della seduzione). Perché i suoi primi no possono essere di pura parata e nascondere un sostanziale . Una certa insistenza è quindi comprensibile. Insomma capire fino a che punto ci si può spingere è una questione di reciproca sensibilità. Allo stesso modo i possono capovolgersi improvvisamente in un no. Come è stato nel caso di Mike Tyson e Popi Saracino, entrambi condannati a vari anni di galera perché lei, all’ultimo momento, si era negata.
E veniamo al caso di Harvey Weinstein, importante produttore di Hollywood. Il suo è un caso tipico di abuso di potere, ma una donna maggiorenne, adulta, sa, o dovrebbe sapere, cosa fa quando concede i propri favori sessuali, magari controvoglia, in cambio di promesse, mantenute o no, di carriera: si prostituisce. Non ci sarebbero corruttori, nel sesso come in politica, se non ci fosse chi è disposto a farsi corrompere.
 E qui si innesta un’altra questione, che è generale e va ben oltre lo strampalato e apparentemente dorato mondo di Hollywood: quella che nel mio Di(zion)ario erotico ho chiamato –e spero che i lettori mi passino la crudezza del termine- il Fica Power.
Com’è fuori discussione che ci sono uomini di potere che ne abusano per portarsi a letto delle belle ragazze sostanzialmente, anche se subdolamente, ricattandole, è altrettanto fuori discussione che ci sono parecchie donne che utilizzano il proprio sesso per avere scorciatoie di carriera, all’interno delle aziende e altrove. Invece di indignarsi quando si parla di Fica Power le femministe o comunque i tanti teorici delle pari opportunità dovrebbero prestare a questo aspetto qualche attenzione, perché questo atteggiamento lede innanzitutto i diritti e le aspettative di quelle donne che sul posto di lavoro si comportano con correttezza. E’ la mortificazione della tanto decantata meritocrazia. Ma questo non si può dire. E’ tabù. Viene considerata un’intollerabile offesa all’immagine della donna che è ridiventata, come nell’Ottocento ma per motivi diversi, un essere angelicato, depurato di ogni bruttura morale. Si batte quindi sempre e solo il tasto del potere di ricatto maschile sul luogo di lavoro. Che c’è, naturalmente, ma è più limitato, se non altro perché può essere esercitato solo dall’alto in basso ed è verificabile, mentre il Fica Power è diretto a tutto campo e praticamente indimostrabile.
Inoltre se è vero che l’uomo di potere può facilmente usarlo per ricattare è anche vero che può essere altrettanto facilmente ricattabile e fare la fine dell’incolpevole Strauss-Khan. Un banchiere americano ha confessato che piuttosto che salire in ascensore con una donna sola (in cento piani può accadere di tutto) preferisce aspettare il giro successivo.
L’alternativa è la verbalizzazione. Possibilmente scritta e certificata. Negli Stati Uniti circolano moduli in cui i due mettono nero su bianco la loro intenzione di fare sesso e la donna, a scanso di equivoci, dichiara anche fino a che punto è disposta a spingersi.
Se andiamo avanti di questo passo i rapporti fra i sessi, già difficili in una società solo in apparenza libera, in realtà sessuofobica, puritana, sempre più simile al matriarcato americano, diventeranno impossibili.
Se bisogna verbalizzare, certificare, sottoscrivere, beh allora è meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.
Massimo Fini
 
 
 
 
 

IL TRENO PORTA SFIGA


Pd, partito il treno di Renzi. Nel 2001 portò male a Rutelli
 
 
 
Dalla stazione Tiburtina è partito il treno del Pd "Destinazione Italia".
 
Che in passato non ha portato bene alla sinistra (vedi Rutelli nel 2001).


 Dalla stazione Tiburtina di Roma è partito il treno del Pd "Destinazione Italia". A bordo, insieme al segretario Matteo Renzi, ci sono Graziano Delrio, Matteo Richetti, Ettore Rosato e Nicola Zingaretti. Si tratta di un "Freccia bianca", cinque vagoni decorati con i colori democratici. Queste le prime fermate: Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto e Fano. Prima di partire Renzi ha scritto su Instagram: "Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell'Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi".
Nella sua e-news alla vigilia della partenza Renzi ha scritto: "Ascolteremo più che parlare. E ascolteremo sul serio, senza i soliti palchi che spesso hanno caratterizzato le nostre iniziative, ma andando nelle aziende, nei centri di accoglienza per minori, nelle realtà del volontariato, nei luoghi dell'associazionismo e della cultura. Il treno sarà aperto alle discussioni e accompagnerà esperienze diverse, a cominciare dal viceministro Bellanova che si confronterà con gli operai della Perugina, in lotta per difendere il posto di lavoro. Toccheremo i luoghi del terremoto, partendo dal Lazio, dall'Umbria, dalle Marche e dall'Abruzzo. E fino a sabato ci immergeremo in un viaggio vero, in mezzo alla gente vera".
"Un percorso tosto - ha detto Renzi - un viaggio semplice e tranquillo, molto umile per andare ad ascoltare. Si parla di voto utile, io credo nel voto umile. Non è campagna elettorale ma campagna di ascolto, con il desiderio di imparare. Saranno degli appunti di viaggio, una presa di appunti per la campagna elettorale che farà poca notizia perché questo è un viaggio lontano dal chiacchiericcio quotidiano".

Il treno di Rutelli nel 2001

Nella campagna elettorale per le Politiche del 2001 Francesco Rutelli si spostò in treno lungo tutto lo Stivale, per 35 giorni in tutto. Poco più di un mese toccando decine di città: "Una traversata emozionante che mi ha dato la forza e che mi ha dato la carica per la campagna elettorale", raccontò Rutelli. Che poi aggiunse sicuro: "Vinceremo, perché ci credo".
 Le cose, però, quella volta andarono diversamente.

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/politica/pd-partito-treno-renzi-nel-2001-rutelli-port-male-1453386.html

martedì 17 ottobre 2017

28 OTTOBRE 2017 - ROMA

 
PRESENTE
ai Martiri della Rivoluzione Fascista
 
28 OTTOBRE
ore 11:00
Cimitero del Verano
ROMA

Il 28 Ottobre
la Comunità di Avanguardia
si troverà alle ore 11:00
al Cimitero Monumentale del Verano per
Commemorare i Martiri della Rivoluzione Fascista del 1922
davanti la Cappella a Loro dedicata.
Un momento di Ricordo e condivisione
 
 
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