lunedì 24 luglio 2017

PER REDIMERSI BISOGNA SOFFRIRE (B. MUSSOLINI)

 
 
QUELLE PAROLE PROFETICHE
DI 74 ANNI FA
 
"...Per redimersi bisogna soffrire.
Bisogna che i milioni e milioni di italiani di oggi e di domani vedano,sentano nella loro carni e nella loro anima che cosa significa la disfatta e il disonore,che cosa vuol dire perdere l'indipendenza,che cosa vuol dire da soggetto diventare oggetto della politica altrui,che cosa vuol dire essere completamente disarmati;
bisogna bere nell'amaro calice della feccia.
Solo toccando il fondo si può risalire verso le stelle.Solo l'esasperazione di essere troppo umiliati darà agli italiani la forza della riscossa..."
(Benito Mussolini, nel corso della sua prigionia
 a La Maddalena(7 agosto - 27 agosto 1943))

Una massa enorme di migranti attende l’imbarco sulle coste della Libia



di  Luciano Lago
Il ministro francese degli Interni, Gerard Collomb,  ha stimato che siano circa 800.ooo i migranti sulle coste della Libia in attesa di imbarcarsi per venire in Europa. Un business enorme per i trafficanti e per le mafie che speculano sul fenomeno. Lo stesso ministro ha sottolineato la nessita’ di indirizzare una comunicazione verso i paesi da cui proviene l’ondata migratoria per smentire le menzogne diffuse dai trafficanti per convincere i migranti a partire per l’Europa.
“La comunucazione per i migranti nei paesi di partenza e di transito è essenziale per mettere in questione le bugie dei trafficanti di esseri umani”, ha dichiarato Collomb in una intervista pubblicata dal giornale “Quest France”. Vedi: Quest France

Difficile tuttavia smentire la notizia diffusasi a macchia d’olio in tutta l’ Africa circa il fatto che ci sia un paese in Europa, l’Italia,  che mantiene sempre aperti i suoi porti ed accoglie tutti i migranti senza distinzione, fornendo loro vitto, alloggio, assistenza medica, abbigliamento e persino schede telefoniche,  oltre a qualche spicciolo per le piccole spese. L’attrattiva per tentare il viaggio ed imbarcarsi e’ troppo forte per sperare di convincere le masse africane a rinunciare al viaggio e rimanere nelle polverose strade delle citta’ africane.
Il ministro francese non ha nominato direttamente la forte opera di promozione dei viaggi che viene svolta dai promotori collegati alle ONG che si recano direttamente presso le comunità africane offrendo facilitazione e cofinanziamento dei viaggi verso la Libia con possibilità di buoni sconto per le famiglie intere che si vogliano imbarcare. Questo era anche il risultato di una indagine svolta già due anni fa circa dai servizi di intelligence dell’Austria e mai pubblicata dai media in Europa (argomento tabù) salvo poi venire confermata dai fatti ineludibili sul ruolo delle ONG nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e nei collegamenti con le varie  mafie.
Non era un mistero il fatto che esistesse  una estesa rete di attivisti e sostenitori  delle frontiere aperte che sono in buona parte finanziati dalla Open Society di Soros  e da ONG collegate a questa con varie funzioni ( Centre for Peace Studies, CCIF, Athena Institute, No Borders, Arcigay,  Alter-EU, ecc.),. tutte   organizzazioni con apparenti “finalità umanitarie” o democratiche, che dispongono di grandi mezzi finanziari e che in realtà  esercitano un potere immenso, come attestano i documenti diffusi da DCLeaks dai quali si evince  come George Soros sia non soltanto uno dei finanziatori e promotori dell’ondata migratoria ma sia anche in grado di far cadere governi e istigare guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari.
George Soros
Si tratta dell’enorme raccolta di documenti, libri bianchi, schede su stanziamenti e piani mediatici che dettagliano il sistema mediante il quale Soros e le sue ONG telecomandano governi e istituzioni finanziarie. È possibile trovare i documenti completi sul sitoDCLeaks, che descrivono come Soros e la sua rete di ONG “sfruttano a sangue milioni e milioni di persone solo per arricchirsi sulla loro pelle.
Avevamo noi stessi illustrato su questo sito (già oltre due anni fa)  quale fosse il ruolo delle ONG e le finalità dietro l’incentivazione del fenomeno migratorio ( vedi: Migrazioni di massa come arma geopolitica) ed avevamo cercato di spiegare come queste ONG esercitino un  enorme potere di influenza, come attestano i documenti  ultimamente diffusi da DCLeaks che dimostrano anche come lo speculatore miliardario George Soros sia in grado di far cadere governi e istigare guerre civili, così da poter realizzare enormi profitti finanziari. Vedi: George Soros Hacked, Over 2,500 Internal Docs Released Online
Nei nostri articoli  avevamo sostenuto che le migrazioni di massa sono utilizzate come arma strategica da parte delle centrali di potere dominante per scardinare e disarticolare l’assetto sociale dei paesi destinati ad essere assoggettati e omologati al nuovo ordine mondiale.
Su questo sito avevamo dato il nostro contributo per  stigmatizzare  come tutti i così detti “buonisti” che sospingono il fenomeno migratorio non siano a volte coscienti di prestarsi efficacemente al gioco dei dominanti e come questi rientrino nella vasta categoria degli “utili idioti” al servizio del grande capitale.

Per avere le giuste chiavi di lettura del fenomeno bisogna comprendere le ragioni strategiche per cui gli l’elite di potere USA ha progettato dal suo inizio la crisi migratoria attraverso la destabilizzazione di paesi (Medio Oriente ed Africa) e l’utilizzo delle loro pedine: gruppi islamisti, Turchia , Arabia Saudita e Qatar.
Si arriva alla constatazione di come l’immigrazione di massa venga utilizzata come arma geopolitica e strategica di disarticolazione delle comunità originarie di un territorio. Basti pensare agli esempi storici come l’emigrazione di massa degli ebrei dall’Europa verso la Palestina, allora colonia britannica. L’affluenza in massa della popolazione ebraica ebbe un effetto di destabilizzazione per la comunità palestinese originaria, che fu privata dei suoi diritti sulle proprie terre a seguito dell’arrivo in massa dei profughi ebrei da tutto il mondo.
Un ulteriore esempio più recente ci viene offerto circa quanto accaduto nella ex Jugoslavia alla fine degli anni ’90 con l’afflusso in massa dell’immigrazione albanese che ha giustificato in seguito la guerra e l’espulsione delle comunità serbe autoctone dalla zona del Kosowo.
Bisogna considerare che la politica di migrazione di massa verso l’Europa presenta due principali utilità per l’oligarchia economica mondialista: 1) come elemento di trasformazione etnica degli Stati (nel lungo termine) ; 2) come mano d’opera di riserva che sia utile per le multinazionali quale strumento di riduzione dei salari ed incremento dei profitti a medio e lungo termine . A queste finalità si aggiunge una terza più subdola che è quella dell’utilizzo dei nuovi migranti come nuove leve  arruolate per contrastare i movimenti sovranisti e patrioti, ma questa è una funzione successiva di cui avremo modi di scrivere.
Come abbiamo più volte sostenuto, bisogna comprendere che il principale obiettivo di lungo termine delle centrali mondialiste è quello di sostituire le identità nazionali e distruggere la cultura originaria che si oppone al mercato globale e che rivendica l’autonomia delle comunità locali, sostituirla con una massa indifferenziata di varie etnie e culture che risulti più facimente omologabile al sistema e che non abbia i mezzi culturali per opporsi alla catechizzazione del nuovo ordine.
In sostanza si tratta di un progetto di sostituzione di popoli messo in atto dalle centrali di potere dominante.
Per questo questo fine viene utilizata e diffusa attraverso il controllo dei media di tutta la “paccottaglia” ideologica propagandata per demolire tutte le istituzioni tradizionali, introdurre il relativismo culturale, distruggere la famiglia tradizionale e decostruire persino la cultura e la coscienza storica dei popoli.

Come sempre nella Storia, niente avviene per caso e soltanto gli ingenui o i disinformati possono pensare di assistere a fenomeni che si verificano in modo “spontaneo” e che non possono essere arginati da una precisa volontà di resistenza e di sopravvivenza dei popoli. Non sembra sia questo il caso dell’Italia dove l’inerzia, il lassismo e la rassegnazione permettono alla infame  classe politica venduta la facoltà di svendere il paese.

FONTE : http://www.controinformazione.info/una-massa-enorme-di-migranti-attende-limbarco-sulle-coste-della-libia/

sabato 22 luglio 2017

MEGLIO UN MORTO IN CASA, CHE UN PARTIGIANO ALL'USCIO

 

SOLO UN SOGGETTO AFFETTO DA DEMENZA- SENILE O MENO- PUO' PROFERIRE QUESTE PAROLE :

 "La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Consiglio Comunale attribuisce a personalità che meritano la gratitudine di una intera comunità. Mussolini non ha meriti verso la città di Pisa, né verso l’Italia, né verso l’umanità"
 

Il Comune di Pisa revoca cittadinanza onoraria a Mussolini

Il Consiglio comunale di Pisa ha revocato l'onoreficenza al capo del fascismo, concessa nel lontano 1924. Dopo un acceso dibattito in consiglio comunale è arrivata la votazione
Nella tarda serata di giovedì il Consiglio comunale di Pisa ha tolto la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa il 23 maggio 1924.
       
I lavori del consiglio, conclusisi intorno alle 22, hanno visto un acceso dibattito. A seguire i lavori, tra il pubblico, c'era anche il presidente dell’Anpi di Pisa, Bruno Possenti: "La cittadinanza onoraria è un riconoscimento che il Consiglio Comunale attribuisce a personalità che meritano la gratitudine di una intera comunità. Mussolini non ha meriti verso la città di Pisa, né verso l’Italia, né verso l’umanità. Quello di oggi è un atto politico di grande valore soprattutto in un momento in cui razzismo, xenofobia e apologia del ventennio sono presenti in maniera preoccupante nella nostra società. L’Anpi ringrazia il consigliere comunale Giovani Garzella (Pisa è, ndr) che ha portato questo provvedimento all’attenzione del Consiglio Comunale e quanti lo hanno sostenuto".
La proposta è passata anche coi voti favorevoli del sindaco Marco Filippeschi e del presidente del Consiglio Comunale, Ranieri Del Torto. Hanno votato contro i consiglieri Filippo Bedini e Maurizio Nerini, entrambi della lista "Noi Adesso Pisa -Fdi-An. Non hanno partecipato al voto Raffaele Latrofa (Pisa nel cuore), Riccardo Buscemi (Fi-Pdl) e Virginia Mancini (Fi-Pdl). Quest'ultima, capogruppo di Forza Italia, in una nota su Facebook aveva scritto: "Nessuno di noi può dimenticare gli errori o gli orrori del nazifascismo, nessuno di noi può giustificare un periodo buio e grondante di sangue italiano, nessuno può dimenticare gli orrori derivati dalle leggi razziali, peraltro molte delle quali promulgate proprio a Pisa, in San Rossore, nel 1938, quattordici anni dopo l'evento in discussione, nessuno dimentica uno stato di polizia oppressore degli oppositori, per contraltare si potrebbero addurre almeno cento cose positive del periodo fascista, facilmente consultabili ed elencabili (dall'istituzione dell'Inps, ai vaccini obbligatori, all'istruzione obbligatoria, al piano di case popolari etc), ma non è questo il punto, anche una sola persona che paga con la vita, oscura ovviamente, tutto il buono, anche una sola vita stroncata deve bastare ad ammainare per sempre i vessilli insanguinati".
 

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/comune-pisa-revoca-cittadinanza-onoraria-mussolini-1423200.html

LA “DEVITALIZZAZIONE” DEL DEBITO PUBBLICO

linea rossa e linea blu crescenti


La gestione del problema “debito pubblico” dipende in parte da quali strumenti monetari si intende adottare. Tuttavia, alcuni principi sono propedeutici alle soluzioni monetarie prescelte. Uno di questi riguarda la porzione di debito pubblico che è effettivamente rimborsabile.
Per rispondere a questa domanda occorre prima sgomberare il campo da equivoci e tracciare linee di condotta coerenti con la reale morfologia dell’attuale debito pubblico.

LE STRADE SBARRATE

La strada dell’anatocismo non è praticabile per almeno due ragioni. Anzitutto, è difficile stabilire una data di inizio del rapporto di debito, sebbene qualcuno identifichi nel divorzio tra Banca d’Italia e Tesoro del 1981 una data di riferimento significativa. In seconda battuta, il debito pubblico italiano si rinnova mediamente ogni 7 anni, quindi i creditori attuali rappresentano soltanto l’ultimo ciclo di emissione mentre i creditori passati hanno già incassato il profitto dato dall’anatocismo. Dunque, i contratti sui quali eventualmente contestare l’anatocismo sono in gran parte scaduti ed il diritto di rivalsa è ragionevolmente prescritto (qualche eccezione potrebbe derivare dal tentativo di invocare l’anatocismo ravvisando una continuità di rapporto temporale con alcune banche creditrici attualmente in essere, ma è complicato dato che alcune, prima del ’92, erano controllate dallo stesso Tesoro…).
La strada del debito detestabile o odioso è anch’essa impraticabile. A parte i rari precedenti storici che si sono verificati, per lo più connessi a violenti e radicali cambi di regime (come ad esempio il ripudio da parte dell’URSS dei debiti del regime zarista) parlare di debito detestabile vuol dire invocare un debito “reale”, tangibile, intervenuto tra due controparti indipendenti. In realtà, il debito pubblico italiano è stato contratto da una entità contigua nel tempo, il Tesoro, ed è in buona misura “fittizio” nel senso che in parte è stato contratto verso soggetti controllati (pre-1992) e/o è la conseguenza dei Trattati europei (vedi sotto). In tal senso, occorre fare attenzione al fatto che le accezioni “detestabile” ed “odioso” contraddistinguono categorie giuridiche, non etiche.

LA COMPOSIZIONE DEL DEBITO PUBBLICO ITALIANO

Sulla base dei dati elaborati da Banca d’Italia, a Dicembre 2016 il debito pubblico viene classificato come segue:
Creditore
Euro (Mio)
%
Banca d’Italia
272.514
12,3%
Banche residenti
635.525
28,7%
Banca Centrale Europea
199.612
9,0%
Assicurazioni e fondi residenti
458.268
20,7%
Famiglie e imprese residenti
124.925
5,6%
Soggetti non residenti
527.066
23,8%
TOTALE
2.217.910
100%
(dati a Dicembre 2016, fonte: Bollettini Banca d’Italia)
Al fine di esaminare linee di condotta praticabili, propongo di riclassificare i dati suddetti nelle seguenti tre principali categorie: Settore bancario europeo, soggetti residenti non bancari e soggetti non-residenti, tre categorie di debito omogenee rispetto ad alcuni parametri giuridico-economici di grande rilievo.
Creditore
Euro (Mio)
%
1. Settore bancario Euro
1.106.651
49,9%
2. Soggetti residenti non bancari
583.193
26,3%
3. Soggetti non residenti
527.066
23,8%
TOTALE
2.217.910
100%
Il settore bancario dell’Eurozona (categoria 1) detiene la metà del debito pubblico italiano. Si tratta del risultato inevitabile prodotto dall’art 123 TUE comma 1 che impedisce ai Governi di finanziarsi tramite ricorso diretto alla banca centrale. In altre parole, questo debito nasce a fronte di emissione di moneta fiat – creata dal nulla – che la banca centrale ha prestato alle banche commerciali affinché queste sottoscrivessero titoli del Tesoro.
A livello di settore bancario aggregato (BCE + Bankit + banche commerciali) possiamo affermare che la moneta impiegata per acquistare i titoli del debito italiano è in larga parte frutto di nuova emissione. Tale moneta avrebbe potuto essere immessa dal Tesoro sia direttamente con biglietti di Stato che tramite una Banca Centrale ad effettivo controllo pubblico (come era la Banca d’Italia in passato).
Questo spiega perché il debito pubblico può solo crescere nel tempo, e lo fa sia che l’economia sia in espansione (1981-2004) e sia che l’economia sia in recessione (2007-2017) (vedi grafico sotto). Una crescita costante in valore assoluto , rallentata solo dalle privatizzazioni degli anni ’90 quando fu svenduto oltre 100 miliardi di euro-equivalenti di patrimonio pubblico, tra banche e industria strategica (senza ragione..)
linea rossa e linea blu crescenti
grafico del debito e del pil italiano
Quanto al debito verso compagnie di assicurazione, fondi, famiglie ed imprese, sia residenti che non residenti (categorie 2 e 3), si tratta di sottoscrizioni di titoli di Stato con ottica di investimento o di gestione della tesoreria. La moneta impiegata in questo caso deriva dalla circolazione secondaria e quindi ha causato al creditore effettive riduzioni del proprio attivo, cioè reali esborsi di cassa pre-esistente all’investimento in titoli del debito italiano (prevenendo una possibile eccezione, chiarisco che ciò è vero anche nel caso, ad esempio, di compagnie di assicurazione che si fossero indebitate per acquistare titoli italiani. Infatti, anche se il debito deriva da moneta scritturale creata dal sistema bancario, la compagnia di assicurazione ha registrato tale moneta come cassa tra i propri attivi prima di impiegarla per investimenti in titoli di Stato – diversamente da quanto fanno le banche – dunque è un vero e proprio investimento monetario).
Dunque, come possiamo gestire il debito pubblico?

LA GESTIONE DEL DEBITO VERSO IL SETTORE EURO-BANCARIO

Per quanto attiene al debito detenuto dal settore bancario dell’Eurozona (categoria 1), questo non è in alcun caso rimborsabile. Manca il presupposto economico prima ancora di quello giuridico. Dal punto di vista economico, infatti, rimborsare questo debito vorrebbe dire annullare una operazione di pura creazione di moneta dal nulla. Sarebbe come ritirare i biglietti di una partita di Monopoli al termine della partita, ma la nostra “partita” non è affatto terminata! In tal senso, il fiscal compact produce esattamente l’effetto di drenare liquidità netta dal sistema ed è altamente recessivo quindi del tutto impraticabile.
Prescindendo per un momento dal problema degli interessi passivi pagati o pagabili (signoraggio), la base monetaria derivante da questa porzione di debito pubblico è stata creata semplicemente dal nulla per consentire gli scambi commerciali all’interno del sistema economico. L’emittente non ha sopportato alcun “sacrificio” per fornire questa moneta e dunque non ha alcuna necessità economica che venga rimborsata (basta chiedere a Draghi cosa accadrebbe se la BCE cancellasse i crediti vantati verso i Governi …la risposta è: NULLA!).
Qui le soluzioni concrete sono varie e, una volta in più, ricordo l’esigenza inevitabile di coniugare qualsiasi proposta di gestione del debito pubblico con quella relativa agli strumenti monetari prescelti.
In primis, si potrebbe trasformare questo debito in uno stock perpetuo infruttifero, lasciando quindi l’ammontare nominale di debito intatto ma senza che maturi alcun interesse. E’ come devitalizzare un dente…il dente c’è ancora ma di fatto è morto. Così il debito si vede ma di fatto non ha vita e non produce più problemi essendo una mera partita contabile.
In secundis, un simile obiettivo è conseguibile mediante una banca pubblica modello Cassa Depositi e Prestiti o KfW tedesca. Una simile banca avrebbe titolo di indebitarsi presso BCE a tassi zero, e lo stock di debito accumulato potrebbe restare fuori dal bilancio del Tesoro, esattamente come accade con il debito della KfW rispetto al debito federale tedesco.
Come dicevo all’inizio, qui si innesta il discorso delle soluzioni e degli strumenti monetari alternativi o complementari all’Euro. Ad esempio, l’idea della “devitalizzazione” del debito si sposa molto bene con l’introduzione graduale di una moneta complementare fiscale, che vada a ridurre gradualmente il fabbisogno di nuova raccolta denominata in Euro, a vantaggio dell’aumento della circolazione della moneta complementare. E’ certamente la scelta meno dolorosa e più praticabile che a certe condizioni potrebbe non richiedere alcuna revisione dei Trattati europei.
Rilevo che queste riflessioni sono assenti tra i fautori del variegato fronte “Euro-exit”. Costoro, infatti, oltre a non spiegare tanti altri aspetti tecnici del problema, intenderebbero convertire nella nuova valuta domestica anche lo stock di debito “fittizio” appena descritto, con il risultato di portarsi dietro un enorme fardello di debito sul quale, a quel punto, le banche creditrici potrebbero paradossalmente invocare il rimborso (per questa ragione ripeto spesso che la realtà è maledettamente più complessa di come viene raccontata nei dibattiti in rete).

LA GESTIONE DELLE ALTRE CATEGORIE DI DEBITO

Per quanto attiene al debito verso i soggetti residenti non bancari (categoria 2), questo va senz’altro rimborsato, magari offrendo alle famiglie l’opzione parziale di una moneta complementare a premio rispetto all’Euro (esempio: 100 euro oppure 105 euro di valore nominale di moneta fiscale), mentre alle assicurazioni ed ai fondi italiani si potrebbe offrire un mix tra rimborso puntuale e sostituzione con titoli a più lunga scadenza, con un piccolo premio o spread di interesse.
Per quanto riguarda infine i soggetti non-residenti (categoria 3) occorre tatto e pragmatismo. Questo debito è rimborsabile perché contratto liberamente tra soggetti indipendenti, tuttavia si potrebbe offrire la scelta tra un rimborso tout-court ed un rimborso ritardato (cd “ristrutturazione delle scadenze”) a fronte di un piccolo premio di interesse, approfittando della favorevole dinamica dei tassi di mercato.
Sottolineo il fatto che questi principi guida potrebbero adattarsi anche al caso del debito dei Comuni, il cui processo decisionale è certamente più agile e libero da compromessi di maggioranze parlamentari rispetto alle scelte del Tesoro (su questo importante aspetto tornerò a breve).
L’effetto netto di questo piano di “devitalizzazione” e contenimento pragmatico del debito pubblico italiano è notevole a prescindere dalla scelta delle alternative di strumenti monetari scelti. Dal punto di vista economico stiamo parlando di un sostanziale dimezzamento del debito effettivo potenzialmente rimborsabile, e di una sua gestione scadenzata nel tempo con conseguente liberazione di quote di avanzo primario e/o margini di deficit di bilancio annuale che vogliono dire denaro fresco da impiegare per politiche di sviluppo economico. Inoltre, a livello di interessi passivi ciò implica un drastica riduzione della spesa per interessi annuale che passerebbe dall’attuale 35-40 miliardi all’anno ad un soglia inferiore ai 10 miliardi.
Tutto ciò crea un importante lasso temporale e libera risorse finanziarie preziose che tuttavia hanno un senso alla doppia condizione che si abbia un progetto monetario alternativo a breve, quale una moneta complementare fiscale (sia del Tesoro che dei Comuni), ed un piano economico di rilancio del Paese attraverso massicci investimenti pubblici e privati, i soli in grado di massimizzare l’effetto di accelerazione sul PIL.
Questo piano potrebbe restituire una crescita del 4-5% di PIL all’anno per i prossimi 5 anni, gettando le basi economiche e industriali per un lungo ciclo di espansione del PIL e dell’occupazione nonché di riacquisizione graduale di sovranità monetaria.
Alberto Micalizzi

FONTE :https://albertomicalizzi.com/2017/07/17/la-devitalizzazione-del-debito-pubblico/

venerdì 21 luglio 2017

SI ALLA LIBERTA' DI SCELTA TERAPEUTICA

CONCORDIAMO IN TOTO  CON L'ARTICOLO SOTTO RIPORTATO

 

Mi rivolto dunque siamo

Che cos’è un uomo in rivolta? È innanzitutto un uomo che dice no. Ma se rifiuta, non rinuncia: è anche un uomo che dice sì. […] Non esiste rivolta senza la sensazione di avere in se stessi in qualche modo e da qualche parte ragione. È per questo che il funzionario in rivolta dice ad un tempo sì e no. Perché afferma, assieme alla frontiera, tutto ciò che custodisce e preserva al di qua della frontiera. Afferma che in lui c’è qualcosa di cui vale la pena prendersi cura. Al limite, accetterà di morire. Mette sulla bilancia la morte e quanto chiamerà, per esempio, la sua libertà. «Piuttosto morire in piedi che vivere in ginocchio».
La parte che l’uomo in rivolta protegge, egli ha la sensazione di averla in comune con tutti gli uomini. È da ciò che essa trae all’improvviso la sua trascendenza.
È nella rivolta che l’uomo si supera nell’altro, e, da questo punto di vista, la solidarietà umana è metafisica. Nell’esperienza assurda, la tragedia è individuale. A partire dal movimento di rivolta, essa ha coscienza d’esser collettiva.
(Albert Camus, L’Homme révolté , 1951)
La rivolta come azione metafisica permanente, come creazione di senso in un mondo insensato e ingiusto, di una realtà umana che riscatta ontologicamente dall’assurdo l’étranger dando ordine al caos.

LA DITTATURA IN SENO AL SENATO: APPROVATA
L’altra sera (18 luglio) intere famiglie sono tornate dal presidio a Roma in Piazza Cinque Lune dopo aver manifestato dalle 9 del mattino sotto il sole contro il decreto Lorenzin, arenatosi e incagliatosi a più riprese in questi giorni grazie anche a questa fastidiosa presenza, talmente fastidiosa da suggerire il rinvio della seduta con scuse formali tecniche (con un frame palesemente mutuato dagli USA e dalla pantomima che ha visto nel 2014 i lobbisti farmaceutici suggerire all’orecchio del senatore Pan, promotore con Alley dietro mazzetta di 95.000 dollari del SB 277 che imponeva il nuovo piano vaccinale senza possibilità di esenzioni, di accettare il rinvio ad altra data suggerito dalla senatrice Lu senza quei fastidiosi genitori che manifestavano fuori[1]: è la stessa ministra senza laurea a citare la California dove “così si è fatto”), alla giornata del 19 dove quelle famiglie sono state affiancate o rimpiazzate da altre famiglie.
Sono i volti indignati dei GENITORI.
Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno. (Fëdor Dostoevskij)
Questi (guardateli bene) sono GENITORI degni di tal nome, madri e padri che dopo aver studiato approfondito quella scienza che non solo è democratica (la scienza non è episteme come la democrazia[2]) nonostante gli insulti di boriosi pseudo virologi manciuriani (ergo pseudo uomini), massoni al soldo delle multinazionali[3] (e di cui Maurizio Romani in Senato ricorda le perle di protervia fra le quali spiccano “Tutti i paesi usano lo schema vaccinale proposto da De Lorenzo quindi se ha preso la tangente l’ha presa per fare una cosa giusta” o “Siete solo un branco di somari raglianti. Facebook vi ha illuso di contare qualche cosa con la vostra mente atrofizzata e con il vostro italiano claudicante. Invece non contate nulla, dovete solo essere messi in condizione di non nuocere -come? ndr- e “La scienza non è democratica” , del resto cosa attendersi da chi è stato presentato come eroi fra i ragli della Leopolda?). Madri e padri che da mesi usano permessi e ferie per prendere un treno e incatenarsi al parlamento o solcare strade piazze in cortei diurni e fiaccolate notturne, lasciando i figli a casa oppure, sempre più spesso, portandoseli dietro, nelle fasce mentre allattano o in braccio con trombette e cartelloni in una pacifica e solenne MARCIA per la libertà di cui già comprendono il senso. E non si fermeranno. Non ci fermeremo.
THE REVOLUTION WILL NOT BE TELEVISED[4] (BROTHER)
A Pesaro eravamo forse oltre 50.000 persone (le foto del drone non riprendono l’altra parte del parco dietro ai cipressi), vergognosamente ignorate dai cagnolini da compagnia del potere che sono ormai diventati i giornalisti italiani.
Un popolo civile che anche qui ha deluso le aspettative del regime: si aspettavano gli hooligan (hanno vietato lattine bottigliette con i tappi) e si sono trovati un’orda di famiglie armate di bimbi attaccati al seno, portati nelle fasce, nei passeggini tappezzati di cartelli o in groppa ai papà, saltellanti e festosi come i virus nella visione parascientifica della Lorenzin, e che hanno restituito alla città un parco lindo come le loro case dopo che si è fatta la festa di compleanno.
Dopo la manifestazione e le fiaccolate e cortei che si moltiplicano ho seguito quasi interamente la discussione in Senato sugli emendamenti e subemendamenti, alcuni migliorativi altri peggiorativi di questo decreto anticostituzionale, liberticida, classista, privo di qualunque ratio scientifica o giuridica, un provvedimento che chiamando i dirigenti scolastici a fare i delatori di regime rompe in un colpo solo l’alleanza terapeutica e quella educativa e che dovrebbe interrogarci tutti come cittadini e di fatto sta risvegliando finalmente le coscienze assopite da un analfabetismo funzionale indotto, voluto e alimentato dalla propaganda, i cui burattinai sono molto al di sopra delle piccole teste dei nostri bambini trasformati in cavie di una futura e non lontana Norimberga (già le NDD e malattie autoimmuni e cronico degenerative sono in aumento sarà una strage silenziosa mentre la proiezione dello ‘spettro’ autistico è di 1 su 32 entro pochissimo).
Un ascolto davvero istruttivo, surreale e pieno di fetenzie.

LE FETENZIE e i FIGLI DI UN DIO MINORE
Le “fetenzie” così folcloristicamente denunciate dal senatore (e biologo) campano Vincenzo d’Anna nei suoi interventi (qui e qui) sono dentro ai vaccini e lo dovrebbero sapere ormai tutti, ma le fetenzie sono soprattutto nei cuori dei corrotti e nelle teste degli ignoranti, entrambe categorie ben rappresentate in parlamento con poche luminose eccezioni. Fra queste l’intervento della De Pin, che invita la Lorenzin ad uscire fuori dove mamme incatenate presidiano pacificamente un parlamento sadicamente vuoto rispetto alle pienissime piazze (dagli oltre 50.000 del parco Miralfiore a Pesaro, alla miriade di presidi, manifestazioni, cortei e fiaccolate in ogni città di questo sciagurato paese che però ha mostrato di avere anticorpi degni di questo nome e capaci di ergersi di fronte alla barbarie anche quando veste i panni dello stato), quello segnatamente scientifico del senatore e dottore Maurizio Romani, e quello accorato, puntuto e colto del senatore Vincenzo d’Anna, il quale ha aspramente criticato l’ombra dello “stato etico” che sostituisce se stesso al diritto naturale che lega genitore e figlio (ma i rilievi sono molti e meritevoli nel contenuto e nello stile) e che citando i dati sulle reazioni avverse nascosti da AIFA e Ministero (oggetto questo di denuncia del Codacons) ha parlato di figli di un dio minore:
“Da poco tempo è stato ritirato dal mercato un vaccino con il quale sono stati trattati 14 milioni di bambini! E questo è avvenuto 10 anni dopo che lo aveva già ritirato il Canada e 5 la Germania. L’Aifa ha riconosciuto, infatti, che tale prodotto era portatore di complicanze: ma erano, per caso, figli di un dio minore tutti quei bambini che nel frattempo erano stati vaccinati?”.

PRIMO: NUOCERE
Sembra questo l’obiettivo della sperimentazione di massa che il senato ha approvato[5] poco fa sui bambini italiani (per poi far pagare i danni anche economici alla collettività con più di qualche problema tecnico (visto che la senatrice Fucksia, quella che riaffermava con arroganza ieri le idiozie scientifiche sdoganate dsl Presidente della Società Italiana di Pediatria Villani “Una volta per tutte la vaccinazione in un soggetto già immunizzato non fa alcun danno anzi rafforza le difese immunitarie“, pare sia stata beccata a votare due volte per se e per il collega assente – e questo senza che il colore del suo viso avesse la decenza di aderire ontologicamente al nome che porta), dopo la trattativa sul numero dei vaccini, sull’entità del pizzo di stato per la fascia in età da primaria, sulla a possibilità di somministrare vaccini in farmacia (dietro accordo fra PD e FI svelato per errore), sul finto tentativo di estenderel’obbligo anche a docenti ed operatori sanitari (emendamento questo di semplice coerenza logica: perché mai dare degli untori ai soli bambini? certo bisogna vedere poi i bidelli e l’autista dell’autobus e il postino e il nonno che fa visita per raccontare la vita contadina come potranno mai avere contatto con la popolazione infantile…ricordiamo però che l’epidemia di morbillo non esiste come non è esistita quella di meningite e che l’immunità di gregge è una credenza antiscientifica[6] e che gli “untori” a dispetto degli sciacallaggi di stato sui morti bambini non sono certo i non vaccinati semmai il contrario[7].
Primum nocere, deinde curare. Sembra essere questo il motto dello ‘stato etico’ condannato dal senatore d’Anna, lo stato che decide in modo paternalistico e che esige delega totale dal cittadino privato del suo discernimento, salvo poi far pagare al singolo e alla collettività i danni.

SOLO NEI LIMITI DELLE POSSIBILITÀ
A nulla sono serviti gli interventi a tratti con voce spezzata di Paolo Arrigoni che denuncia lpassenza di epidemia, lo sciacallaggio del bambino di Monza, cita i nomi di alcune delle vittime fantasma della pratica vaccinale riconosciute dallo stesso ministero affetto da evidente disturbo bipolare, denunciando chiaramente il negazionismo del danno vaccinale che è figlio del nostro paradigma, la presenza di nanoparticelle biopersistenti e non biocompatibili, gli interessi lobbistici e una Agenda che viene da lontano (è l’unico oltre a Vincenzo d’Ala a citare espressamente la GHSA decisa nel 2014 a Washington con ruolo di capofila dell’Italia).
O della Dirindin che definisce gli obblighi e le sanzioni “la forma più arcaica di educazione e di governo della complessità: ad essi sarebbe opportuno fare ricorso solo quando strettamente indispensabili”.
A nulla sono serviti gli interventi veementi di Paola Taverna che si scaglia contro la coercizione chiedendo la raccomandazione come in tutti gli altri paesi europei (saremmo l’unico paese con uno schema simile), rivendica la genitorialità fatta di scelte continue la cui responsabilità è e deve restare del genitore, denuncia fra le passate azioni della ministra tagli di 4 miliardi, le multe ai medici che prscrivevano esami diversi da quelli stabiliti da lei (“la fissa delle multe ce l’ha sempre avuta“) lo sciagurato Fertility Day e le mai troppo citate stupidaggini antiscientifiche come quella sulla contagiosità del tetano e la clamorosa menzogna ripetuta più volte sui 200 morti l’anno di morbillo in Gran Bretagna [8] che hanno fatto “drizzare le orecchie alle mamme” le quali “hanno cominciato a seguire i lavori in parlamento e sa cosa hanno visto? hanno visto la trattativa“. Taverna si riferisce all’emendamento sulla richiesta dei monovalenti (per evitare ad esempio di essere vaccinati – non immunizzati – dopo aver avuto la malattia naturale ad esempio la varicella) che ha di fatto tolto la maschera alle reali relazioni del governo con le Big Pharma alle quali i vaccini in formula monovalente non convengono (giova ricordare, come mostra impietosamente questo video, quali motivazioni economiche e non certo scientifiche vi siano dietro la creazione dei vaccini combinati, sui quali non esistono studi di sicurezza di alcun tipo come neppure sui singoli rendendo i vaccini di fatto i farmaci meno sicuri al mondo[9]) e così il loro acquisto potrà avvenire “solo nei limiti delle possibilità del Servizio sanitario nazionale”, specifica nella quale la Taverna stigmatizza la tracotanza del governo che nelle sanzioni imposte ai genitori non vaccinanti dovrebbe parimenti specificare “solo nei limiti delle possibilità ” della famiglia “Siete forti coi deboli e deboli coi forti!”.

LA PERIPATETICA ASSENTE
Salvo poi alzare lo sguardo e accorgersi che la ministra non c’è “Perché vede Signor ministro…ma dov’è?”, è andata via, non degnando l’aula di ascolto. E quando c’è cammina in giro (Vincenzo d’Anna l’ha definita peripatetica) oppure si distrae giocando col telefonino come denunciato da Scilipoti “incompetente e distratta“.
Se essere scienziati vuol dire non avere dubbi, vi dico che io non sono uno scienziato
Maurizio Romani (medico e omeopata) più pacatamente invita oggi a creare consapevolezza parlare coi genitori non imporre e di assurdità, ribadisce l’umiltà della scienza medica che non dovrebbe essere dogma ma soprattutto “si è messa al servizio per giustificare interessi politici, economici e personali…si sono cancellati gli effetti collaterali dei vaccini, forse semplicemente per non dare adito a effetti contraddittori sulle vaccinazioni” e così “l’operato del medico, che dovrebbe basarsi sui principi di scienza e coscienza, si trasforma in obbedienza e accettazione di un dogma scientifico”. Dopo Paola Taverna, anche Romani solleva il problema del costo sociale e psicologico sia sul genitore che sul bambino del divieto di accesso alla materna e al nido.

LA MENZOGNA È VERITÀ: vaccinati a morte
Cadono le braccia di fronte alle parole apparentemente ingenue di Elena Cattaneo che insiste con il mantra “I vaccini sono sicuri” (a proposito di sicurezza[10]) ed ha poi l’ardire di aggiungere ad esempio che tra i militari, notoriamente “iper-vaccinati” “non sono stati rilevati scostamenti statistici per quanto riguarda malattie autoimmuni, allergie e altre malattie in genere” ma è una clamorosa menzogna come potrebbero testimoniare molte persone che hanno portato la loro testimonianza alla manifestazione dello scorso 4 giugno a Bergamo (chiamata, non a caso, La voce dei fantasmi)e in modo incontestabile questa inchiesta sui militari danneggiati da vaccino.
Affermare che «le case farmaceutiche non diventano ricche con i vaccini» è un ulteriore ribaltamento della verità, come smentito da queste slides sul mercato mondiale dei vaccini e dai dati di profitti.
Se la De Biasi (PD) non ha la decenza di rispettare il grande Dr Andrew Wakefield (sulla cui storia e totale assoluzione dovrebbe informarsi) neppure nel giorno di lutto per la morte del padre, Alberto Lanièce nega la pericolosità dei combinati e la presenza di cellule derivate da feti abortiti nei vaccini in uso in Italia: una bugia anche questa e non li dicono solo scienziati liberi ma la stessa Agenzia del Farmaco alla nota 2 “prodotto in cellule diploidi umane (MRC-5)”

LA (PERI)PATETICA BRACCATA DALLE MAMME NEGA I DANNI[11]
Ecco con quale spocchia la liceale che decide della vita (e della morte) dei nostri figli, braccata in modo garbato dalle mamme del presidio, nega che l’autismo sia causato dal vaccino e financo che esistano danneggiati:
Mamma: Coi danneggiati ha parlato?
Ministra: Signora noi non abbiamo oggi danneggiati da vaccino
Mamma: C’è una Legge
Ministra: Ma è del 1992
Mamma: Vale ancora!
La ministra sfugge e alza la voce con una fin troppo pacata mamma (che viene da Bergamo) la quale forse non mostra la dovuta sottomissione da suddito (così il suo decreto considera i cittadini italiani), poi si volta e afferma che la Legge 210/92 è stata fatta “appositamente” per i danni da polio che tutti gli stati “sapevano” che ci sarebbero stati e che valeva unicamente per quei danni!
Incommentabile, da ogni punto di vista.
(E peggio dei virus che saltellano e dei 470 morti di morbillo in Gran Bretagna).
Si infila in auto, poi scende, sempre scortata, e aggredisce verbalmente queste mamme che non hanno avuto risposte, che vengono da nord e da sud e sono lì da giorni coi bambini sotto il sole, e mostra tutta la sua maleducazione e protervia, evidentemente non avvezza a interloquire al di fuori del sui granitico e immeritato ministero. E dopo aver sfoggiato il tono da maestrina:
Non è il modo di comportarsi in modo educato
Se ne va.

LA BATTAGLIA E’ GLOBALE: NON SIAMO SOLI
Come segnalavo qualche articolo fa non potranno dire che ce lo chiede l’Europa visto che nella maggior parte dei paese europei non vige alcun obbligo vaccinale. Come sempre ce lo chiedono i filantropi e le Glaxo e non per beneficenza. Stavolta l’Europa non solo non ce lo chiede ma ci ammonisce con una lettera aperta in formato video dalla Svezia (che ha recentemente rifiutato 7 proposte di legge in tal senso) in cui Sara Boo, presidente dell’organizzazione svedese NHF National Health Fundation che si occupa di diritti umani, dice:
Se proseguirete in questa intenzione ed emanerete ulteriori leggi che rendano obbligatorie vaccinazioni agiremo affinché siate perseguiti per questo e affinché l’Italia sia severamente punita dall’Unione Europea ed eventualmente persino espulsa dai membri dell’Unione Europea.

CALIFORNIA: ABBIAMO I BAMBINI PIU MALATI AL MONDO
Please be inspired and continue the fight
È di oggi la notizia che Brandy Vaughan (whistle blower ex dipendente della Merck[12] che ha partecipato a documentari di denuncia Vaxxed e The Truth about vaccines[13]) verrà a parlare sabato 22 luglio alla manifestazione nazionale di Roma (alla quale si affiancherà il corteo nazionale di Milano denunciando il vero obiettivo la vaccinazione adulti, è un problema globale sono molto triste che l’Italia e la Francia stiano seguendo la California.
Per favore stampate altri volantini continuate a combattere saremo in campo con voi farò tutto ciò che è in mio potere affinché non diventiate la prossima CALIFORNIA abbiamo i BAMBINI PIU malati al mondo.
Sarà con voi ma a volte deve arrivare l’oscurità per vedere la luce le cose sembrano molto oscure adesso e abbiamo bisogno di fare tutto quello che possiamo. Parlerò sabato alla manifestazione incontrerò i giornalisti farò tutto ciò che posso per combattere le BS Bullshit [stronzate, ndR] mi batterò e lo farò per il resto della mia vita nonostante gli attacchi personali e bugie che non mi fermeranno. Stiamo arrivando a Roma!
Una cosa è certa, questa è una battaglia giusta e intera e la generazione che stiamo cercando con tutte le nostre forze di proteggere dall’ignoranza e dalla protervia di uno stato para-etico e tiranno si ricorderanno per tutta la vita le unghie perse nello scavare un futuro per loro:
Ho provato anch’io.
È stata tutta una guerra
d’unghie. Ma ora so. Nessuno
potrà mai perforare
il muro della terra
Questo scriveva il grande Giorgio Caproni di fronte al dolore esistenziale di fronte alla terra solida e inscalfibile, a queste parole ora farei eco con queste:
Il muro della terra
forse lo scava
un bambino
senza unghie
Eccolo lì il senso, la risposta alla domanda, nel canto di una conchiglia ritrovata sotto terra dove non l’avremmo mai cercata, il metafisico che rimbalza e torna al qui e ora: bambini voi siete il senso di tutta l’umanità, i padri dell’uomo, che alla disperazione di fronte all’assurdo rispondono con la necessità di rivolta unendo le umane forze, le più ataviche e istintive, la Grande madre che media l’umano e il divino. E allora
“TREMATE TREMATE LE MAMME SON TORNATE”


Emanuela Lorenzi
Fonte:https://comedonchisciotte.org/mi-rivolto-dunque-siamo/



NOTE
[1] Ho più volte ripercorso la preistoria del decreto ammazza libertà (e bambini) ad esempio qui e poi qui, i conflitti di interesse dell’ex presidente AIFA Sergio Pecorelli, del condannato e prescritto Pasqualino Rossi inspiegabilmente membro del comitato di valutazione dell’EMA per il vaccino HPV, ma soprattutto di Ranieri Guerra (nel CDA Glaxo ma firmatario di atti pubblici sui vaccini come denunciato dal Codacons) che presenta al fianco della Lorenzin questo decreto criminale scritto dalle Big Pharma (radunate per la prima volta tutte insieme da Renzi a Palazzo Chigi con promessa di investimenti) e non serve scomodare i lobbismi made in USA, nonostante l’investitura a Washington dell’Italia come leader del piano di vaccinazione globale della Global Health Security Agenda, visto che, come denuncia Marcello Pamio, al Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale del 17 gennaio 2017 hanno contribuito le quattro società scientifiche: SItI (Società Italiana di Igiene), FIMG (Federazione Italiana di medici di famiglia), FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) e la SIP (Società Italiana di Pediatria), tutte finanziate dalle multinazionali farmaceutiche Glaxo Smith Kline, Pfizer, Sanofi e MercK. Dulcis in fundo il conflitto che riguarda l’ex attore e attuale Prresidente dell’Istituto Superiore della Sanità Walter Ricciardi con la cattedra pagata dalla Merck Sharp & Dohme cattedra pagata dalla Merck Sharp&Dohme
[2] Cito nuovamente Popper sulla falsificabilità della scienza, che non è un sapere definitivo ed assolutamente certo, non è metafisica (all’uomo non compete il possesso della verità ma solo la ricerca mai conclusa di essa), e ciò si applica anche alla società aperta: così come una teoria scientifica è strutturalmente problematica, ipotesi sempre provvisoria soggetta a revisione e riscrittura, la democrazia si fonda sulla fallibilità umana, sulla salvaguardia delle libertà dei suoi membri, mediante istituzioni democratiche autocorreggibili, aperte alla critica razionale e alle proposte di riforma, se gli uomini al potere non salvaguardano tutto questo, il governo è una tirannia.
[3] A proposito di anticorpi, parliamo di anticorpi monoclonali e dei conflitti di interesse di chi esulta alla notizia della radiazione di medici che ancora non hanno tradito il giuramento di Ippocrate basato sul principio di precauzione primum non nocere (“Fuori due“)
[4] “La rivoluzione non sarà trasmessa in televisione”, canzone di protesta rap di Gil Scott-Heron (1970)
[5] http://www.terranuova.it/News/Salute-e-benessere/Decreto-vaccini-approvato-in-Senato-ora-passa-alla-Camera
[6] http://autoimmunityreactions.org/2016/06/14/herd-immunity-il-falso-storico/
[7] https://comedonchisciotte.org/fanta-epidemie-e-veri-sciacalli/
[8] Cito Marcello Pamio: Il 22 ottobre 2014 durate la trasmissione RAI «Porta a Porta» la Lorenzin ha dichiarato: «ricordo che solo di morbillo, di epidemia di morbillo a Londra, cioè in Inghilterra, lo scorso anno (2013) sono morti 270 bambini». Esattamente un anno dopo, il 22 ottobre 2015 alla trasmissione «Piazza Pulita» sempre lei se ne esce con la seguente frase: «di morbillo si muore, in Europa! C’è stata una epidemia di morbillo a Londra lo scorso anno (2014) e sono morti più di 200 bambini». Avete letto bene? I bambini sterminati dal pericolosissimo virus del morbillo in due anni in Gran Bretagna – secondo la ministra – sarebbero stati 470!
Fake News magistrale La smentita arriva dal sito ufficiale «Public Health England» del ministero di Salute Pubblica inglese, il quale ha pubblicato i dati epidemiologici della mortalità da morbillo dal 1980 al 2013. Nel 2013 c’è stato un solo morto, aveva 25 anni e la causa non è stato il morbillo ma le complicanze polmonari. Quindi passiamo da 470 morti per morbillo secondo la ministra a un solo morto (adulto) per complicanze.
 
[9] Questo perché i vaccini sono considerati presidi di prevenzione e non farmaci e sono di fatto i farmaci meno sicuri al mondo testati direttamente sui bambini, l’esatto opposto di quel che propina quotidianamente la propaganda grazie alla voce dell’ignoranza e/o connivenza di medici pediatri e cialtroni istituzionali. Nel video lo stesso Direttore della Glaxo Smith Kline, Jean Stèphane afferma cinicamente soddisfatto davanti ad una platea di dirigenti di imprese:
Abbiamo comprato tutti i brevetti sull’epatite B, è stata la prima volta che un vaccino è coperto da brevetto. Noi abbiamo tutti i brevetti e ora voi concorrenti se volete venire sul mercato dovrete negoziare con noi. E poi in seguito abbiamo sviluppato, se volete, dei vaccini combinati, cioè abbiamo inserito l’epatite B con altri prodotti che non erano coperti da brevetto e facendo così abbiamo reso evidentemente i prodotti combinati protetti e quindi la strategia è tutta qui” .
 
[10] http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccini-sicuri-studi-trump.php
[11]
[12] https://thehealist.com/blog/2017/4/14/brandy-vaughan-speaking-out-on-vaccine-safety
[13] http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccinazioni-forzate-realta.php